Sentiero Umano di Solidarietà Artistica / Ambientale


Questa è la settimana.

Il giorno è venerdì 21 dicembre, alle 12.21: per tre piccolissimi minuti un sentiero di mani si creerà – dico meglio: creeremo, non è qualcosa che viene dal cielo – per 54 chilometri, da Torino a Susa.

Tutti i dettagli sono qui.

Io credo che per un progetto del genere non servano tante descrizioni, ma piuttosto una citazione:

Aut insanit homo, aut versus facit.

Insomma, come dice Orazio, la poesia salva la vita. O, come scriveva Pavese nel suo diario il 22 febbraio 1940,

Verrà un tempo che la nostra fede comune nella poesia farà invidia.

Il sentiero di venerdì è una poesia, una sinfonia, una preghiera e un’opera d’arte al tempo stesso. Io ci sarò – e vi aspetto.

Minestre pronte


Questo post è dedicato a coloro che hanno in animo di intraprendere la professione di traduttore. È un suggerimento operativo che può avere valenza anche più estesa, nel senso che le considerazioni che farò valgono per tutte le professioni (i fondamenti sono sempre gli stessi).

Mi arrivano, ogni tanto (ma puntualmente), mail da studenti che mi chiedono informazioni di vario genere sul settore: prospettive sul mercato, informazioni sulla tal opera, domande sui CAT e compagnia cantando.

Sono di persone che stanno compiendo degli studi universitari, e che lavoreranno con la parola scritta. Dunque io mi aspetto alcune cose semplici: che il tono sia appropriato, che tutte (ho detto tutte, non quelle più elementari) ricerche siano state fatte e così via.

Ad esempio una mail indirizzata a me ma mandata all’indirizzo info e non al mio non va bene: il mio indirizzo si trova dappertutto sul web, non ci sono attenuanti.

Ad esempio che mi si chiami “signor Davico” non mi piace: o sono Gianni o sono dottore. (E so bene che occorre guardarsi dagli asini specie se dottori, ma lo dico […] continua a leggere »

Lei, professore…


Quando persone che hanno investito del denaro e del tempo per venire ad ascoltare le cose che hai da dire vanno via soddisfatte dopo una giornata di seminario, posso ragionevolmente affermare che l’obiettivo è stato raggiunto.

Certo, sabato è stato facile: da un lato Beppe Bonavia ha parlato per un paio d’ore di problematiche fiscali, di IRPEF e di INPS, di ricevute e di conteggi (non l’avevo mai sentito prima, ma ha indubbiamente il gran pregio di rendere interessante una materia che di per sé non avrebbe molto per catturare l’attenzione di un uditorio); dall’altro Sabrina Tursi è intervenuta spesso a offrire una prospettiva differente, competente e più ampia sugli argomenti di cui abbiamo parlato.

Insomma del valore s’è dato (e questa è la mia preoccupazione prima, e sostanzialmente l’unica). Certo, il tutto nell’ottica di un ambito lavorativo difficile, di un mondo della traduzione che cambia in fretta e così via. Ma il quadro generale è chiaro a tutti: il punto è […] continua a leggere »

Ci vorrebbe una norma ISO…

Era l’ottobre del 2004, io tornavo dalla conferenza ATA, e sul pullman che mi portava all’aeroporto di Toronto incontrai un traduttore. Tra gli argomenti di conversazione ci fu un’idea che lui suggerì: disse che avvertiva la mancanza di una sorta di norma ISO, qualcosa che regolasse le conversazioni sia orali che scritte che avvengono in due lingue (es. io parlo in italiano e tu mi rispondi in inglese).

In effetti da allora è passato tanto tempo, la tecnologia è progredita tantissimo e codificare un’idea del genere sarebbe oggi quasi antistorico, nel senso che ci sono strumenti che risolvono in maniera efficace problemi simili. (Io mi ritengo piuttosto digitale ma sono “nato” nella carta e continuo a stupirmi per meraviglie tecnologiche che per un quindicenne sono pane quotidiano.)

E tuttavia l’utilità pratica di uno “strumento” del genere è innegabile: tu e io possiamo capirci anche parlando lingue diverse – questo mi sembra fantastico.

Quell’osservazione è rimasta dentro di me da allora, è un argomento che ho portato in diverse conversazioni ma non sono mai riuscito a pensarlo in maniera precisa e organizzata. Forse ciò dipende anche dal fatto che per me si tratta di una pratica costante: alle mie figlie non […] continua a leggere »

memoQfest USA 2013


Certo, parlare da qui di una conferenza molto specialistica che si terrà dall’altra parte dell’Atlantico (mooolto al di là) appare forse un po’ pretenzioso. Eppure memoQ è un ottimo strumento, potente e moderno, che ha tutti i requisiti per giocare un ruolo di primo piano nel campo dei software che assistono il traduttore nel suo lavoro.

Quindi San Antonio, Texas, 31 gennaio – 2 febbraio 2013.

Tra gli interventi meritano un cenno almeno quello di Mike Dillinger, vicepresidente dell’AMTA (Making MT Work – Four Scenarios), e di Gábor Ugray, che è a capo dello sviluppo di Kilgray (Zen and the art of memoQ maintenance).

Già, che ci piaccia o no la traduzione automatica è qui per rimanere, e può essere un alleato potente del traduttore. Il mercato cambia, come’è logico e inevitabile che sia (anche il mio meccanico me lo immagino con la chiave inglese e le mani sporche d’olio, ma lui utilizza dei computerini che mi fanno impressione); e negli scenari che mutano le […] continua a leggere »

Articoli di marketing per traduttori

DC
Sto preparando l’ormai prossimo seminario sul marketing per i traduttori che si stanno avviando a questa carriera, e questo per me significa prima di tutto studio e ripasso, per offrire a chi ci sarà contenuti freschi, aggiornati, di peso.

