Autore: giannidavico

Nel laboratorio di un traduttore


E via, si riparte.

A Milano il 14 aprile parleremo di marketing per i traduttori. “Di nuovo?” Sì, e con qualcosa in più: questo incontro è dedicato ai traduttori che hanno da poco iniziato il mestiere e agli studenti degli ultimi due anni delle scuole di traduzione che hanno in animo di intraprendere questa carriera.

(Con l’immodesto proposito di contribuire a colmare una grossa lacuna che ho sempre visto nelle scuole di traduzione: il collegamento tra il mestiere e il mercato.)

Gli argomenti non mancano. Il marketing in primis, ovviamente: il marketing è la chiave di tutto. (Finché qualcuno non fa una proposta nulla accade nel mondo.) E il marketing vuol dire avere un sito ben fatto, scrivere un résumé efficace, sapersi presentare nei vari social network (e di persona ai clienti potenziali, si capisce) eccetera.

Ma oltre a questo parleremo anche di contabilità: come compilare una fattura, come tenere la contabilità e così via. “Parleremo” è un plurale maiestatis: è più esatto dire che ne parlerà Giuseppe Bonavia, commercialista e revisore […] continua a leggere »

David, il commiato

Per l’esperienza che ho io, i funerali sono affari da sbrigare in fretta: si piange, certo, ma molto privatamente, si chiude la bara e ciascuno va per la sua strada. Ma con David Henderson no, era buono e giusto fermarsi un momento di più.

Giovedì ho assistito ad una lezione di civiltà proveniente da oltremanica. È vero, certo, che ritardare di tanti giorni un funerale vuole dire stress che si accumula per le persone che volevano bene a chi se ne è andato; ma è altrettanto vero che il dolore composto è sfumato poi nei toni verso una pacata allegria, in ricordo, in memoria e in onore dell’amico scomparso.

In pieno stile davidiano, come mi ha fatto notare il ragazzo che viene dall’isola, c’è stato un attimo in cui dalla camera ardente è uscita una bara – non era quella giusta – e il piccolo corteo si è incamminato sui suoi passi. Humour inglese…

Il tempio della cremazione, poi, era stracolmo. Persone e familiari che gli hanno voluto bene hanno commemorato in maniera magistrale il compagno, il fratello, l’amico. Non posso non ricordare il discorso di Simon Turner, che commosso fino […] continua a leggere »

David Henderson, in memoriam

Be’, io sabato mattina avevo preparato il post per oggi, era un post normale, come tanti, dove dico le mie opinioni e il mondo continua.

Ma alle due del pomeriggio il ragazzo che viene dall’isola mi dà la ferale notizia: David Henderson è mancato ieri sera.

Ecco, questa cosa è proprio grossa, ci lascia senza fiato e parole. Io… io conoscevo David anche se non troppo bene, l’ho incontrato alcune volte e abbiamo lungamente scambiato pareri ma le cose si sono fermate a quel punto, alla conoscenza cordiale che precede l’amicizia. Succede, niente di male in questo; ora però sapere che questo grande traduttore, amico di tantissimi traduttori, persona onesta, retta, di cultura eccelsa, intelligentissima e soprattutto ironica e autoironica non è più qui, sapere questo è un fatto difficile da digerire.

Allora ho pensato ai momenti belli passati insieme, al raduno Langit a Casa Scaparone per esempio, e ho dato un senso minimo ad un fatto che non ha spiegazioni: conoscerlo è stato un raro privilegio.

Tutto ciò significa probabilmente che dobbiamo dare valore, molto valore, assoluto valore, ad ogni singolo momento che ci è concesso, perché domani potremmo non essere più qui a raccontarlo. O forse non significa […] continua a leggere »

Vent’anni di mestiere non sono pizza e fichi

Ho avuto a che fare nei giorni scorsi con due-tre fornitori differenti per servizi che in parte riguardavano Tesi & testi e in parte riguardavano me personalmente.

