Tag: filosofia spicciola

Il bisogno di cui non abbiamo bisogno

Mi sono imbattuto qualche giorno fa nella voce di Fiorello, che per Sky magnificava i canali 3D e il fatto che entro l’anno ci saranno non ricordo più quanti nuovi canali in 3D. (Chissà perché il marketing deve sempre usare la parola “nuovo”, nel comunicare l’offerta. Ciò che solo ieri era il massimo oggi è totalmente out.)

Allora mi è venuta in mente mia figlia che vorrebbe che io comprassi uno smartphone “o almeno un telefono col touchscreen”. Ma io sto benissimo col mio telefono da 49 euro, non ho bisogno di più. (Anzi, mi spiace tantissimo che il telefono precedente, dopo otto anni di onorato servizio, sia stato giocoforza messo fuori uso dal tempo che passa.)

Non ho bisogno di un telefono nuovo. Non ho bisogno di un’auto nuova. Non ho bisogno di un televisore 3D. Non voglio lavorare di più per avere il denaro necessario per comprare degli oggetti di cui non ho bisogno. Signori del marketing: domando la vostra comprensione, ho altre priorità.

Mi pare di essere come quell’”ectoplasma d’uno scampato” di montaliana memoria; con la differenza (non da poco) che mi sento felice. (Anche senza smartphone.)

Adoro il marketing, ma non piace quella parte di marketing […] continua a leggere »

Una breve guida per la conquista del mondo

L’incontro con Chris Guillebeau è stato per me uno di quelli che lasciano il segno. Ne parlo spesso qui (e altrove) perché il suo pensiero, la sua semplicità e la sua determinazione mi sono stati d’aiuto in tantissime occasioni, e ormai ho un “appuntamento” fisso con i suoi articoli che puntuali arrivano alla mia mail ciascun lunedì e giovedì del mondo.

Gratitudine è la parola che immediatamente associo al suo nome.

E poiché non c’è per il momento nulla di suo in italiano, gli ho chiesto qualche tempo fa il permesso di tradurre A Brief Guide to World Domination. Il risultato – imperfetto, ma le cose perfette non mi piacciono per nulla – è qui.

Anche se non posso dirmi traduttore, è stata un’esperienza appassionante che mi ha lasciato sensazioni estremamente piacevoli. Il tutto si inquadra nella mia vita 2.0, e so che una cosa che abbiamo in comune sono gli sguardi e le parole, che riceviamo spesso, di chi è convinto che stiamo mentendo spudoratamente, perché non è possibile decidere di vivere la propria vita secondo i propri termini.

Non pretendo che sia la soluzione per chicchessia o per alcunché, dico solo che […] continua a leggere »

Leggerezze

La scorsa settimana ho fatto una sciocchezza (ho affidato un lavoro ad un traduttore che di fatto non era qualificato per il compito). Il cliente è stato molto comprensivo ma io ne sono responsabile, mi sono preso – soprattutto di fronte a me stesso – la quota parte di responsabilità che mi spettava.

(Quandocumque bonus dormitat Homerus è solo una mezza consolazione, in casi come questo.)

Ho poi rimuginato su questo fatto, ci ho riflettuto, ho cercato di metterlo a posto dentro di me. Alla fine ho tirato due conclusioni.

Dal punto di vista del lavoro, ho capito che questo è un semplice segnale di un fatto che so perfettamente: che voglio che tutti i lavori che escono da Tesi & testi siano eccellenti, perché qualunque cosa di meno è alla fine un boomerang che ti si ritorce contro. Non vale la pena, in una parola. Ruit hora, non c’è tempo.

Dal punto di vista mio personale, mi sono perdonato: ho fatto un errore, ho rimediato come potevo – ben sapendo che il danno era fatto, ma su quel punto non potevo intervenire. Mi sono perdonato e sono passato oltre: il punto fondamentale non è l’errore in sé, che ovviamente […] continua a leggere »

Tre suggerimenti per aumentare la produttività

Desidero condividere con i miei venticinque lettori alcuni trucchi che utilizzo da tempo e che trovo assolutamente geniali sulla strada dell’efficacia. (Rubando le parole a Tim Ferriss, vorrei comunque che fosse chiaro che io non sono l’esperto, sono solo l’esploratore e la guida.)

1. Non tenere più di due schede aperte in contemporanea nel tuo browser: ci sono mille cose che ci interessano, mille spunti di lavoro e di cazzeggio eccetera, ma non c’è tempo per tutto e non è efficace inseguire qualunque cosa.

2. Svuota completamente la tua casella di posta in arrivo ogni sera. Sì, è un’idea che può dare qualche brivido ma hai capito bene: completamente e ogni sera. Alla fine della giornata ogni mail in arrivo deve essere andata verso la sua destinazione: lavorata, archiviata (il meno possibile) o cestinata (il più possibile). E per portare questa semplificazione all’estremo suggerisco questo post di Tim Ferriss. Sono consigli pratici per delegare la gestione delle proprie caselle email non a qualcuno che ti imiti, ma che pensi come te. La logica è che più i processi sono definiti e più le cose inutili sono eliminate, più semplice sarà delegare una questione che in apparenza è delicata […] continua a leggere »

De aestimationibus

Nei giorni scorsi mi sono capitati due fatti molto simili tra di loro. Avevo preparato due preventivi (di qualche migliaio di dollari e di euro rispettivamente), che poi non si sono tramutati in ordini perché le offerte concorrenti erano più basse del 60 [sic] e del 40%.

