I libri degli altri

I libri degli altri
La mia vera passione professionale è stata da sempre lo scrivere per altri. Scrivere è un atto che mi viene facile, spontaneo, naturale. Intendiamoci, però: quella naturalità è frutto di esercizio costante, di studio e lettura e scrittura continui. È traspirazione, in sostanza; forse – ho detto forse – con un minimo tocco di ispirazione, ma il sudore viene di gran lunga al primo posto.

Ebbene, ho creato questo sito per dirlo in maniera “ufficiale”, per far sapere che la mia competenza è a disposizione di chi ha dei contenuti da trasmettere ma è mancante di tempo o di strumenti o comunque ha altre priorità.

I libri degli altri è ovviamente un prestito da Italo Calvino, e insieme un omaggio a quel grande editor che è stato; e, indirettamente, a Cesare Pavese e insomma alla teoria di tutti coloro per i quali la parola scritta è sacra. Ovvero, per dirla con lo stesso Calvino, nella replica a Elémire Zolla che gli magnificava una scena di tempesta in un film:

Come osi paragonare un’ondata cinematografica a quelle di Melville?

Con una differenza, però.

Il mio lavoro si concentra infatti sulla scrittura tecnica. Io sono come quell’operaio di una fabbrica di armi da guerra di quel racconto di Rodari, che per quanto si sforzasse di costruire giocattoli pacifici per il nipotino gli venivano sempre fuori armi: io so solo scrivere in maniera tecnica. Per quanto mi piacerebbe non so scrivere letteratura, per dire. So però dare una forma precisa ed elegante ad un concetto; so descrivere, citare, collegare. So ritagliare, paragonare, illuminare. Se l’obiettivo è scrivere un libro, io so fare tante cose.

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[…] [la version italian-a ‘d cost artìcol a l’è ambelessì] […]

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