Di te non scriverò,
io sono tutta scritta di te.
Non c’è al di là del mio margine ombroso
pagina chiara che ti possa accogliere.
(Elena Clementelli)
I miei pensieri sono confusi, in questo periodo. Allora scrivere serve per cercare di mettere in ordine le idee. Per darsi una regolata. Per ripartire. Per fare le cose che ancora voglio fare.
Dunque, Batista è sempre stato una sorta di fratello spirituale per me. La prima volta che mi chiamò (fu lui a chiamarmi, e già questa è una grande lezione: sorridi per primo, il resto accadrà magicamente da sé), dopo quindici secondi ad ascoltarlo parlare avevo già capito che sarebbe stato mio amico per sempre. Per la vita.

Devo però subito chiarire un punto: metà delle cose che lui diceva, o forse ben più di metà, io non riuscivo a capirle. (A volte lo guardavo stralunato, ma lui era già oltre.) Però quei pochi concetti che capivo mi bastavano e avanzavano per fare e pensare. (Per fare, sopra tutto: perché […] continua a leggere »