Luca e Alessandro Goldoni, Francesco Baracca

libri Goldoni
La mia passione per la scrittura e i libri di Luca Goldoni ha origini abbastanza lontane. Dopo tre anni passati a studiare (si fa per dire) economia, avevo da poco fatto il passaggio a lettere, ovvero alla sola facoltà cui davvero avrei potuto appartenere, e un’amica mi consigliò questo autore che non conoscevo. Fu un amore subitaneo e totale, e la sua leggerezza di scrittura è stata una delle pietre miliari per il mio scrivere.

(Non credo di averlo mai raccontato, ma espressioni come appoggiami il formaggio sono diventate parte del lessico familiare di casa Davico. Da noi sarebbe impensabile passare il formaggio: si può soltanto appoggiarlo.)

Qualche anno fa ebbi la fortuna di conoscere lo scrittore di persona, e insieme a lui il figlio Alessandro. È un’amicizia distante, fatta di contatti rarefatti, ma che mi rallegra in pieno.

Ebbene, ora padre e figlio hanno dato alle stampe Francesco Baracca. L’eroe dimenticato della grande guerra, che è una sorta di biografia romanzata di un eroe oggi abbastanza messo da parte. Mi è venuto bene, quindi, approfittare di […] continua a leggere »

Le mie montagne

montagne
È un mese che sono qui, come l’anno scorso è giunta l’ora di migrare.

L’addio monti di oggi mi tocca nel profondo, come tutte le volte che lascio questi luoghi. (Un poco, o forse tanto, anche perché il tempo che passa abbrevia le volte in cui ciò ancora accadrà.) Ieri ho fatto i miei consueti giri a salutare le persone care. La sensazione è ancora quella di essere uno straniero a questa terra, ma diviene più lieve.

Questo è un paese piccolo con una comunità molto forte, un paese che evolve, che cambia, un paese fatto sia di giovani che di anziani. È insomma un pezzettino di mondo non dimenticato ma che fiorisce, e anche questo me lo fa apprezzare. (E non mi sorprende che giovani coppie vengano qui a mettere radici.)

In questo mese mi sono svuotato di tutte le tossine accumulate. Avrei voluto fare molto di più – certi giorni li ho passati semplicemente a guardare le cose, incapace di muovermi o di fare alcunché –, ma ripartire sereno è tantissimo. E poi la vita è fatta anche […] continua a leggere »

C’è vita oltre l’F24

F24
Non è solo un’ossessione mia, lo so. Di fatto siamo in milioni, tutti tormentati da un F24 dopo l’altro. Ne paghi uno ed è già ora del prossimo, e non metti mai un punto fermo al tuo lavoro.

Io in questi anni ho avuto difficoltà, e non tanto per via della cosiddetta crisi. Anzi, a ben vedere dal punto di vista del flusso lavorativo e del rapporto entrate/uscite la “crisi” è stata benedetta, per la mia attività: ha portato semplificazione e nuove opportunità. Ma io, io ho fatto errori, sono stato ingannato (i famosi “consulenti”), ho passato degli anni difficili.

Ma è tutto passato. Martedì della settimana scorsa mi sono messo tutto alle spalle. È successo con una lunga camminata in montagna, otto ore di pensieri leggeri e profumi e viste incomparabili. (L’ho raccontato qui, in piemontese perché il mercoledì è sempre giorno di GoPiedmont per me, e la gioia nel renderlo pubblico è stata simile a quella di un “parto” – per tipo e importanza paragonabile all’uscita dei miei libri, tanto per dire.) Ho pensato […] continua a leggere »

Partendo da qui

estate
Sono salito quassù sui monti.

Ne avevo proprio bisogno, questa volta più di altre. Volevo dimenticare le storture, le cose brutte, i dispiaceri; cercare di aggiustare dentro di me l’aggiustabile, poi studiare come affrontare a pieno petto l’affrontabile, e infine dimenticarmi di ciò che non posso cambiare.

