Mi capita ogni tanto di imbattermi in colleghi nuovi arrivati in questa professione. Anch’io ero un “nuovo collega” una ventina d’anni fa, ma col tempo le cose sono cambiate: avendo commesso tutti gli errori possibili e immaginabili, ho semplicemente cercato di imparare da quelli (nel senso di non ripeterli più), e ora mi è facile distinguere di primo acchito il grano dal loglio, ovvero i competitor seri da quelli improvvisati e senza preparazione. (Bastano le prime due righe di una mail, per dire.)
Questo mercato è vasto – l’ordine di grandezza è intorno al miliardo di euro –, ma come dappertutto non ci si improvvisa. Ovvero, non ci vuole molto più di un computer per iniziare, ma continuare, creare valore, è una cosa diversa. Puoi anche ammantare le tue magagne di marketing e loghi e design, ma per fare vedere che sei un professionista non servono molte parole, ci vuole sostanza. E, soprattutto, anche il contrario è vero: ti sgamano subito.
E il discorso non vale solo per le agenzie, vale per chiunque, translators included: a cosa servono, ad esempio, i curricula che sono di fatto dei copia e incolla, mandati come fossero un modulo e non un atto creativo e uno strumento di marketing? Mentre i dettagli minimi nel CV (e in tutto quello che di noi traspare sul Web) sono importantissimi.
Il marketing, insomma, è fondamentale; ma i segreti non esistono più e le magagne vengono fuori subito. Prendiamone nota.
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