Autore: giannidavico

Chiara Zanardelli: La cassetta degli attrezzi del traduttore

Chiara Zanardelli, che qui aveva parlato dell’equilibrio delicato tra lavoro e famiglia, descrive oggi alcuni strumenti a disposizione del traduttore (e del professionista in generale) per migliorare l’organizzazione del lavoro e dunque la gestione del proprio tempo.

Siamo padroni o schiavi della tecnologia? Domanda difficile che dipende da molti fattori come la propria esperienza, età, professione e, direi, il proprio individuale approccio alla tecnologia. Di certo non se ne può più prescindere e quindi perché non sfruttarla per “liberare tempo” invece che assorbirlo con giochi et similia?
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Come ho già raccontato alcune settimane fa, per me la tecnologia è importantissima per trarre il massimo dalle mie giornate lavorative e per dare quell’illusione di presenza continua a cui, ormai, sono avvezzi molti clienti. Prima di passare in rassegna alcuni dei software più utili, premetto che è essenziale dotarsi di uno smartphone e installare le App corrispondenti ai software presenti su PC: la sincronizzazione tra PC e smartphone permette infatti di non perdere tempo nel recupero dei dati e di averli sempre a propria disposizione.

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Prima della primalba (e anche dopo)

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Oggi ho visto nascere il giorno.

Ero nel mio rifugio tra i monti, ieri sera. Avevo puntato la sveglia molto presto ma poi mezz’ora prima ero già su, proprio come i bambini al primo giorno di scuola che alle sette e mezza girano già per casa con tutto il necessario in mano e chiedono “È ora? È ora? E adesso è ora?”

Pur in un periodo burrascoso ero eccezionalmente sereno, quasi senza pensieri. Mi sono preparato la colazione e poi l’ho consumata a luce spenta – di quella casa conosco ogni centimetro, una lampadina mi sembrava un di più non necessario.

Quindi ho preso la mia bici e sono tornato verso casa. Praticamente un mattino di fatica nera: i primi cinquanta chilometri sono scorsi via lisci, ma durante gli ultimi quaranta le gambe arrancavano anzichenò. Mi sovveniva Max Pezzali:

È allora che al volo ho realizzato
il rischio di passare la mia vita
sopra a un Peugeot che arranca in salita
mentre uno con il Fifty ti sorpassa, ride e va.

D’accordo, […] continua a leggere »

Furinomoriniscirea


Dice: “Non si può essere contemporaneamente tifosi della Juve e del Toro”. O forse sì?

Nel maggio del 1974 io avevo 6 anni, e la Lazio conquistò lo scudetto. Non ricordo nulla di allora, ma ho una reminiscenza – peraltro molto vaga – di me come “simpatizzante” laziale, nel senso che è naturale che un bambino faccia il tifo per i vincenti. (Pochi anni dopo mi colpì la tragedia di Re Cecconi, quel suo gesto forse sconsiderato ma di fatto mai chiarito che gli costò la vita.)

Negli anni successivi però la Juventus tornò a essere quella di sempre, e un bambino cosa fa? Ne diventa tifoso, è normale. In quegli anni sapevo a memoria tutte le formazioni di tutte le squadre di serie A, ma quella della mia squadra la recitavo come un santo rosario.

In quegli anni il nostro panettiere era uno sfegatato torinista, e con me – soprattutto al lunedì, ça va sans dire – c’era sempre lo sberleffo amichevole. Questo siparietto aveva luogo di solito prima di scuola; io ero timidissimo e cercavo di sottrarmi, […] continua a leggere »

Per chiudere un cerchio

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Venerdì, quando il traghetto si è staccato dal porto di Calvi, il tempo era nuvoloso. Lasciare la mia patria seconda senza il sole è forse un commiato un po’ più semplice.

Quest’anno le mie giornate – numericamente brevi, perché le finanze sono quel che sono – sono state quasi sempre divise in maniera equanime: mattino al mare e pomeriggio a esplorare. Potevano essere sentieri – sentieri soprattutto –, oppure file di paesoli abbarbicati, assolati e silenziosi (di fatto mai sul mare, perché la Corsica è la montagna in mezzo al mare, ciò che vuol dire che è innanzitutto montagna – Mausoleo essendo quello che più mi è rimasto dentro), o anche golf.

Sentire, semplicemente sentire il fascino che questa terra esercita su di me. L’attrazione non resistibile.

Paesaggire, come avrebbe detto Zanzotto citato da Paolini. La paesologia arminiana esiste anche in Corsica.

Cominciare a immaginare il libro che prima o poi scriverò, e che si intitolerà Mal di Corsica. (Perché il mal di Corsica esiste, anche questo è un fatto.)

Pensare a questi cerchi che si aprono […] continua a leggere »

Quarantotto, cioè

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È cominciata, in maniera bella e casuale, tre anni fa; è proseguita due, e poi l’anno scorso. E domani, di nuovo. È la tradizione familiare di trascorrere il compleanno nella mia patria seconda.

Mi sovviene Pavese:

Son lontani i mattini che avevo vent’anni.
E domani, ventuno.

Quarantotto anni non sono tanti né pochi, semplicemente sono. Penso soprattutto alle esperienze che voglio fare, al vento in faccia, ad attraversare la Corsica a piedi, ad arrivare ad handicap zero. Ad altri traguardi impegnativi che col tempo mi fisserò.

