Autore: giannidavico

Leggerezza, futuro, progetti, semplicità

LS
Giorni d’estate, giorni sereni. Luglio è sempre stato un mese particolare per me, come credo per chiunque: la sua luce favorisce pensieri positivi e progetti per l’avvenire.

In queste settimane ho avuto molti pensieri per il futuro, un po’ sparsi, e probabilmente avevo necessità di cambiare aria per radunarli e sistematizzarli, ed essere qui a Tizzano, in quest’angolo di Corsica che è mare più che terra, certamente mi ha aiutato perché mi ha permesso il necessario distacco per ordinarli. Eccoli qui a beneficio di chi vorrà leggerli, farne uso, e – nel caso – commentarli.

(L’unica cosa: a volte Internet ha dato da penare, ma per fortuna il mio socio ha saputo risolvere brillantemente i problemi. Grazie Valter.)

1. I detrattori sono un segno del fatto che si sta andando nella direzione giusta
Nei giorni scorsi ho avuto con vari traduttori su Facebook alcune discussioni sui soliti temi delle tariffe, e queste liti che una volta non mi facevano dormire la notte – con me si può discutere di tutto, ma non si può mettere in dubbio la mia buona […] continua a leggere »

Elementare


Sono entrato nel settore delle traduzioni assolutamente per caso, circa 15 anni fa, e senza alcuna esperienza. Se una piccola dote posso ascrivermi in questo lavoro, è quella di imparare dagli errori; e avevo capito presto che osservare quello che succede sul mercato è fondamentale per prosperare. (E il mercato, per me, è un concetto molto semplice: banchi di frutta osservati dal basso – uno dei miei primi ricordi a colori –, il profumo della frutta intorno a me e le voci di chi comprava e di chi vendeva.) Di conseguenza, un mio piccolo merito può essere quello di aver sempre messo l’accento, parlando con i traduttori (su Langit, alle conferenze, in scambi privati eccetera), sull’importanza del marketing.

Ora però sono giunto alla conclusione che – in definitiva – tutto questo parlare non è molto di più che un parlarsi addosso: elegante forse, ma inutile di fatto. Lo capisco per esempio da mail che ogni tanto mi arrivano. L’ultima qualche giorno fa, dove l’oggetto è “candidatura traduzioni inglese spagnolo 0,02 cent”, proveniente da una persona con due lauree.

Due […] continua a leggere »

Simone Perotti, Adesso basta

Adesso basta
Ci sono libri – pochi – che non ti fanno dormire la notte, che ti fanno pensare, pensare, pensare e poi ti fanno agire. Agire. Adesso.

Ieri ho passato la mattina per bancarelle e librerie, e alla Feltrinelli di Torino c’era un libro che pareva mi guardasse, Adesso basta. Ho cercato di ignorarlo, ma cercava proprio me. L’ho comprato, portato a casa, nel pomeriggio ho cominciato a leggere le prime pagine e ho pensato: “Ehi, ma queste sono le stesse cose che dico e che faccio io, esattamente queste!”

Ho imparato, ad esempio, che quel che faccio da un paio d’anni a questa parte si chiama downshifting.

Ho evidenziato alcuni passaggi:

I prodotti, la loro accessibilità, la loro apparente convenienza sono sufficienti a spingere orde intere di persone, pure benestanti, pure acculturate, a uscire tutte le mattine da casa con la loro vettura fiammante, a percorrere a passo d’uomo strade intasate, a lavorare per dieci, dodici ore in modo sempre identico, sentendosi anche privilegiate, e poi a ritroso, e poi ancora avanti, senza che ci sia un ordine perentorio, senza che qualcuno alzi […] continua a leggere »

Felicità e traduzione

Sheila Bernard (attenzione perché il nome, come dice lei, si pronuncia “proprio alla nostrana, Scèila”) è per me un’entità virtuale, come tanti dei nostri amici di oggi. Dall’inizio della nostra conoscenza mi hanno affascinato i suoi racconti di boschi e di luna, che avevano un che di magico – e invidio il figlio che avrà certamente diritto ad una razione ottima e abbondante, oltre che quotidiana, di quel narrare.

Mi è venuto naturale chiederle di scrivere qualcosa a riguardo della felicità applicata al nostro mestiere: il risultato è qui.

Confesso che non ho capito tante cose (forse ho intuito); ma Eduardo diceva che capire, in fondo, è inutile. Mi sono però lasciato cullare dalle sensazioni che le sue parole hanno provocato in me: e sono tranquillo.

Un (altro) Cigno nero

Cigni neri, come i lettori di questo blog sanno bene, sono fenomeni ben presenti nelle nostre vite. Anche avere conosciuto Emily Stewart è stato per me un Cigno nero: una conoscenza occasionale, nata da un suo commento ad un mio articolo, mi ha fatto scoprire una personalità brillante e interessante, relativamente nuova nella nostra professione ma anche per questo con opinioni interessanti che val la pena di ascoltare.

Le ho chiesto di scrivere qualcosa per questo blog, a beneficio dei miei venticinque lettori. L’occasione è stato il V Congreso Latinoamericano de Traducción e Interpretación, di cui ha parlato recentemente anche Luigi Muzii: ne è venuto fuori un ritratto disincantato e degno di attenzione su un aspetto specifico dell’industria della traduzione.

Ovvero, il mondo della traduzione e dei traduttori visti dall’altro capo del mondo, quel mondo che leopardianamente va giorno per giorno rimpicciolendosi. Ecco qui le sue considerazioni, con tante grazie per aver trovato il tempo di scrivere tutto questo.

Una storia inconsueta

Stefano Gallorini è un traduttore che era incanalato verso la “normalità” della professione: azienda di traduzioni di famiglia, esperienza presso la Logos di Modena.

Poi, però, è successo qualcosa. E del suo percorso professionale mi hanno colpito un paio di cose: la specializzazione in nivologia e meteorologia alpina (non sapevo nemmeno che cosa fosse, la nivologia) e soprattutto il coraggio di fare il “salto” e andare a vivere in Marocco.

Ammiro le persone che hanno la forza d’animo di fare delle cose inconsuete, di vivere la vita secondo i loro propri termini, sicure che nessun altro potrà mai decidere al posto loro. Gli ho fatto qualche domanda. Qui le sue risposte.

Questo blog, un aggiornamento

Un mese senza scrivere nulla in questo blog è un tempo lunghissimo, ma la spiegazione è molto semplice: ho cambiato “casa” sul Web.

Come dire, prima ero in affitto e ora sono davvero a casa mia; e non importa se qualche presa magari non funziona, se in qualche stanza bisogna ancora dare il bianco e così via: farò tutto a tempo debito.

Ho (meglio, abbiamo) diversi guest post in cantiere, che saranno pubblicati nelle prossime settimane. Ho terminato il libro, ho scritto diverse cose: tout se tient, e a poco a poco transita qui sopra.