Salire per scendere

In poche parole, sabato è andata così:
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A mezzogiorno ero al santuario, che è di fatto il punto di partenza per tante mie camminate, e ho iniziato la salita verso il monte Tibert, dove sono arrivato due ore più tardi. Su c’era la nebbia ma non mi importava: i pensieri erano puri, puliti, leggeri. E poi si cammina per camminare, mica per altro o per giungere a un punto preciso: si cammina per mettere un passo dopo l’altro, salire, scendere o quel che comunque ti presenta la strada. Si va, si va e basta.

Ho poi seguito il crinale fino al monte Crosetta, anche piangendo per la commozione di quello spettacolo immenso e assoluto. Già, non ho ancora metabolizzato il fatto che al mondo esista tanta bellezza.

A un certo punto ho scorto Narbona (L’Arbouna):
Narbona
E in quel momento mi è stato chiaro perché ero arrivato fino a lì: […] continua a leggere »

Bill Graeper, in memoriam

Torno di nuovo dopo tanto tempo a parlare di industria della traduzione, sia pure in senso lato, o per meglio dire in maniera personale (che poi è l’unica che di fatto conosca); e lo faccio per commemorare una persona che ho ammirato e che ci ha lasciato in questi giorni, Bill Graeper.

Per quanto riguarda il nostro settore, è sufficiente dire che Bill fondò, vent’anni fa, Certified Languages International e fu poi tra i membri fondatori dell’ALC, che è a mio giudizio di gran lunga la migliore associazione dedicata allo sviluppo del nostro settore da un punto di vista manageriale e professionale.

E proprio alle conferenze dell’ALC (Pasadena, Milwaukee, Austin) sono legati i miei ricordi di lui. Gli incontri sono sempre stati cordialissimi, e col tempo si sviluppò una piccola amicizia. Mi chiamava per nome, mi chiedeva dell’Italia, mi raccontava degli aneddoti, soprattutto mi parlava dell’ALC e di quanto tenesse alla sua crescita (me lo ricordo, ad esempio, allo stand dell’ALC alla conferenza ATA del 2007 a San Francisco).

Di lui ricordo soprattutto questo, distintamente: il sorriso. L’ho sempre visto sorridere, e anche se non lo conoscevo bene capisco che questo era un riflesso di un […] continua a leggere »

Pensieri puliti

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(Questo post si è scritto da solo, per intero, mentre camminavo.)

Scioccamente, il mio cruccio più grande di venerdì mattina, quando dovevo decidere se venire qui sabato oppure domenica (per domenica le previsioni parevano migliori), è stato il meteo.

(È da un po’ che medito un post su come è cambiata, probabilmente non in meglio, la nostra percezione del tempo da che ciascuno di noi ha il meteo sempre e comunque in tasca.)

Comunque alla fine mi sono detto what the fuck (o forse era navigare necesse, vivere non necesse, che è un tantino più elegante) e ho scelto il giorno che preferivo (sabato) perché ho pensato: il tempo faccia ciò che vuole, io vado e basta.

Ho dormito nel mio rifugio tra i monti. Alle 10 ho lasciato l’auto nell’ultimo posto utile prima della neve e ho cominciato il sentiero:

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(Parvetto – Fauniera – Colle dei Morti – Rifugio Trofarello)

Salendo, via via i […] continua a leggere »

In un pomeriggio di pioggia

Sono partito per un giro in bicicletta, ieri verso fine pomeriggio. La bici distende i pensieri, per così dire, li sistema, li mette in fila. In più pioveva. Da sempre adoro la pioggia. La pioggia è mia amica.

Pensavo alle costrizioni delle nostre vite, alle cose che facciamo perché dobbiamo farle, o anche (e forse soprattutto) perché “così si fa”, perché così fan tutti. Quando non posso scappare la mia reazione è estraniarmi (l’estraniamento è anche una fuga, dopotutto). E in bici ci sono solo io con i miei pensieri, null’altro.

Poi il cerchio si è allargato alle cose belle che avrei potuto fare e non ho fatto. C’era un po’ di malinconia, insomma, mista all’accettazione che è la consapevolezza dell’età di mezzo.

Erano dunque pensieri un po’ scomposti, forse un poco più sistemati dopo il giro ma sempre posticci, sempre appiccicati, provvisori. Accettare il guado a volte non è facile. Mi accompagnava Umberto Saba, soprattutto, e le varie “creature della vita / e del dolore” (Città vecchia); e pensavo, col poeta, che

s’agita in esse, come in me, il Signore.

E c’era anche un poco di Montale (Mediterraneo):

Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che […] continua a leggere »

Alle radici dell’essenza delle cose

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In mezzo alle mie montagne, sabato pomeriggio, mi è sembrato di capire qualcosa, anche se non sapevo né so dire che cosa.

Ero partito dal fondo della valle Grana e l’ho risalita, in auto, fino a dove è stato possibile, ovvero fino a che la strada non era bloccata dalla neve, qualche chilometro oltre il santuario di Castelmagno, fermandomi spessissimo per contemplare il paesaggio e fare […] continua a leggere »

Note minime di un giorno normale

Non è che oggi non abbia niente da dire, ma ho diversi argomenti di cui voglio trattare che sono però mezzi cucinati oppure anche solo abbozzati, e dunque non mette ancora conto parlarne.

