Una stramba felicità

brooks
Oggi parlo di un argomento che occupa in maniera piena i miei pensieri, e che certamente continuerà ad occuparli negli anni a venire. È rivolto in primo luogo a chi ha grossomodo la mia età: semplicemente perché espone sensazioni che puoi descrivere fin che vuoi, ma se non le sperimenti su di te non possono restituirti significato. (Ho tentato l’esperimento ieri sera, con una persona di una quindicina di anni più giovane di me: ma quando le narravo delle gioie dell’età di mezzo mi ha risposto – com’è comprensibilissimo che sia – “ma dai, sei ancora giovane” e tirate del genere.)

Leggendo questo libro ho capito di essere giunto alla mezza età. E la cosa fondamentale è che questo mi rende felice, mi dà sensazioni molto positive che ora cercherò di spiegare. (Cioè, non è che mi occorra un libro per sapere che ho quasi cinquant’anni, ma secondo il mio personale assioma per cui una cosa è vera quando è scritta mi è più chiaro capirlo leggendo parole, ben scritte, di altri.)

La mezza età […] continua a leggere »

La valle Grana vista dall’alto

Venerdì mattina sono partito alla volta dell’alta valle Grana con l’idea di camminare tantissimo, allo scopo ultimo di pulire i pensieri. La giornata era discreta ma non limpidissima. Arrivato su, però, superato il santuario di Castelmagno, intorno al rifugio Trofarello (che, a proposito, grazie a progetti regionali avrà nuova vita a partire dall’estate 2018) trovo la prima sorpresa:

alta-valle-grana
Insomma la giornata lassù, sopra i 2.500, si preannunciava molto tersa. Lascio l’auto nei pressi del colle d’Ancoccia, là dove molti resti di fortificazioni militari abbozzano una storia minore che prima o poi dovrebbe essere raccontata, poco prima della lapide della Meja dove come in un brevissimo flash mi sembra di capire qualcosa, e inizio il mio giro. Il primo passo è facile: il colle del Mulo, che per me è un nome evocativo della mia infanzia: almeno una volta l’anno era “obbligatoria” una gita colà.

Poi il percorso prosegue per il passo della Valletta, da cui inizia una lunghissima discesa che fiancheggia l’imponente Rocca La Meja, che è il maestoso simbolo di questa valle e dell’attigua val Maira. […] continua a leggere »

Per quel che si può

Col presupposto che tante volte questo mio diario pubblico è anche il mio diario personale, sono andato a riprendere alcuni vecchi post che riguardano il mio rifugio tra i monti. Ho riletto, pensato, provato dei sentimenti. Nei giorni scorsi, soprattutto grazie alle parole di Batista, l’amico mio più caro, e di Gyorgyi, una traduttrice che mi è ugualmente molto cara anche se non l’ho mai incontrata de visu, ho capito che dopotutto posso fare a meno di quel luogo. A molto malincuore, si capisce: ma il fatto è che io amo quella valle, quella cultura, quei silenzi (i silenzi sopra tutto, questo non è prescindibile), e in parallelo che non ho più l’età per fare tanti compromessi.

(Di quel che è successo di preciso dirò quando l’avrò metabolizzato per intero.)

Per quel che si può, però: perché noi pensiamo di fare delle cose e trighiamo e brighiamo eccetera ma poi ciò che succede, i risultati delle nostre azioni, è una combinazione di fatti quasi assolutamente casuali e quasi del tutto slegati tra di loro. Quindi io penso di non volere fare compromessi ma poi fatalmente ciò accade. E pazienza; ma per quel che posso controllare il mio […] continua a leggere »

Cinquant’anni

ieri
C’è una poesia che mi gira in testa per descrivere la giornata di ieri, un giorno in cui io sono stato semplice spettatore. Purtroppo non ne ricordo l’autore né riesco a ricordarmi quelle tre-quattro parole chiave che sarebbero sufficienti per ritrovarla, ma comunque la sensazione del tempo lunghissimo che è passato e che passa che quel testo irradia mi è ben presente dentro.

