Lug 30


A Piatta Soprana, frazione del comune di Montemale di Cuneo che fino agli anni Cinquanta gli abitanti li contava nelle centinaia, abitano oggi due persone, due vecchini che ti fanno tenerezza solo a guardarli, due custodi imperterriti del tempo che passa.

Piatta Soprana è oggi di fatto una borgata deserta; ma contiene in sé i segni del cambiamento.

Il sentiero che da qui parte per arrivare a Pradleves, il provenzale prato delle acque (tre ore di cammino a leggere i cartelli, ma di fatto poco più di due ore di buon passo), è stato recentissimamente sistemato.

Qui non c’è (non ora, almeno, se escludiamo il primo lunedì di agosto in cui la tradizionale festa della borgata impedisce l’accesso se non a chi arriva mooolto per tempo) vita sociale ma è tutto pronto per un rinascimento prossimo venturo: ci sono le case, in gran parte integre (e, cosa non da poco, economiche all’acquisto), ci sono tutte le utenze, c’è la strada (prontamente sgombrata d’inverno dalla neve).

La rivoluzione informatica prima e la crisi globale poi hanno reso le città obsolete. (Lavoro di fatto per pagare le inefficienze di un sistema – e no, non lo trovo giusto; sento che devo fare qualcosa.) Ora luoghi come questo sono pronti ad accogliere abitanti nuovi, nuove iniziative, il nostro futuro.

Il futuro passa anche da qui. Quei vecchini lo sanno, stanno aspettando.


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Un commento a “Luoghi del futuro”

  1. […] son ij guardian dl’àuta Piata (Piatta Soprana). (I l’hai parlane ambelessì.) E a më smijo na metàfora dël piemontèis: na «përson-a» pasia, tranquila, miraco […]

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