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La STC e la crisi

Cynthia C. Currie, presidente della STC, ha inviato a inizio settembre una mail ai membri in cui chiede, tra l’altro, soldi ai vari chapter per far fronte al difficile momento finanziario e dove dice, en passant, che le quote per il 2010 aumenteranno.

Dall’esterno è difficile capire esattamente che cosa succede; io però mi sono fatto l’idea che questa famigerata “crisi” (che – ed è certamente un limite mio – non so capire) sia troppe volte il pretesto per coprire degli errori. E quindi trovo questa comunicazione fuori tono rispetto al rigore e allo stile che, a mio modo di vedere, ha sempre contraddistinto la STC; anche perché non vedo nulla di male nel fare errori, a patto che si abbia l’umiltà (ma vorrei dire l’orgoglio) di imparare da essi.

Di conseguenza, non mi sento più tutelato come vorrei da questa associazione che ho sempre ammirato, e non sono sicuro di voler continuare a farne parte: è facile fare i grandiosi quando tutto va bene, però da troppi mesi il dibattito sulla crisi finanziaria interna alla STC prosegue, ma senza posizioni chiare.

Forse coincidentalmente, proprio in questi giorni ho buttato via, con una certa apprensione (“E se poi […] continua a leggere »

La revisione, ovvero: le traduzioni del tempo che fu

Renato Beninatto, da poco tornato dalla parte degli LSP (bem-vindo!), scrive un articolo degno di nota sull’ultimo numero di MultiLingual. L’impressione che ha, dice, è che c’è molta poca innovazione nell’industria della traduzione. (Come dargli torto? Personalmente avverto netta l’esigenza di sfide intellettuali nuove, soprattutto per via della ripetitività degli incarichi che incontro.)

Tre, secondo lui, sono i dogmi che hanno finora impedito il progresso nel nostro settore:

– le memorie di traduzione sono un asset;
– la revisione migliora la qualità;
– meno traduttori danno un risultato più omogeneo.

Concordo anche sul primo (argomento creato per vendere CAT, i quali però hanno valore solo quando la memoria esiste già e solo nella misura in cui un traduttore li sa usare) e sul terzo (con una buona automatizzazione dei processi – cosa che oggi è alla portata di qualunque budget – è preferibile usare diversi traduttori bravi piuttosto che un solo superesperto per ottenere traduzioni più veloci e, tutto considerato, meno care), ma è il secondo di questi punti quello che credo più interessante per l’industria della traduzione nel suo complesso.

È un tema di cui si occupa da un paio di anni almeno; […] continua a leggere »

Il futuro, gli amici

Con piacere ho ritrovato nella Inc. 5000 tanti amici conosciuti negli anni in varie conferenze negli Stati Uniti. Viviamo in un mondo sempre più piccolo, dopotutto; o, per dirla con Leopardi,

Ahi ahi, ma conosciuto il mondo
non cresce, anzi si scema, e assai più vasto
l’etra sonante e l’alma terra e il mare
al fanciullin, che non al saggio, appare.

Anni fa, ai tempi del mio primo incontro con Inc., quando la parola inglese che mi impressionava di più era growth – rotonda, scintillante, piena di promesse – c’era solo TransPerfect a rappresentare la categoria. Ora, forse anche per il maggior peso che l’internazionalizzazione ha sui commerci – ma soprattutto per via del fatto che il numero di aziende che entrano nella lista è decuplicato! –, vi si trovano molte aziende del settore.

Nel 2005, alla conferenza ALC a Pasadena, conobbi Gene Schriver, vicepresidente di Language Services Associates. Negli ultimi 3 anni il fatturato di quest’azienda è cresciuto del 140%, fatto che la posiziona al numero 2236 della lista. Io di quell’incontro ricordo lo sguardo sornione, la sicurezza di sé e, soprattutto, quell’“Eugene Schriver IV” scritto sul biglietto da visita (un imperatore? […] continua a leggere »

Venditori per caso

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Ho conosciuto Chris Lytle alla conferenza ALC ad Austin, e sono rimasto affascinato dalla sua maniera lucida e diretta di esporre gli argomenti. In due parole: nel campo delle vendite, la conoscenza che non porta all’azione non è vera conoscenza (“To know and not to do is not to know”, per usare le sue parole).

Il passo successivo e naturale, per me, è stato acquistare e leggere il suo The Accidental Salesperson, libro che risente un pochino della polvere degli anni ma in cui sono presenti alcuni concetti che si applicano a qualunque professionista, e dunque anche ai traduttori.

Un brano tra i tanti, veloce e significativo. Racconta Lytle di un giorno in cui stava sciando con un amico dentista, cui chiese quale fosse il maggior cruccio nel suo settore.

“Le vendite”, è stata la risposta dell’amico. “Devi convincere le persone a farsi togliere i denti del giudizio. Devi gestire le obiezioni. Persuaderli a sopportare il dolore, le spese e il tempo sacrificato al lavoro. Non ti insegnano l’arte delle vendite all’università. Ma dovrebbero farlo”.

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Con GTT si vola

Da noi GTT è l’acronimo per il Gruppo Torinese Trasporti; ora, nel mondo dei traduttori, lo sarà per Google Translation Toolkit.

L’ho provato, e non posso che dirne bene. È chiaro che è uno strumento perfezionabile, che sarà perfezionato col tempo (ma a breve) e con la conoscenza collettiva (ancora crowdsourcing).