Cinquant’anni ieri, ovvero domenica 25 settembre 1966, papà e mamma si sposavano. Cinquant’anni, ieri, una vita – anzi due.

Ho sfogliato l’album, l’ho confrontato nella mente con le immagini di oggi. Ho pensato alla circolarità del tempo, alle cose che cambiano e ritornano e rimangono le medesime. Ho pensato a queste due persone miti, indifese ma comunque oneste – l’onestà è sopra tutto il valore per cui le ringrazierò sempre di avermi passato, qualunque cosa succeda.

Ho pensato alle loro vite tribolate, alle fatiche. Ora mi sovviene qualche verso di Attilio Bertolucci:
oggi

Finita l’opera sei tornato a […] continua a leggere »

Dove vado da qui?

img_4293
Oggi vorrei sviluppare – abbozzare, almeno – un pensiero, che è quello della pianificazione a lungo termine.

Ovvero (la vedo dal mio punto di vista, ovviamente): penso che nonostante tutti i miei anni, nonostante le magagne, le cose che non vanno eccetera ho ancora tanto di bello da dare e da ricevere dagli anni a venire. Tanto, tanto davvero; a condizione, però, che il tempo sia inserito in un “disegno”, nella convinzione di fondo che quel che desideri, presto o tardi, si avvera.

Mi rendo conto che troppo spesso sono preso dai problemi del momento, dalle mille faccende di cui domattina mi sarò già completamente dimenticato – dunque affanni che non hanno importanza reale. E questo, credo, accomuna tutti quanti.

Mi ero dato un compito per la Corsica: la stesura di un file che ho chiamato “le 100 cose”, che è l’elenco di ciò che voglio fare da vivo. Ho cominciato, ma prende del tempo perché richiede tanto pensiero, tanta concentrazione. (E i miei capelli grigi sono un segnale non equivocabile che io di tempo non […] continua a leggere »

Selling 101 for freelancers

multilingual
L’ultimo numero di MultiLingual contiene un mio articolo dedicato alle vendite per i traduttori. Il PDF è qui. (Nel 2009 la medesima rivista aveva già ospitato un paio di miei interventi – qui e qui.)

Sarò grato a chi vorrà leggere e dire la sua, ma in sostanza riprendo un mio vecchio pallino. Questo mio diario pubblico è pieno di suggerimenti e considerazioni relativi al marketing e alle vendite, che sono uno dei perni di chiunque lavori per conto proprio.

Il punto fondamentale, a mio modo di vedere, è che troppo spesso al traduttore manca “la terza gamba”: se dal punto di vista linguistico le cose sono in genere a posto, e se dal punto di vista informatico sono abbastanza a posto, lo stesso non si può dire in troppi casi per il marketing e le vendite.

E in ogni caso la vendita è piacevole! Vendere significa avere la possibilità di dimostrare le proprie abilità. Non basta avere un servizio eccellente (scontato), bisogna saperlo comunicare al proprio pubblico potenziale. Se ti piace il […] continua a leggere »

IL

IMG_3951
Oggi è un giorno di confine.

Oggi è il giorno del ritorno dalla montagna in mezzo in mare, da quel luogo di incantagione che amo in maniera sconsiderata, una partenza che spera – di più, confida – in un ritorno.

Se il momento dello sbarco al porto di Bastia è un momento pieno di luce, di sole e di colori, di attese e di promesse (che poi puntualmente si avvereranno), il momento dello stacco dal medesimo porto – che accadrà da qui a poche ore – è un momento non triste, no, triste non di può dire, ma certo carico di pathos, di sentimenti pieni.

In più, come ormai tradizione negli ultimi anni, quando ritorno dalla Corsica ho anche per l’anagrafe un anno in più (ciò aggiungendosi a questo preciso momento dell’anno in cui, soprattutto con la ripresa della scuola dei figli, più chiaro che a Capodanno si avverte che un altro anno è passato; e se per avventura sei nato proprio in questo periodo le cose si sommano). In sostanza sono partito che avevo IIL anni e torno […] continua a leggere »

Il disastro che ci accomuna

Questo fatto angosciante mi ha colpito qui, nella mia patria seconda, in uno dei periodi che è tra i più belli dell’anno, in un luogo che amo immensamente, pieno com’è di luce e di silenzio.

