Un po’ più in là


Di te non scriverò,
io sono tutta scritta di te.
Non c’è al di là del mio margine ombroso
pagina chiara che ti possa accogliere.
(Elena Clementelli)

L’anno scorso ero io ad andare oltre; adesso è lei, la mia primogenita.

Mi trovo proiettato in lei, in lei che approda in territori sconosciuti (sia della mente che nello spazio) e se la cava. E io la vedo imparare divertendosi. Ha un’opportunità fantastica e la sta cogliendo.

Roberta è consapevole del fatto che, andando oltre i propri limiti (e prendere un aereo da sola, attraversare l’Atlantico e giungere in un luogo sconosciuto dove parlano una lingua che capisci poco è, sotto tutti i punti di vista, andare oltre i proprio limiti – lo era per me, e avevo trentacinque anni, figuriamoci per i suoi dodici), qualcosa può andare storto. Ma ciò che conta veramente, il sugo di tutta la storia, è imparare divertendosi, è crescere. Andare un po’ più in là.

Il sugo di tutta la storia è andare oltre.

Roberta sa che andare oltre vuol dire inevitabilmente fare errori, ma lo accetta come parte del processo di apprendimento.

Sbagliare riflettendoci è una santa attività.

E io di conseguenza imparo. E sono felice.

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