Famiglia

famiglia
(Rielaboro qui alcuni pensieri della settimana scorsa.)

A volte mancano le parole.

Io, pur essendo di fatto cresciuto nella famiglia di mamma, ho sempre avuto l’idea che la mia famiglia fosse quella di papà, forse perché poco o tanto mi vergognavo di quelle origini povere e campagnole.

Ma quella famiglia – la mia famiglia – ha radici profonde e salde, e i cui anelli tengono. Allora incontrarsi, come mi è successo mercoledì scorso, al funerale di una zia mi ha fatto, come una madeleine, tornare alla mente tanti episodi della famiglia, soprattutto di quando ero bambino e il mondo finiva più o meno a Tetti Lusso.

A volte mancano le parole ma se ci penso bene no, non è che manchino: è soltanto che noi facciamo tante cose, ci immaginiamo dei monti lontani, facciamo la guerra, facciamo il giro del mondo ma alla fine ci troviamo sempre sul sagrato di quella chiesa a ricordare chi non c’è più.

La famiglia è sangue, è terra, è vento e nebbia e fatica e travaille qui dure victoire qui vient: ma la vittoria non è nulla, è soltanto fare le cose come vanno fatte e poi trovarsi ogni tanto, salutarsi, riconoscersi, dire una parola insieme, rispettare gli antenati e fare il bene. Perché ha ragione Cesare Pavese quando nella Luna scrive:

L’ignorante non si conosce mica dal lavoro che fa ma da come lo fa.

E lo stesso si può dire per la brava persona: la vita è lunga, e quel che fai parla per te molto più forte che non quel che dici.

Qualche anno fa Camillo Brero mi disse:

Com ch’am disìa mia mama, ‘ricòrd-te Lino che a sto mond a venta fé bin, fé ‘d bin, vorèj bin, dì ël bin, përchè ël Bin an veuja bin. Butlo për orcin e pòrtit-lo dapress sempe’. E ti it ses un testimòni.
[Come mi diceva mia mamma, ‘ricordati Lino che a questo mondo bisogna comportarsi bene, fare del bene, voler bene, dire il bene, perché il Bene ci voglia bene. Legatelo al fazzoletto e portalo con te per sempre’. E tu sei un testimone.]

Allora io sono soltanto un semplice testimone, nulla più; e dentro di me, per riprendere le parole di Gustavo Buratti, come un imbuto il sangue di tutti coloro che sono passati di qua prima di me cola. Soltanto questo.

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