Nei giorni successivi ho pensato tanto a quello che era successo. Come tutti mi sono sentito piccolo e insignificante. E non ho avuto nulla da dire a proposito che paresse intelligente o che fosse di un minimo di consolazione.

Allora ho cercato di rispondere come potevo. Correndo un po’ più forte, camminando per qualche chilometro in più, restando un poco di più in silenzio. Tutte cose che non servono a nulla, lo capisco bene, ma un poco sono servite a me per interiorizzare un fatto che – per quanto ci si possa aspettare che accada – al suo accadere ci trova del tutto impreparati.

Ho pensato a me e alla mia famiglia, al sicuro nella nostra stabilità, come contraltare al disastro di quelle povere famiglie. Non ho voluto nel modo più assoluto leggere articoli o guardare foto di quei giornalisti-sciacalli che si precipitano sui luoghi delle disgrazie per “sentire le impressioni”. Non voglio entrare nelle loro storie estorte “per dovere di cronaca”.

Insomma questo, che […] continua a leggere »

Una più energica morale

Vorrei solo che dall’urto
nascesse una più energica morale.
[…] Chi vede il mondo come un ospedale
non potrà che viverlo da ammalato
(l’ha detto Goethe) e il suo malanno
allora l’avrà voluto.
Nelo Risi

Interrompo le mie elucubrazioni sulla Corsica per esprimere un concetto che ritengo importante in merito all’industria della traduzione.

L’osservazione nasce da contatti avuti con colleghi e traduttori nei giorni scorsi, ma affonda le radici nel passato. (Niente di veramente nuovo quindi.)

(Mi rendo conto che queste parole possono apparire vuote, pronunciate da qualcuno che parla soprattutto di montagna e di Corsica e di filosofia spicciola eccetera. Mi rendo conto. Cionondimeno, gestire progetti di traduzione è stato da sempre il mio unico mestiere e due o tre cose sul settore, insomma, le so.)

Vedo troppo pressappochismo nel settore, qualcosa che non fa bene all’industria della traduzione nel suo insieme. Manca la precisione che è richiesta a chi lavora con le parole scritte. Troppa improvvisazione, troppo “tanto va bene comunque così”.

Non va bene così!

Lunedì prossimo tornerò parlare di Corsica e di camminate, ma oggi vorrei che sia chiaro che chi si lamenta di poca considerazione deve […] continua a leggere »

La magia negli occhi di chi guarda

A quei tempi non mi capacitavo che cosa fosse questo crescere, credevo fosse solamente fare delle cose difficili – come comprare una coppia di buoi, fare il prezzo dell’uva, manovrare la trebbiatrice. Non sapevo che crescere vuol dire andarsene, invecchiare, vedere morire, ritrovare la Mora com’era adesso.
Cesare Pavese, La luna e i falò

Giorni del tutto sereni, questi. Sono immerso nella natura della terra che probabilmente amo sopra tutte, la montagna in mezzo al mare che mi ha accolto la prima volta quattordici anni fa e dove ogni volta ritorno sempre come fosse la prima e nello stesso tempo l’ennesima.

Qui cammino corro respiro, passeggio lungamente, ho i pensieri svuotati. Mi sento a casa. A volte penso alle vacanze di tanti anni fa, quando la mia lettura preferita era “Il Sole 24 Ore”, e anche se tante cose non le capivo pensavo che avrei dovuto, per fare quello che volevo fare – costruire una grande azienda con tante persone a lavorarci dentro eccetera eccetera eccetera. Poi gli anni sono passati e il percorso è stato molto diverso da come me lo immaginavo all’inizio, ma assolutamente più appassionante e interessante.

Oggi penso che ora avrei […] continua a leggere »