Qui ho seguito lavoro e progetti, certo; ma soprattutto ho fatto altre cose. Ho tagliato molte fronde e ortiche, ho spaccato della legna; ho camminato tanto, ho corso, sono andato in bici. Ho guardato i bambini giocare, ho giocato con loro.

Innanzitutto volevo – dovevo – fare la pace con me stesso, perdonarmi i miei errori. Quel che non ho fatto, pazienza. Pazienza anche per i tanti errori. Sono comunque qui a respirare, il che non mi pare cosa da poco.

Venire quassù mi è servito per azzerare i miei debiti col mondo, ripartire. Scrollarmi di dosso gli errori eccetera. Posso fare ancora tante cose belle, partendo da qui. Cioè insomma il mio rifugio tra i monti è luogo di partenze e di ritorni, ma soprattutto di ripartenze.

In questi giorni questo […] continua a leggere »

Occhi aperti sui consulenti

Meaningoflife
Gestisco la mia attività da oltre vent’anni. Vent’anni sono un tempo lunghissimo, un periodo in cui succedono tante cose, in cui assisti a tanti fenomeni.

Dal 1992 a oggi ho avuto una miriade di consulenti. Intendo qui questo termine nella sua accezione più ampia possibile, a includere notai, avvocati, commercialisti, informatici, meccanici e via dicendo: ovvero chiunque abbia utilizzato la sua esperienza professionale (vera o presunta) per consigliarmi sul da farsi rispetto a problemi specifici dell’attività.

Ebbene, di tutte queste persone che si sono avvicinate a Tesi & testi posso dire che la stragrande maggioranza è stata in buona fede. Solo in qualche caso c’è stata una sorta di dolo, materializzatasi nell’approfittare di uno stato di bisogno. Se chiudo gli occhi mi vengono in mente due casi eclatanti: una società di informatica che mi vendette come indispensabile un servizio di cui non avevamo assolutamente bisogno e che di fatto consisteva nel nulla, solo che fu brava a presentarlo come necessario (come non pensare alla macchina che fa “ping” di montypyphoniana memoria?); e uno studio di avvocati […] continua a leggere »

Un filo di fumo

camino
Provo sentimenti e sensazioni contrastanti, qui nel mio rifugio tra i monti.

La serenità e la pace del luogo, il cuore che mi si allarga ogni volta che vi faccio ritorno. L’idea di un rifugio che posso chiamare “casa”, di un luogo che mi accoglie sempre e comunque.

Ma sento, inesorabilmente sento anche la complessità della vita “pubblica”, del lavoro, delle responsabilità. Ciò che equivale grossomodo a dire che la mezza età è qui con me. Io, che già di natura non posso certo dirmi lineare, vedo intorno a me tanti fatti che non mi piacciono ma che non posso cambiare. Il passare inesorabile del tempo, goccia a goccia, con tutto quel che ciò comporta; e poi il peso degli errori. Chi lo sapeva che ingenuità e piccolezze di anni fa sarebbero diventate montagne non superabili? Io no. Nessuno mi aveva avvertito.

I caprioli mangiano le more e, a tarda sera, fanno latrare i cani del vicinato. Il bosco avanza a poco a poco e si riprende ciò che un tempo era suo. Forse questa è una sorta di metafora […] continua a leggere »

In morte dell’azienda di traduzioni

Multilingual
Leggo, sull’ultimo “Multilingual”, il canto del cigno dell’azienda di traduzioni ad opera di Terena Bell. Qui l’articolo. La sua visione è che la translation company di medie dimensioni sta di fatto morendo. È tutto relativo, ovviamente; ma, nelle sue parole:

The translation company of the future will either sell over $10 million a year or it will sell under $1 million, but there will be no companies in between.

Six year from now, oltretutto. Questo genere di previsioni è sempre pericoloso.