Oggi era un giorno di sole, la luce era limpida e io ho preferito fare altro, non ho pensato a questo blog, dove comunque per mio impegno verso me stesso ogni lunedì del mondo ci deve essere un pezzo, anche poco significativo. (“On those days I just lower my standards”, come diceva il poeta William Stafford agli amici che gli chiedevano, visto il suo personale impegno a scrivere poesie tutti i giorni, come facesse nei giorni in cui non era particolarmente ispirato.)

E poi non so, credo fosse Madame Geoffrin (Marie Thérèse Rodet Geoffrin – ma onestamente non ho voglia di andare a verificare) che scrisse:

Non dovremmo mai lasciare crescere l’erba sul sentiero dell’amicizia.

Ebbene, questo blog è come un amico per me, un compagno di avventure e di pensieri. A volte ci sono cose che si preferiscono fare e lui passa in secondo piano ma il lunedì almeno due righe qui ci devono essere; e se non passeranno la prova del tempo pazienza.

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Poco dopo il fondo della curva

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Parlavo qualche settimana fa del fatto che nel mio paese “d’adozione”, là nel mio rifugio tra i monti, si comincino a vedere piccoli segni del cambiamento: ovvero che finiti una società e un mondo, con tutto ciò di doloroso e triste che ciò comporta, inizi una società nuova, basata su regole e condizioni e opportunità nuove. (In due parole: vivere in paesi come Montemale di Cuneo è conveniente, non soltanto piacevole, per tanti motivi che non elencherò ora.)

Ebbene, la settimana scorsa c’è stata un’altra piccola prova di questo fenomeno in atto. (È un fenomeno di lunghissimo termine, e dunque i segni non sono semplici da cogliere nel presente; ma cionondimeno esiste, e come!) L’occasione è stata una conferenza tenuta presso la Trattoria del Castello in cui si è parlato delle associazioni fondiarie (AsFo), e di come queste possano fare da volano per lo sviluppo economico delle nostre montagne.

Da fuori si potrebbe pensare: “Ma cosa vuoi che si possa organizzare, in un paesino così?” Invece…

Invece, dopo un’introduzione storica a cura di Lele […] continua a leggere »

On pricing

MUG

Sto riflettendo tanto sul concetto di prezzo e sulla sua applicazione pratica, ultimamente.

“Fare il prezzo” di un bene o di un servizio è arte e scienza allo stesso tempo, richiede tanta pratica, conoscenza del mercato, intuizione, empatia eccetera. Si presta quindi ad errori clamorosi, e non si potrà mai veramente dire di padroneggiare l’argomento.

Quanto a me, ci sono tante, troppe cose che non so e che cerco di imparare. Condividerò qui, man mano, alcuni pensieri e spunti. Inizio oggi da una citazione che mi ha colpito. È tratta da uno splendido libro che parla di tutt’altro, ma fa al caso.

Solheim [il fondatore di Ping] continued to work as a shoemaker for several years. There were two other shoe shops within a block of his. One day, he noticed in the window of one of them a sign advertising new heels for women’s shoes at fifteen cents a pair, a price that was lower than his. He put an identical sign in his own window. His next customer asked, “Why did you cut […] continua a leggere »

Gianmaria Testa

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Cioè, non è che io possa dire di averlo conosciuto bene come chansonnier.

L’avevo “incontrato” tre anni fa grazie a questo blog, col cui autore, Marco Zanette, avevamo fatto un piccolo progetto (lui aveva scritto un pezzo splendido e informatissimo su Maria Giuana – non è la grafia piemontese esatta, ma è per capirci) e io avevo tradotto in piemontese la parte che “ci” riguarda.

C’era un video, su YouTube, che poi è stato cancellato (non so perché), dove Gianmaria Testa cantava Maria Gioana (sì, è questa la grafia precisa). Una versione da fare accapponare la pelle, un canto che mi portava direttamente al me bambino, quando al ritorno dalle rare gite la mano di mamma mi accarezzava i capelli e quello stato di dormiveglia (più dormi che veglia, per la verità) lo porto dentro di me come un momento mitico nel senso etimologico del termine, come un assoluto, come un per sempre.

Altri, in tanti, ben più competenti e informati di me, hanno scritto cose bellissime in questi giorni su Gianmaria. continua a leggere »

Una nuova primavera

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Ho camminato tanto per le “mie” montagne in questi giorni. Ho percorso sentieri sconosciuti e mi sono addentrato in percorsi mai visti, mi sono perso nei boschi (non è che non mi piacciano le cose lineari, è che proprio non sono capace a seguire una strada diritta).

Non ho pensato molto – pensare, almeno qui, non serve a molto –, ho soprattutto ascoltato. Ascoltato lo stropicciarsi delle foglie sotto le scarpe, ascoltato il concerto della primavera che è ormai prossima, qui; ascoltato il vento che mi riporta alla memoria i miei giovani anni, quando immemore andavo percorrendo la mia via, ascoltato il gorgoglìo dell’acqua nelle bialere e nei combaj.

Pavese, come spesso accade, mi accompagnava. Il diavolo sulle colline, soprattutto:

Mi tornò in mente nel buio quel progetto di traversare le colline, sacco in spalla, con Pieretto. Non invidiavo le automobili. Sapevo che in automobile si traversa, non si conosce una terra.

E poi, anche, come cosa bella ho visto piccolissimi segni di un mondo che, dopo essere finito, rifiorisce contro ogni logica e ogni convenienza: lo vedo […] continua a leggere »