
Con piacere porgo ai miei venticinque lettori un altro pezzo di Martina Borgnese (il primo è qui).
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La prima volta che sono entrata nel Dipartimento di Lingue Moderne dell’Università di Birmingham ho avuto una strana sensazione. Aprendo la porta, mi sono ritrovata in un edificio circolare che si estende verso l’alto: le travi di legno e i vetri che costituiscono l’intera struttura si incontrano in alto in una voluta a raggera perfettamente simmetrica che ricorda i petali sottili di un fiore. Stando al centro si può vedere l’intero edificio: le porte blu degli uffici, che diventano più scure man mano che si sale, si affacciano tutte verso l’interno mentre una scala troppo stretta e con i gradini troppo alti per non adattarsi meravigliosamente alla stravaganza di questa costruzione si arrampica tutt’intorno come un ramo di edera. Salendo per quei gradini si scopre che ad ogni piano corrisponde una lingua diversa: l’italiano alloggia al terzo.
Avevo già visto una costruzione simile, ma non ricordavo dove. All’improvviso, un’illuminazione: quella costruzione […] continua a leggere »