Lei sostiene che l’industria della traduzione come la conosciamo noi non sarà mai più la stessa (“the industry as we know it will never be the same again”): cosa che non è di certo una previsione, ma un fatto sotto gli occhi di tutti. Nessun settore è oggi uguale a come era dieci anni fa; probabilmente posso rammaricarmi del buon tempo andato, e dire che anche per me non torneranno i fasti dei primi anni Duemila, nei quali stavo costruendo un’azienda sana, solida e in crescita, mentre poi sono successe delle cose sia dentro che fuori […] continua a leggere »

Chiara Zanardelli: Mamma e professionista, si può fare?

Ho chiesto a Chiara Zanardelli, ottima traduttrice con cui lavoro da tanti anni, un pezzo su come vede lei l’equilibrio tra lavoro e famiglia. (La nozione generale è che nessuno di noi abbia idea davvero di che cosa succede, e che tutto sia sempre difficilissimo, ma che comunque tentare di definire il mondo con i propri pensieri e le proprie parole possa essere d’aiuto per sé e per gli altri.) Ecco che cosa ne è venuto fuori.

road
“I want it all”. Si potrebbe sintetizzare con le parole della notissima canzone dei Queen la mia vita da quando sono libera professionista e mamma, attualmente ben lontana dalla Vita 2.0 che ha abbracciato il proprietario di questo blog. E allora perché raccontare proprio qui la mia esperienza da stakanovista-equilibrista? Per mostrare un approccio alternativo, perché ognuno può trovare la sua felicità o detto proprio con le parole di Gianni “Ciascuno, poi, troverà la sua propria via. E questo perché nessuno può insegnare alcunché a chicchessia”.

Confesso: lavoro molto più delle 25 ore settimanali di Gianni. E […] continua a leggere »

CV – alcuni errori da non fare

CV
Ho seguito nelle settimane scorse un progetto per un amico: la scrematura di un certo numero di curriculum per una posizione all’interno della sua azienda.

Ne ho tratte alcune conclusioni generali, che espongo a seguire sotto forma di errori da non commettere. È una sorta breve pentalogo a vantaggio di chi ha bisogno di presentare il suo curriculum. E, ahimè, mi rendo conto anche che gli errori principali sono sempre gli stessi: cambiano gli attori ma si ripetono nel tempo esattamente uguali a se stessi.

(Avevo parlato di questi argomenti, tra gli altri luoghi, qui.)

Non mandare il CV in Word

Questo perché un Word è un semilavorato: è sì il programma di scrittura di gran lunga più diffuso, ma non l’unico; mentre il PDF è uno standard per lo scambio di dati. (E i convertitori gratuiti da Word a PDF sono millanta e tutti di utilizzo immediato – dunque non ci sono scuse.)

Occhio all’oggetto della mail

Spesso non ci si fa caso ma è importante! Un oggetto corretto è il primo contatto che si ha […] continua a leggere »

Franco Arminio, paesologo

Montemale di Cuneo
Mi sono imbattuto negli scritti di Franco Arminio.

Ho cominciato da qui. Poi sono passato a questo libro. Altri seguiranno.

La paesologia è un argomento che di fatto conosco bene, anche se questo termine non l’avevo mai sentito prima. Lo conosco perché nei fatti la paesologia mi tocca ogni volta che mi trovo nel mio rifugio tra i monti. (Osservo e ascolto, sostanzialmente.)

Appena ho cominciato a leggere gli scritti di Arminio mi sono venuti in mente alcuni collegamenti. Il primo è con Marco Paolini e tanta parte della sua opera (I cani del gas, in particolare). Attraverso Paolini ho pensato poi a Zanzotto e al suo paesaggire (ne avevo parlato qui), come una sorta di passaggio laterale. L’altro autore che mi è sovvenuto quasi subito è Gianni Celati (Verso la foce per primo); e non mi hanno stupito per nulla le parole ultime del primo libro di Arminio che ho letto, Vento forte tra Lacedonia e Candela: “Un ringraziamento particolare a Gianni Celati che è stato […] continua a leggere »