Nov 21

Oggi parlo di me. Il mio libro è arrivato a 8.185 parole, entro settembre 2010 sarà terminato, entro fine anno sarà (auto)pubblicato.

È diverso rispetto al progetto originario: più ampio e più circoscritto al tempo stesso. Parla di felicità (questo concetto che teniamo sempre così nascosto, di cui troppo spesso parliamo con circospezione e vergogna), fortuna, ricchezza, dell’autenticità come valore-guida per il secondo decennio del secolo, di come la tecnologia può facilitare il nostro lavoro e così via.

Sono i temi che conosco, quelli dove mi sento preparato e – soprattutto – sento di poter portare valore a chi si prenderà la briga di leggerlo. Un Brainfood molto ampliato, insomma; con un tocco di Campo pratica e uno spruzzo lieve di GoPiedmont; e anche un po’ di Twitter, perché no?

Non insegnerò nulla, ma faciliterò il compito di chi vorrà imparare da sé. Per fare questo, per fare di questo mio terzo libro il lavoro più grande e bello di cui sarò capace, mi occorre il tuo aiuto. Sì, per individuare libri e siti che non conosco sui temi che ho elencato prima e su altri quali:

– perché i blog cambieranno il mondo;
– l’importanza della felicità, anche quando applicata al lavoro;
– la ricchezza, intesa come tempo a disposizione per fare le cose che adoriamo;
– i disastri che diventano fortuna.

Taglio pratico, mi raccomando!
Scrivimi! (Per favore.)

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Ott 09

Parlavamo del mio libro con Silvina Dell’Isola; e io dicevo:

Il libro fa parte di me ma io voglio andare oltre, mangiarmi una collina come dice Pavese.

Al che lei risponde:

Questa battuta-citazione è roba degna da postare su Brainfood, Gianni! 🙂

Cosa che a me non sembrava. Però, ripensandoci, forse il concetto merita di essere ampliato: quel libro per me è del tutto passato, fa parte della mia storia personale e un poco dell’industria italiana della traduzione, è ancora attuale per chi si prende la briga di leggerlo ma non più per me.

Il punto è, come diceva l’Abbé Pierre, che sono stanco di quello che ho fatto e sono riposato di quello che ancora devo fare. E quel che devo fare è scrivere altri tre libri: filosofia spicciola (2011) – golf (2013) – piemontese (2015).

Assolutamente lineare, assolutamente semplice, assolutamente come già fatto.

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Feb 19

Il 17 luglio 1949 Cesare Pavese scriveva agli amici Adolfo ed Eugenia Ruata, riferendosi alla nascitura Luna:

Io sono come pazzo perché ho avuta una grande intuizione – quasi una mirabile visione (naturalmente di stalle, sudore, contadinotti, verderame, letame ecc.) su cui dovrei costruire una modesta Divina Commedia.

Mooolto più umilmente, io ho un libro che mi sta crescendo tra le mani ed è decisamente più ampio rispetto al progetto iniziale. Rotti gli indugi, è una sorta di vademecum per il professionista (non solo traduttore).

Il Gianni-pensiero, insomma, dal titolo provvisorio e dall’indice abbozzato, ma che cresce a vista d’occhio.

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