Autore: giannidavico

Un filo di fumo

camino
Provo sentimenti e sensazioni contrastanti, qui nel mio rifugio tra i monti.

La serenità e la pace del luogo, il cuore che mi si allarga ogni volta che vi faccio ritorno. L’idea di un rifugio che posso chiamare “casa”, di un luogo che mi accoglie sempre e comunque.

Ma sento, inesorabilmente sento anche la complessità della vita “pubblica”, del lavoro, delle responsabilità. Ciò che equivale grossomodo a dire che la mezza età è qui con me. Io, che già di natura non posso certo dirmi lineare, vedo intorno a me tanti fatti che non mi piacciono ma che non posso cambiare. Il passare inesorabile del tempo, goccia a goccia, con tutto quel che ciò comporta; e poi il peso degli errori. Chi lo sapeva che ingenuità e piccolezze di anni fa sarebbero diventate montagne non superabili? Io no. Nessuno mi aveva avvertito.

I caprioli mangiano le more e, a tarda sera, fanno latrare i cani del vicinato. Il bosco avanza a poco a poco e si riprende ciò che un tempo era suo. Forse questa è una sorta di metafora del […] continua a leggere »

In morte dell’azienda di traduzioni

Multilingual
Leggo, sull’ultimo “Multilingual”, il canto del cigno dell’azienda di traduzioni ad opera di Terena Bell. Qui l’articolo. La sua visione è che la translation company di medie dimensioni sta di fatto morendo. È tutto relativo, ovviamente; ma, nelle sue parole:

The translation company of the future will either sell over $10 million a year or it will sell under $1 million, but there will be no companies in between.

Six year from now, oltretutto. Questo genere di previsioni è sempre pericoloso.

Lei sostiene che l’industria della traduzione come la conosciamo noi non sarà mai più la stessa (“the industry as we know it will never be the same again”): cosa che non è di certo una previsione, ma un fatto sotto gli occhi di tutti. Nessun settore è oggi uguale a come era dieci anni fa; probabilmente posso rammaricarmi del buon tempo andato, e dire che anche per me non torneranno i fasti dei primi anni Duemila, nei quali stavo costruendo un’azienda sana, solida e in crescita, mentre poi sono successe delle cose sia dentro che fuori […] continua a leggere »

Chiara Zanardelli: Mamma e professionista, si può fare?

Ho chiesto a Chiara Zanardelli, ottima traduttrice con cui lavoro da tanti anni, un pezzo su come vede lei l’equilibrio tra lavoro e famiglia. (La nozione generale è che nessuno di noi abbia idea davvero di che cosa succede, e che tutto sia sempre difficilissimo, ma che comunque tentare di definire il mondo con i propri pensieri e le proprie parole possa essere d’aiuto per sé e per gli altri.) Ecco che cosa ne è venuto fuori.

road
“I want it all”. Si potrebbe sintetizzare con le parole della notissima canzone dei Queen la mia vita da quando sono libera professionista e mamma, attualmente ben lontana dalla Vita 2.0 che ha abbracciato il proprietario di questo blog. E allora perché raccontare proprio qui la mia esperienza da stakanovista-equilibrista? Per mostrare un approccio alternativo, perché ognuno può trovare la sua felicità o detto proprio con le parole di Gianni “Ciascuno, poi, troverà la sua propria via. E questo perché nessuno può insegnare alcunché a chicchessia”.

Confesso: lavoro molto più delle 25 ore settimanali di Gianni. E […] continua a leggere »

CV – alcuni errori da non fare

CV
Ho seguito nelle settimane scorse un progetto per un amico: la scrematura di un certo numero di curriculum per una posizione all’interno della sua azienda.

Ne ho tratte alcune conclusioni generali, che espongo a seguire sotto forma di errori da non commettere. È una sorta breve pentalogo a vantaggio di chi ha bisogno di presentare il suo curriculum. E, ahimè, mi rendo conto anche che gli errori principali sono sempre gli stessi: cambiano gli attori ma si ripetono nel tempo esattamente uguali a se stessi.

(Avevo parlato di questi argomenti, tra gli altri luoghi, qui.)

Non mandare il CV in Word

Questo perché un Word è un semilavorato: è sì il programma di scrittura di gran lunga più diffuso, ma non l’unico; mentre il PDF è uno standard per lo scambio di dati. (E i convertitori gratuiti da Word a PDF sono millanta e tutti di utilizzo immediato – dunque non ci sono scuse.)

Occhio all’oggetto della mail

Spesso non ci si fa caso ma è importante! Un oggetto corretto è il primo contatto che si ha […] continua a leggere »

Franco Arminio, paesologo

Montemale di Cuneo
Mi sono imbattuto negli scritti di Franco Arminio.

Ho cominciato da qui. Poi sono passato a questo libro. Altri seguiranno.

La paesologia è un argomento che di fatto conosco bene, anche se questo termine non l’avevo mai sentito prima. Lo conosco perché nei fatti la paesologia mi tocca ogni volta che mi trovo nel mio rifugio tra i monti. (Osservo e ascolto, sostanzialmente.)

