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Geoff Welch, Powered by Humanity

PBH
Powered by Humanity è un ebook di Geoff Welch che ha attirato la mia attenzione, per una serie di motivi inestricabili tra di loro.

Innanzitutto, mescola professione e vita, o meglio stabilisce in maniera chiara che i meccanismi che regolano le nostre vite si possono applicare al lavoro senza soluzione di continuità. E questo è un concetto che mi piace, perché io non sono diverso quando indosso la maschera di professionista rispetto a quando sono a tavola con la famiglia. Sono sempre io, con i pregi e i difetti medesimi.

Questo mi ha fatto pensare al rapporto che ho con alcuni clienti: in alcuni casi è assolutamente splendido, e io darei qualunque cosa per renderli contenti (nella pratica lo faccio e non mi pesa), in altri è assolutamente problematico (e in qualche caso negli anni ho tagliato dei ponti del genere, perché mi drenavano troppe energie, mi consumavano troppa vita).

Poi, l’ebook parla del cambio di prospettiva che tutti dovremmo applicare:

Care about others at least as much as you […] continua a leggere »

The Repairman

The-Repairman
Lui è Filippo Margiaria, di Monticello d’Alba, che in una mansarda del suo paese ha fondato due anni fa con Paolo Giangrasso Aidia, casa di produzione cinematografica.

Poi c’è Scanio, ingegnere mancato che si guadagna da vivere riparando macchine da caffè.

E infine c’è Helena e la storia di The Repairman, commedia d’autore dal gusto nord europeo girata in provincia di Cuneo.

Ora, non è tanto la provincia di Cuneo, che pure mi è cara in quanto “casa” mia, quanto piuttosto il sottotitolo del film: Perché cambiare vita, se puoi aggiustare quella che hai? Già, perché questo concetto ha almeno una duplice valenza, in quanto riferibile sia alle nostre vite disastrate dalla realtà che ci circonda che alle cose. Questa è storia vecchia, ma la storia si ripete sempre e comunque. Lo diceva già Montale:

La storia non è magistra
di niente che ci riguardi.
Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.

E quanto al secondo […] continua a leggere »

Escolo de Sancto Lucio de Coumboscuro

escolo
Allora: in una parola qui, in questo luogo magnifico e (apparentemente) solitario delle nostre valli, c’è bisogno di tutto. Ma facciamo un passo indietro.

L’avventura ebbe inizio circa sessant’anni fa, quando lou magistre, Sergio Arneodo, disse ai suoi allievi di allora che riempivano la piccola aula scolastica:

Da encuéi coumensé co a scrive ente la lengo que vous a moustrà vosto maire.
(Da oggi incominciate anche a scrivere nella lingua che vi ha insegnato a parlare vostra madre.)

L’Escolo di Sancto Lucìo de Coumboscuro è un’avventura straordinaria, che risalta la diversità (la società ci vorrebbe tutti omologati, tutti macdonaldizzati e perfettamente allineati ma non è detto che tutti si sia d’accordo con questa esigenza) e va avanti grazie all’impegno di persone che hanno capito (meglio, che sanno per istinto e conoscenza) che la montagna ha un valore.

Il futuro di questo progetto è difficile e incerto, ma il progetto è magnifico e va sostenuto. C’è bisogno di tutto ma c’è una maniera bellissima […] continua a leggere »

Word Prisms

Conobbi Kevin Hendzel in una delle tante conferenze nel settore della traduzione cui ho partecipato negli Stati Uniti tra il 2003 e il 2008 – una conoscenza occasionale, ma ricordo che rimasi colpito dal suo modo tranquillo di parlare e dall’aura di calmevolezza (sì, lo so che il termine non esiste sul dizionario; ma inventare le parole è un bel modo per sviscerare, rimescolare e conoscere la propria lingua) che emanava la persona.

Ho da poco scoperto, e volentieri segnalo, il suo blog, Word Prisms, un laboratorio di idee sul mondo della traduzione.

(La cosa bella dei blog americani, anzi degli americani in genere, a riguardo del nostro settore è che si parla – anche – di denaro senza troppi giri di parole come invece faremmo noi.)

