Perché i traduttori in Italia sono troppi ma i traduttori qualificati, quelli che costituiscono il cosiddetto premium market, non sono abbastanza?
(Storia vecchia, peraltro. È una sorta di segreto di Pulcinella, e in due parole dice che chi fa bene viene premiato. Condisci la storia come vuoi, ma alla fine è tutta lì.)
In generale, la domanda di traduzione è in aumento. Secondo IBM, il 90% dei dati esistenti oggi è stato creato negli ultimi due anni.
In un mercato da 31,4 miliardi di dollari (di cui – stima mia – un miliardo di euro imputabile all’Italia) le opportunità abbondano, e come sempre sopravvive chi meglio si adatta al cambiamento.
Che cosa significa questo, per un singolo traduttore? I CAT sono diventati talmente onnipresenti e necessari da essere scontati. Idealmente un traduttore dovrebbe conoscere – e fattivamente usare – i principali.
Marco Cevoli aveva preparato un documento interessante, una tavola di comparazione tra i vari CAT. Ovviamente questi dati invecchiano in fretta: per esempio in questo file, che risale a sei mesi fa, memoQ è dato a 149 euro, mentre il prezzo corrente […] continua a leggere »