Appena ho cominciato a leggere gli scritti di Arminio mi sono venuti in mente alcuni collegamenti. Il primo è con Marco Paolini e tanta parte della sua opera (I cani del gas, in particolare). Attraverso Paolini ho pensato poi a Zanzotto e al suo paesaggire (ne avevo parlato qui), come una sorta di passaggio laterale. L’altro autore che mi è sovvenuto quasi subito è Gianni Celati (Verso la foce per primo); e non mi hanno stupito per nulla le parole ultime del primo libro di Arminio che ho letto, Vento forte tra Lacedonia e Candela: “Un ringraziamento particolare a Gianni Celati che è stato […] continua a leggere »

Veri negozi, luoghi reali

Scott

Supernova
Ho comprato queste scarpe qui e questa bici qui.

Ora, il punto è questo: l’esperienza di comprare in un vero negozio mi sembra incomparabile all’acquisto in uno spendodromo. Più piena, più ricca, più completa. Forse avrei potuto risparmiare, ma ho pensato che la conoscenza specifica di chi vende è fondamentale per essere consigliato su un prodotto di cui conosci poco, e vale più delle luci brillanti, della musica e dei miraggi del prezzo più basso del mondo.

Qui non mi interessa tanto fare una filippica contro gli spendodromi di benniana memoria (ne avevo parlato, anni fa, qui – e oggi mi sento di confermare alla lettera e nella loro totalità quelle parole); qui voglio parlare del bene che ho trovato, ovvero fare l’elogio del negozio.

Le mie due esperienze di venerdì, compiute a distanza di un’ora l’una dall’altra, mi hanno lasciato dentro una sensazione molto piacevole, perché sono […] continua a leggere »

Onestamente

Ho la sensazione che la mia scrittura giri troppo in tondo, negli ultimi tempi. Il mestiere c’è, questo lo so, ma mi pare che troppo spesso i contenuti facciano il giro intorno a se stessi; insomma che il mio scrivere sia nodoso e involto e, nella sostanza, non aggiunga più quel valore che aggiungeva nei primi tempi di questo blog e poi durante il periodo della pubblicazione del libro.

Dove vado da qui?

Che cosa succede a chi si è preso l’impegno con se stesso e con i suoi venticinque lettori di sfornare un post a settimana perché sente di avere tanto di dire e da dare, ma poi comincia lentamente ad arrotarsi su di sé e non produce più quel valore che si è impegnato a produrre?

Che cosa succede all’equilibrista sul filo quando il filo comincia ad ondeggiare? O quando la motivazione dello stare sul filo comincia a venire meno? È questa stanchezza un segno della mezza età, ovvero dell’accettazione dell’esistente, dell’adagiarsi alla medietà, alla mediocrità?

Ma non dovevo andare a vedere che cosa c’è alla fine dell’arcobaleno? Non sarà mica questo il tempo di ammettere che doveva andare cosà ma è andata così?

Ho riletto, a […] continua a leggere »

Notizie dai monti

bosco
Il tempo era incerto, questa mattina.

Appena sveglio ho guardato fuori dalla finestra. Ho sentito il profumo dell’erba tagliata di fresco e, in lontananza, il latrare dei cani. Era quella sensazione fissa, che ormai conosco bene, dell’essere a casa. Il motivo principale che mi spinge a tornare in questi luoghi.

La colazione quassù ha un gusto pieno e diverso. È un rito che ha inizio dal legno della stufa. Il fuoco della stufa sarà sempre amico mio.

Ieri, arrivato da poco, avevo pensato che la felicità può essere fatta anche a forma di bosco. Ma più precisamente, per me, consiste nell’essere bosco, nell’essere parte di questo ambiente. (Nel bene e nel male: perché il bosco da una parte è il mio polmone, respira per me e con me, ma dall’altra si mangia anno per anno il lavoro che nei secoli gli uomini qui hanno compiuto.)
squilla
Allora sono uscito per una passeggiata. Un po’ sull’onda di quella sensazione, un po’ […] continua a leggere »

Io ho deciso

Ho deciso di praticare la gratitudine.

A volte mi dimentico di quanto sono fortunato. Me lo hanno ricordato, da ultimo, questo libro (improbabile ma vero) e questo film (che mi ha rammentato del mio progetto, che rimando e rimando, di attraversare la Corsica a piedi).

Ho pensato a due versi di Luciano Erba:

Quanto tempo mi resterà ancora per imparare
a sorridere e amare come te?

(Mamma a volte è noiosa, ma per me ha fatto col cuore e con la sua semplicità contadina molto di più di ciò che avrebbe potuto.)

Ho pensato a Jim Rohn. Vorrei diventare come colui che lui chiama “uno da due quartini”:

Immagino che tu ti faccia lucidare le scarpe. Il ragazzo che te le lucida svolge un lavoro incredibile per te. Di fatto, te le lucida meglio di chiunque altro al mondo. Ricompensandolo per il suo lavoro, considera che tipo di mancia gli dai. Dentro di te pensi: “Gli do una o due monete da 25 centesimi?” Se ti vengono in mente due cifre, scegli sempre la più alta; diventa uno da due quartini. […] Se tu dicessi: “Beh, gli darò una moneta da 25 centesimi”, […] continua a leggere »

comunque, sentire

scorre
il suono della vita nelle nostre vite.

il vento che scompiglia le fronde.

le persiane che sbattono.

il canto allegro e luminoso dei passerotti.

due vecchi che si vogliono bene.

le emozioni che gorgheggiano nella pancia.

le sensazioni intraducibili in parole.

il tremolar de la marina visto da lontano.

il ricordo di chi non c’è più.

un lampo di beatitudine che non offende il nostro vicino.

la vita che comunque scorre.