Quando se ne è parlato su Langit, nei giorni scorsi, diversi traduttori non hanno esitato a sostenere che non intaccherà il loro lavoro, e che non sono preoccupati data la qualità che può offrire.

A mio modo di vedere il discorso non è se essere preoccupati o meno: il punto è che questo è un ottimo strumento per le lingue, che mutando ci accompagnerà nel tempo, cambierà le nostre abitudini e ci faciliterà la vita. E che, in ogni caso, is here to stay.

Renato Beninatto, commentando un denso post di Luigi Muzii, lo dice bene:

Ci vorrà tempo per che succedano grandi cambiamenti e ci sarà ancora posto per tutti i traduttori nel mercato. Loro sono al centro di tutto e è la loro produttività che guadagnerà con tutti questi cambiamenti.

Austin, ALC, i materiali

speaker
Qui c’è la mia presentazione alla conferenza ALC. E qui ci sono alcune risorse addizionali – libri, soprattutto – date per chi è interessato ad approfondire l’argomento.

Il succo del discorso, ad ogni modo, è questo: credo che le aziende di traduzione possano essere i veri “traduttori”, a patto che siano in grado di parlare ai loro clienti nel linguaggio economico e ai loro traduttori nel linguaggio del professionista, e a patto di lavorare solo con veri professionisti. (Il che, tra l’altro, significa che guardare innanzitutto al prezzo può non essere la scelta migliore.)

Questa è la vera opportunità, e nello stesso tempo la sfida che attende le aziende di traduzione: fungere da collegamento tra produzione e vendite, connettere due mondi che fanno difficoltà a comunicare tra di loro perché parlano lingue differenti.

E per raggiungere questo obiettivo io voglio pagare il traduttore di più, e non di meno: in cambio, però, di un servizio completo e non una semplice traduzione. Cosa che è troppe volte difficile da ottenere: troppo spesso […] continua a leggere »

Recessione, cambiamento, successo

“Da un momento cruciale si può uscire rinnovati, ma come?”, si chiede Luigi Muzii. Non possono esistere ricette valide per tutti, ma io agisco in base a due principi:

– ridurre al minimo – no, di più – qualunque uscita che non vada ad incidere sulla colonna delle entrate nel bilancio in maniera significativa e veloce;
– non intervenire su nulla che non porti risultati entro i prossimi 30 [sic] minuti.

Insomma, per dirla con il titolo di un libro che avevo molto apprezzato all’epoca, “It’s Not the Big that Eat the Small… It’s the Fast that Eat the Slow“.

E Batista, contadino musicista (ho dimenticato il numero di volte in cui mi ha salvato la vita, by the way), direbbe: à la guerre comme à la guerre.

E val la pena anche ricordare i tre segreti del successo secondo Chris Lytle:

You’ve got to know what you’re doing.
You’ve got to know you know what you’re doing.
You’ve got to be known for what you know.

Anche Bob Bly ha dei suggerimenti significativi. E li hanno anche Timothy Ferriss e Robert Shemin.

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La STC in festa

Il Transalpine Chapter, branca europea della STC, che è la più grande associazione mondiale di redattori tecnici, celebra i suoi dieci anni di attività.

Tenuto conto di quello che eufemisticamente potremmo chiamare “momento economico complesso”, la conferenza annuale avrà prezzi molto contenuti per eventi di questa portata. Contenuti fino allo zero per gli studenti di programmi di comunicazione tecnica.

Tra gli interventi spicca il workshop di Tom Johnson, che parlerà dell’interazione tra documentazione utente e blog: tema di piena attualità, ma che diverrà sempre più significativo negli anni a venire, mano a mano che cadranno le barriere tra aziende e utenti (ma non era già la promessa del Cluetrain Manifesto?).

The guy who speaked real good

In questi giorni ho aggiornato il mio profilo su LinkedIn. Faccio sempre del mio meglio per scrivere in inglese, ma gli errori – si capisce – occorrono. Avevo scritto di essere appena ritornato dalla conferenza ALC di Austin, “where he speaked [sic] on May 16”.

Non erano passate tre ore che un mio amico mi fa notare l’errore. Correggo, rosso per la vergogna; però poi penso a Jeff Howe e al concetto di crowdsourcing, e mi sento subito meglio.

Già, non sono obbligato a sapere tutto. E allora mi viene in mente un jingle di Yahoo! dei tempi della new economy: It’s a pretty good time to be alive.

Contraddizioni

Chiedi a qualunque collega americano che conosci in maniera superficiale come vanno gli affari e ti risponderà, invariabilmente, “They are great!” Poi però apri il giornale e leggi che Chrysler sta mandando una lettera a 789 dei suoi 3200 concessionari negli Stati Uniti in cui notifica che non intende rinnovare il contratto di franchising che li lega, e che la procedura di bancarotta cui si è sottoposta glielo permette – così come, tra l’altro, le permetterà di non pagare miliardi di dollari di debiti contratti.

Io questa cosa qui non l’ho mai capita bene. Possibile che tutto vada sempre per il meglio, nel migliore dei mondi possibili?

Una risposta involontaria mi è arrivata però da Chris Lytle, keynote speaker – nonché oratore eccellente con parole piene di sostanza, senza alcun dubbio – alla conferenza ALC. Ha raccontato di come un giorno uno dei suoi venditori fosse tornato in ufficio e lui gli avesse chiesto come fosse andato l’incontro con il potenziale cliente. “Great!”, è stata la risposta. “And you got the order?” “No, but we agreed that I would call him next spring!”

Infatti quando vai un po’ più in profondità […] continua a leggere »