[litra scrita da Sergi Girardin a Enrico Eandi për s-ciarì ij but dël Rëscontr antërnassional an sla grafìa dla lenga piemontèisa ant ij sécoj]
Sancto Lucìo de Coumboscuro (Cuneo), giovedì, 30 marzo 2011.
Caro Eandi,
Ho ricevuto con vivo piacere e letto con attenzione la Sua gradita proposta di intervento al convegno internazionale sulla grafia della lingua piemontese attraverso i secoli.
Lei è stato il primo e il più sollecito tra i nostri interlocutori e gliene siamo francamente grati.
Se ho ben interpretato il Suo scritto, Lei si propone di illustrare il Suo correttore ortografico, che contiene diecine di migliaia di termini: un vero patrimonio lessicale, che saremmo ben lieti di condividere con Lei.
Il nostro, tuttavia, non è un convegno espositivo, in cui ciascun convegnista presenta la propria grafia (solo nel novarese se ne annoverano una diecina, come ci segnala gentilmente l’Academia dël Rison), ma un convegno scientifico in cui ciascun studioso – sull’ineludibile base di documenti storici – illustra come si scriveva il piemontese in quel determinato scorcio di tempo.
Un documento storico è pertanto il requisito imprescindibile per partecipare a questo convegno.
Sia ben chiaro, questo convegno non è la consacrazione del fatto […] continua a leggere »