(Da un po’ tempo rifletto anche sul fatto che il concetto stesso di “blog” è obsoleto: certo, io non faccio male a nessuno con le mie parole in libertà, e anzi c’è pure chi le apprezza; ma uno strumento che qualche anno fa mi appariva futuristico oggi mi sembra superato dagli eventi, ovvero dall’informazione che si sbriciola e frammenta.)

Tutto il blog si fa leggere […] continua a leggere »

Tradurre file di Autocad


C’è un problema che, sporadicamente ma puntualmente, si è presentato nella mia carriera di PM: come tradurre i file di Autocad in maniera rapida ed economica. Poiché penso alle quantità di tempo e di denaro che abbiamo investito in passato per trovare una soluzione, mi piace oggi segnalare questo software, ZTrad.

L’applicativo serve a estrarre i testi di disegni Autocad in maniera che possano essere tradotti (in Word, per esempio), e poi re-importati nel disegno stesso. Il tutto in pochi e semplici passaggi.

Questo software dà un aiuto molto specifico e probabilmente piccolo nel contesto della traduzione tecnica, ma – come chiunque abbia dovuto tradurre decine di file Autocad sa – si tratta di una questione che quando sorge ha bisogno di una soluzione veloce: è un prodotto che accogliamo dunque volentieri nel ventaglio delle nostre possibilità.

Daniel Gouadec, Translation as a Profession

Tre anni fa scrissi una recensione del libro di Daniel Gouadec per Language International, sito che aveva lo scopo di far rivivere i fasti dell’omonima rivista, punto di incontro nel nostro settore tra il 1988 e il 2002; ma purtroppo ebbe vita breve. Ripubblico allora qui quel pezzo.

Daniel Gouadec is a professor at the Université de Rennes 2 and a well-known author in our field (a list of his publications can be found here). His latest feat is Translation as a profession, an excellent overview of the translator’s job in the XXI century. Generally speaking, the perception of the translation profession in the eyes of the general public is that of a sort of Saint Jerome with a dusty dictionary (obviously on paper) in his/her hands. But nothing is more far from the truth, now that translation and IT have become more and more intertwined; and this book contributes to clearing up that misunderstanding.

The book is divided into six sections. The first analyzes the translation process, while the second describes […] continua a leggere »

L’arte dell’anticonformismo

La squadra delle persone – autori, blogger, filosofi/non filosofi – che ammiro è aumentata di recente con una new entry, Chris Guillebeau.

Ecco in due parole il Chris-pensiero:
1. Non sei costretto a vivere la tua vita per come altre persone si attendono da te.
2. Se non decidi da te che cosa vuoi ottenere dalla vita, è probabile che qualcun altro lo farà al posto tuo.
3. Di solito c’è più di una strada per raggiungere una meta.
4. Puoi fare cose meravigliose per te stesso e nello stesso tempo aiutare gli altri.

Tra i molti materiali presenti sul sito, mi ha colpito particolarmente 279 Days to Overnight Success, un libretto pieno di suggerimenti utili – sotto forma di case study del suo proprio sito – su come vivere bene e crescere grazie ai social media.

Personalmente lo trovo spettacolare, anche perché si lega in modo perfetto a molti dei miei miti (Timothy Ferriss, Robert Shemin, il concetto di provvidenza secondo Goethe) e, più in generale, al mio progetto 25×44: poiché ho molte esperienze interessanti da perseguire, ho deciso che non voglio – meglio, non posso – dedicare al lavoro “ufficiale” più di 25 […] continua a leggere »

What Not to Do in a Recession

Segnalo un veloce e bell’articolo apparso sul sito dell’Harvard Business School, “Five Missteps to Avoid in Volatile Times”, di David Stauffer.

In mezzo agli errori che non bisognerebbe commettere in tempi turbolenti, mi ha colpito soprattutto un suggerimento che, credo, valga per qualunque azienda di qualunque dimensione in qualunque tempo:

Cherish the customers who stayed with you through this slump. Chances are they’ll be your best buyers in good times, too.