Ora, io faccio questo mestiere da quindici [di nuovo, sic] anni e sono convinto di aver già assistito a tutte le situazioni possibili in questo campo. Anche questa non mi è nuova. Forse i clienti torneranno dopo che i loro clienti che leggeranno quei testi avranno riso (dal punto della teoria economica non è sensato che un prodotto costi il 60% in meno di un altro simile, a meno che io non sappia più fare i calcoli o che l’altra offerta sia priva di sostanza), o forse no.

Tutto sommato non lo ritengo importante. Non cambia la percezione che ho di me. Non è importante il fatto di non aver preso i lavori – i clienti vanno e vengono –, è invece fondamentale l’interpretazione che noi diamo ai fatti.

E la mia interpretazione è stata questa: ci ho rimuginato su per mezz’ora, poi mi sono detto che avevo fatto le cose per bene, […] continua a leggere »

La vita 2.0 in 2’00”

Ho cercato di dire in breve come il mio libro possa aiutare chi è interessato a strutturare meglio la propria vita a dare meno importanza al lavoro e – soprattutto – più valore alle passioni e a ciò che ci definisce veramente.

Le leggi di Davico

L’idea (presuntuosa al limite della vanagloria, lo so) di formulare delle “leggi” mi viene da lontano. Tanti anni fa Nicola Poeta parlò di un “teorema” che avevamo elaborato assieme, una via di mezzo tra la scienza e la goliardia:

Il costo a parola di partenza equivale al costo a cartella diviso 2, utilizzando il centesimo di euro come unità.

Quello era il primo teorema di Davico, o più precisamente di Davico-Poeta. So che c’era, ma non ricordo qual era il secondo. Tant’è: evidentemente però l’idea di cercare delle regole nel mondo mi è rimasta, e per il mio ultimo libro ho elencato cinque leggi:

Legge di Davico numero 1, o della ricchezza
La vera ricchezza è data dal tempo che hai a disposizione, non dai soldi.

Legge di Davico numero 2, o del tempo
La mancanza di tempo non è altro che mancanza di priorità.

Legge di Davico numero 3, o del lavoro
NON – sì, non – lavorare duro.

Legge di Davico numero 4, o della zucca
In qualunque ambiente professionale, il 90% dei professionisti è zuccone.

Legge di Davico numero 5, o dell’indipendenza
Mettersi per conto proprio è la strada […] continua a leggere »

Claudio Maffei, Stai come vuoi


Ho conosciuto Claudio Maffei diversi anni fa, per caso, in uno dei suoi tanti interventi. Mi affascinarono subito la capacità affabulatoria di quest’uomo, la sua sicurezza, le storie che racconta, il suo credere in quello che fa senza prendersi troppo sul serio.

Mi considero un suo “fan”. Mi piacciono le cose che dice, i pensieri che esprime, la forza che ci mette. E il sorriso.

Non posso essere obiettivo, quindi, nel parlare di Stai come vuoi, il suo ultimo libro. Lo farò, comunque, tramite qualche citazione di passi che mi hanno colpito.

Puoi stare come vuoi tu, piuttosto che come vogliono gli altri o come sembra ti sia imposto dalle tue vicende personali (p. 10).

Puoi stare come vuoi tu. Non è meraviglioso e semplicissimo?

Se prendiamo tutto come un attacco personale, è evidente che saremo particolarmente vulnerabili (p. 71).

Il mondo, dopotutto, probabilmente non ce l’ha con noi. Probabilmente le cose vanno avanti lo stesso. (Ecco perché possiamo stare come vogliamo.)

Perfino un dolore, se opportunamente ristrutturato, a distanza di tempo, potrà offrire […] continua a leggere »

Il lunedì mattina

Non riflettere. Rispondi subito. Qual è il primo pensiero che associ al concetto di lunedì mattina?

È positivo o negativo?

È il progetto che segui con passione da tempo, o quel compito che proprio non sopporti ma ti tocca?

La considerazione mi è nata da un commento casuale che ho ricevuto di recente, che sottintendeva l’idea che il lunedì mattina si debba essere per forza scontenti e di cattivo umore.

Ma… un momento: le cose sono come sono, in un empireo di cui non abbiamo le chiavi, oppure dipendono dalla nostra interpretazione?

È strano.

Io non ho pensieri particolari associati al lunedì mattina – come non ne ho relativi al sabato, tanto per dire.

Tu?

Il lunedì mattina è il momento delle costrizioni, della vita sociale che è fatta così e non ci si può fare niente, delle cose che sono come sono perché è così e basta. Questo dice il canone comune.

Oppure il lunedì è un momento di gioia, della vita, è il momento – come tutti gli altri momenti – di lasciare il nostro segno del mondo?

Propendo per la seconda ipotesi. Direi che l’interpretazione che diamo alle cose è fondamentale.

Se le cose ti vanno bene […] continua a leggere »

La locità dei non-luoghi


Sabato mattina, aeroporto di Cagliari Elmas. Sono in attesa del volo che mi riporterà a casa, mi guardo intorno, rifletto sul non-luogo per eccellenza e penso invece a quanto sia pieno di vita reale.

Gli incontri casuali, gli affari che hanno inizio, le conversazioni, la stanchezza di un’attesa, l’emozione del primo volo… Mi sovviene Jovanotti (là era la città, ma è uguale):

una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede

Penso ai pensieri delle persone, ai discorsi, agli sguardi, alle emozioni che danno vita e valore ad un luogo che è di passaggio per eccellenza. Mi sento in armonia con tutte le persone presenti, questo non-luogo è in questo momento una metafora chiara della vita.