E mi sono reso conto che del divario che c’è, a volte, tra lo standard che io garantisco ai nostri clienti e lo standard che persone con esperienza limitata in un dato settore sono in grado di offrire. Mi sono reso conto di qualcosa che per me è difficile da capire perché è scontato: è scontato che io sia professionale, che consegni in tempo, che faccia dei preventivi precisi, che mandi le fatture quando è il momento e così via. Sono tutti quei piccoli aspetti che fanno una professione e che normalmente diamo per scontati.

Però quando ti accorgi che ci sono aziende, professionisti, piccoli imprenditori e così via che non hanno idea di che cosa voglia dire eccellenza nel servizio – o meglio, ne hanno un’idea molto differente rispetto a quella che potrebbe essere la nostra –, in quel momento allora ti rendi conto della differenza e del valore che ha quello che offri.

Il sugo di tutta la storia, quindi, è questo: puntiamo sempre e comunque all’eccellenza nel nostro servizio perché […] continua a leggere »

Professionisti e parole


Quante parole servono per far vedere che sei un professionista?

Poche, molto poche, pochissime. Sto rivedendo il nostro sito e il mio compito principale non è fare il copy o l’editor, ma il taglialegna. Disboscare, sfrondare, tagliare, tagliare ancora.

Il mercato è libero, è pacifico che chi viene da me si è fatto o farà un’idea dell’offerta andando da altri fornitori. Quando sei un professionista non servono tante parole. Quello che fai parla molto più forte di quello che dici.

È come nella psicologia sportiva: lo psicologo non racconta la rava e la fava, dice semplicemente quelle pochissime (ma essenziali) parole che fanno scattare qualcosa nella mente dell’atleta e portano alla performance eccellente.

La vendita è una performance. Scrivere un preventivo è una performance. I punti di contatto sono moltissimi. Un venditore deve essere gentile, rispettoso e disponibile ma non ossequioso, non deve ignorare la realtà dei fatti. Deve andare dritto al punto. Non c’è tempo per tutto.

Poche parole. Giuste, mirate, precise e in tempo. That’s it.

Riassunto delle puntate precedenti – e per l’avvenire…

Ho ripassato
le epoche
della mia vita

(Giuseppe Ungaretti, I fiumi)

Un tempo guardavo con religioso scrupolo il passaggio d’anno. Ricordo che inorridii, avrò avuto dieci anni o che, quando una mia cugina mi disse che sarebbe andata a dormire normalmente la sera del 31 dicembre, prima di mezzanotte. Dentro la mia testa quest’idea non trovava posto.

Ora non sento necessità di fare bilanci e programmi in questo periodo (ovvero, la sento in maniera continuativa e non legata al cambio d’anno); ma parlerò comunque di questo blog.

Questo è il post numero 150 – casuale coincidenza. Cinquantadue tra questi sono stati pubblicati nel 2011, uno per ciascun lunedì dell’anno. Era un obiettivo che mi ero dato, l’ho raggiunto. Lo stesso per GoPiedmont al mercoledì e per Campo pratica al venerdì.

Dei contenuti non so giudicare, ma questo mio diario pubblico è diventato una sorta di amico per me. Non solo un luogo di confronto e discussione, ma anche un oggetto che – in quanto pubblico – non mi appartiene più. Ovvero […] continua a leggere »

L’industria della traduzione in Italia. Prospettive di lavoro e opportunità


Il titolo di questo post riprende il mio intervento di martedì scorso presso l’agenzia formativa Tuttoeuropa. Qui voglio fare qualche considerazione a margine.

Il pubblico, ragazzi che – ahimè – potrebbero quasi essere miei figli (note to self: Gianni, senti per caso il peso del tempo che passa?), era molto attento. L’impressione è che si siano trovati un po’ spiazzati a sentire parlare di marketing e informatica e non di lingua o traduzione. Ho cercato di instillare più volte in loro l’idea della vendita di un prodotto o servizio, del fatto che il marketing è alla base di tutto nel mondo del lavoro, del fatto che “qualità” è una parola vuota di significato eccetera.