E lo studio, va da sé, si basa innanzitutto su articoli pescati in rete. Ecco qui a seguire un florilegio commentato di articoli in tema di marketing per i freelance: chi sarà presente può prepararsi anche partendo da qui, e chi non ci sarà potrà comunque trovare degli spunti interessanti per il mestiere.

Sono semplici suggerimenti sul come entrare nel mercato (da una porticina laterale, perché quella principale è quasi sempre chiusa).

Full disclosure: nelle mie ricerche ho un pusher di fiducia, cui va il mio grazie – sto parlando, ovviamente, di Sabrina Tursi, le cui imbeccate sono state preziose per arrivare a materiali come questi.

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ATA, ALC e compagnia cantando

Quando sono entrato in questo settore ero un ignorante completo, nel senso etimologico del termine: non avevo nessuna conoscenza di prezzi, colleghi, strumenti, associazioni eccetera.

Col tempo, poi, ho scoperto Federcentri e in seguito financo l’America: ATA, ALC e STC.

Ora ho deciso che non rinnoverò più la mia iscrizione all’ATA: dopo dieci anni ho capito che è il momento per me di passare oltre. Mi sovviene Pavese (Il mestiere di vivere, 16 agosto 1950):

La mia parte pubblica l’ho fatta – ciò che potevo. Ho lavorato, ho dato poesia agli uomini, ho condiviso le pene di molti.

Anche vedendo le foto della recente conferenza (dell’Italian Language Division, e dunque di una parte che dovrebbe essermi familiare) trovo tanti volti sconosciuti in mezzo a pochi che conosco. E anche l’America per motivi vari è uscita dal focus dei miei clienti: è rimasto qualcosa, ma negli anni mi sono di fatto ri-concentrato in Italia (ho fatto il giro del mondo per tornare più o meno al punto di partenza – e questo, per quanto controintuitivo, ha certamente le sembianze del crescere).

Però questi dieci anni di […] continua a leggere »

Tradurre file di Autocad


C’è un problema che, sporadicamente ma puntualmente, si è presentato nella mia carriera di PM: come tradurre i file di Autocad in maniera rapida ed economica. Poiché penso alle quantità di tempo e di denaro che abbiamo investito in passato per trovare una soluzione, mi piace oggi segnalare questo software, ZTrad.

L’applicativo serve a estrarre i testi di disegni Autocad in maniera che possano essere tradotti (in Word, per esempio), e poi re-importati nel disegno stesso. Il tutto in pochi e semplici passaggi.

Questo software dà un aiuto molto specifico e probabilmente piccolo nel contesto della traduzione tecnica, ma – come chiunque abbia dovuto tradurre decine di file Autocad sa – si tratta di una questione che quando sorge ha bisogno di una soluzione veloce: è un prodotto che accogliamo dunque volentieri nel ventaglio delle nostre possibilità.

Nel laboratorio di un traduttore – Pisa, 1 dicembre 2012

Fino a che qualcuno non muove un passo, nulla nel mondo cambia.

Se io lavoro per conto mio non devo solo essere bravo (no, bravissimo) a tradurre, ma anche bravo (no, più che bravissimo) a promuovere i miei servizi, a vendere, a far di conto, a fare le fatture, a usare i social e così via.

Di questo, in poche parole, parleremo a Pisa il 1 dicembre. Non dimenticando che il traduttore non è un dipendente, quindi deve assumersi i suoi rischi (come ciascuno nel mondo del lavoro di oggi e di domani). Alla fine trovare il proprio posto nel mondo non è complicato, ma ha le sue regole. Regole che vanno seguite e applicate.

Già, perché aveva ragione Gramsci, quando nelle Lettere dal carcere parlava del concetto di difficile (o, ciò che è lo stesso, di facile): difficile rispetto a che cosa? È l’impegno che fa la differenza. Sono le regole del gioco.

La prima edizione milanese di questo workshop è stata un successo. Questo a testimonianza del fatto che il problema è sentito, che c’è necessità di sapere che cosa fare.

Ma un punto […] continua a leggere »

Scimpanzé, giocattoli e altre amenità

A volte qualcuno mi dice qualcosa come ‘tu hai capito tante cose’.

No, io non ho capito nulla e credo anche che capire, come ricordava Eduardo, sia in fondo inutile. Però essere presenti a sé stessi sì, però essere grati per quel che si ha e si è sì. Leggo ad esempio frasi come questa, a proposito dei “manuali per vivere meglio”:

Difficilmente vi troveremo istruzioni ed esortazioni alla mitezza, alla dignità, alla compassione, alla gentilezza, alla gratitudine e a tante altre virtù, più classiche che romantiche, oggi poco praticate.

Il libro è questo, l’autore è Enzo Marigonda (peraltro scomparso tragicamente qualche mese fa, ma questa è un’altra storia).

Se io penso al mio libro, oggi che sono passati quasi due anni da quando è uscito, e quindi lo posso guardare con una certa prospettiva, ritrovo tutta la mia ingenuità (come gli operai di quel racconto di Rodari, se le tue mani hanno fatto sempre armi da guerra difficilmente riusciranno a costruire giocattoli). Ma la mia ingenuità e la mia pacatezza sono un valore che porto con me.

Io non ho capito nulla ma, appunto, non è importante. Ho solo suggerito qualche tecnica […] continua a leggere »