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Aprilis


Ho guardato il cielo questa mattina. Ho annusato l’aria. Ho sentito freddo alle mani. Per un attimo mi sono sentito un uno tutto con ciò che mi stava intorno.

Ho pensato anche all’estrema assurdità della situazione attuale, che però a ben pensarci non è molto diversa da una situazione normale – nel senso che la vita di per sé non ha spiegazione.

Ho pensato a questo giorno come un giorno di passaggio, come giorno in cui le propaggini estreme dell’inverno si sciolgono per lasciare spazio alla primavera che irrompe sicura. Perché oggi comunque è aprilis, il mese in cui la natura si apre alla vita in maniera non dipendente da ciò che accade o non accade.

Perché la natura comunque fa il suo corso a prescindere dalla nostra volontà e dalle nostre azioni. Lo dice bene Montale:

La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori. La storia non somministra
carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra di niente che ci riguardi.
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La mia poesia

Below the surface-stream, shallow and light,
Of what we say we feel–below the stream,
As light, of what we think we feel–there flows
With noiseless current strong, obscure and deep,
The central stream of what we feel indeed.
Matthew Arnold

J’ai lu tous les livres.
Stéphane Mallarmé

Ninna nanna, dorma fiöö
el tò pà el g’ha un sàch in spàla
che l’è piee de tanti ròpp:
el g’ha deent el sö curàgg
el g’ha deent la sua pagüra
e i pàroll che ‘l po’ mea dì.
Davide Van De Sfroos


Cambiano i paradigmi, cambia la vita, cambiano le prospettive, cambia tutto.

Un discorso del tipo “appena questo sarà finito torneremo tutti per strada, ci abbracceremo” eccetera semplicemente non ha senso. Perché il dopo sarà molto diverso da adesso, e noi saremo molto differenti.

Passo una parte significativa del mio tempo a (ri)leggere libri – ho ripreso a leggere libri, dopo uno iato di diversi mesi, e sto persino ricominciando […] continua a leggere »