Perché la vostra, ragazzi, è la generazione del troppo di tutto: ma voi avete i mezzi per farvi valere. Fatevi valere.

Come sempre, conto di aver parlato per i felici pochi; ma credo che […] continua a leggere »

La vita 2.0 compie un anno…


… o forse tre. (La mia vita 2.0 era iniziata due anni prima, nel 2008, e prima con meraviglia e poi con sempre maggior decisione ho sperimentato su di me i cambiamenti.)

Esattamente un anno fa facevo qui la cronaca dell’edizione del mio ultimo libro. Oggi voglio tentare un bilancio (provvisorio), vedere come quel libro ha influito su di me e – sperabilmente – su altri.

L’idea di fondo è che tu sei l’artefice del tuo destino, e che solo tu puoi decidere che cosa è giusto oppure no per te. (Non sempre ci riusciamo, ovvio.)

Soprattutto, per cambiare – cambiare davvero – ti deve essere chiaro che vuoi cambiare. Sembra una tautologia ma non lo è: non esiste un cambiamento generico, ma solo un cambiamento preciso che nasce da una precisa volontà interna.

Ecco, questo mio entusiasmo a volte ingenuo è allo stesso tempo contagioso, qua e là. Alla fine, si semina “solo” per i felici pochi di morantiana memoria. Mi piacerebbe, ma non posso […] continua a leggere »

Dicono le agenzie

L’8% del mio fatturato di quest’anno è andato in crediti che non verranno mai più riscossi. (Requiescant in pace.) Qualche altro punto percentuale è di clienti che ci marciano.

(Per me non sono perdite, preferisco considerarli soldi spesi nella mia formazione.)

Dicono le agenzie.

Un traduttore un giorno mi ha detto che avrei dovuto fare un fido per pagare le fatture in sospeso. Dal punto di vista etico-morale il ragionamento non fa una grinza. Allora io però dovrei dire la stessa cosa al mio cliente. E lui che fa? Ride. (Vallo a contattare, chi ci marcia: è in perenne riunione, un dinosauro nell’era digitale.) E io che faccio? (Certo, ho già abbandonato quel cliente ma intanto la fiducia c’era, il lavoro è stato fatto eccetera.)

Agenzie maledette.

Se le agenzie non avessero senso economico non esisterebbero. Ho superato i quindici anni di questo mestiere, mi sento quasi un veterano e sento sempre gli stessi discorsi. Ma alla fine mi sembra che tutto si risolva in poche parole: se sei un traduttore hai un’impresa, per quanto piccola, dunque accetti il rischio e il fatto che a volte le cose possano non andare come pianificato.

Puoi cambiare il […] continua a leggere »

Parlare stanca

Sabato a fine pomeriggio, dopo una giornata trascorsa a parlare del marketing per i traduttori, ero esausto. Prosciugato. Ho dato tutto me stesso, ho cercato di trasmettere quello che so.

A chi era presente vorrei aggiungere questo: benissimo. Ora che avete ascoltato e riflettuto passate all’azione! È importante che la teoria diventi pratica, che le parole che si sono dette diventino realtà, sforzi di marketing e infine ordini. Questo conta.

Ci sono difficoltà oggettive. Troppa offerta rispetto alla domanda, pochi soldi in circolazione. Non è facile. Non è facile per nessuno. Ma il marketing, se fatto bene, è una grossa opportunità. Ed è anche divertente!

Il sito, un blog, Twitter, l’emailing… solo la fantasia può essere il limite. E le visite dirette ai clienti. Vedere un cliente di persona, piantare nella sua mente il seme della vostra esistenza professionale.

Mille cose si possono fare. Mille opportunità davanti a noi. La passione.

Tutto qui.