La mia maniera di augurarmi buon compleanno, quella più piena e viva che conosca, è prendermi del tempo per pensare a come lasciare segni di vita dentro di me. Fare un piano di vita per le seconde nove, insomma.

Cercare di fare mia la lezione di Oliver Sachs:

There is no time for anything inessential.

Ben sapendo che sarà inutile, in sostanza, che la cima delle cime non esiste se non dentro di noi. Ma dentro di me esiste, e come! La cima è fissarmi un traguardo […] continua a leggere »

Luca e Alessandro Goldoni, Francesco Baracca

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La mia passione per la scrittura e i libri di Luca Goldoni ha origini abbastanza lontane. Dopo tre anni passati a studiare (si fa per dire) economia, avevo da poco fatto il passaggio a lettere, ovvero alla sola facoltà cui davvero avrei potuto appartenere, e un’amica mi consigliò questo autore che non conoscevo. Fu un amore subitaneo e totale, e la sua leggerezza di scrittura è stata una delle pietre miliari per il mio scrivere.

(Non credo di averlo mai raccontato, ma espressioni come appoggiami il formaggio sono diventate parte del lessico familiare di casa Davico. Da noi sarebbe impensabile passare il formaggio: si può soltanto appoggiarlo.)

Qualche anno fa ebbi la fortuna di conoscere lo scrittore di persona, e insieme a lui il figlio Alessandro. È un’amicizia distante, fatta di contatti rarefatti, ma che mi rallegra in pieno.

Ebbene, ora padre e figlio hanno dato alle stampe Francesco Baracca. L’eroe dimenticato della grande guerra, che è una sorta di biografia romanzata di un eroe oggi abbastanza messo da parte. Mi è venuto bene, quindi, approfittare […] continua a leggere »

Le mie montagne

montagne
È un mese che sono qui, come l’anno scorso è giunta l’ora di migrare.

L’addio monti di oggi mi tocca nel profondo, come tutte le volte che lascio questi luoghi. (Un poco, o forse tanto, anche perché il tempo che passa abbrevia le volte in cui ciò ancora accadrà.) Ieri ho fatto i miei consueti giri a salutare le persone care. La sensazione è ancora quella di essere uno straniero a questa terra, ma diviene più lieve.

Questo è un paese piccolo con una comunità molto forte, un paese che evolve, che cambia, un paese fatto sia di giovani che di anziani. È insomma un pezzettino di mondo non dimenticato ma che fiorisce, e anche questo me lo fa apprezzare. (E non mi sorprende che giovani coppie vengano qui a mettere radici.)

In questo mese mi sono svuotato di tutte le tossine accumulate. Avrei voluto fare molto di più – certi giorni li ho passati semplicemente a guardare le cose, incapace di muovermi o di fare alcunché –, ma ripartire sereno è tantissimo. E poi la vita è fatta anche […] continua a leggere »

C’è vita oltre l’F24

F24
Non è solo un’ossessione mia, lo so. Di fatto siamo in milioni, tutti tormentati da un F24 dopo l’altro. Ne paghi uno ed è già ora del prossimo, e non metti mai un punto fermo al tuo lavoro.

Io in questi anni ho avuto difficoltà, e non tanto per via della cosiddetta crisi. Anzi, a ben vedere dal punto di vista del flusso lavorativo e del rapporto entrate/uscite la “crisi” è stata benedetta, per la mia attività: ha portato semplificazione e nuove opportunità. Ma io, io ho fatto errori, sono stato ingannato (i famosi “consulenti”), ho passato degli anni difficili.

Ma è tutto passato. Martedì della settimana scorsa mi sono messo tutto alle spalle. È successo con una lunga camminata in montagna, otto ore di pensieri leggeri e profumi e viste incomparabili. (L’ho raccontato qui, in piemontese perché il mercoledì è sempre giorno di GoPiedmont per me, e la gioia nel renderlo pubblico è stata simile a quella di un “parto” – per tipo e importanza paragonabile all’uscita dei miei libri, tanto per dire.) Ho pensato […] continua a leggere »

Partendo da qui

estate
Sono salito quassù sui monti.

Ne avevo proprio bisogno, questa volta più di altre. Volevo dimenticare le storture, le cose brutte, i dispiaceri; cercare di aggiustare dentro di me l’aggiustabile, poi studiare come affrontare a pieno petto l’affrontabile, e infine dimenticarmi di ciò che non posso cambiare.

Qui ho seguito lavoro e progetti, certo; ma soprattutto ho fatto altre cose. Ho tagliato molte fronde e ortiche, ho spaccato della legna; ho camminato tanto, ho corso, sono andato in bici. Ho guardato i bambini giocare, ho giocato con loro.

Innanzitutto volevo – dovevo – fare la pace con me stesso, perdonarmi i miei errori. Quel che non ho fatto, pazienza. Pazienza anche per i tanti errori. Sono comunque qui a respirare, il che non mi pare cosa da poco.

Venire quassù mi è servito per azzerare i miei debiti col mondo, ripartire. Scrollarmi di dosso gli errori eccetera. Posso fare ancora tante cose belle, partendo da qui. Cioè insomma il mio rifugio tra i monti è luogo di partenze e di ritorni, ma soprattutto di ripartenze.

In questi giorni questo […] continua a leggere »

Occhi aperti sui consulenti

Meaningoflife
Gestisco la mia attività da oltre vent’anni. Vent’anni sono un tempo lunghissimo, un periodo in cui succedono tante cose, in cui assisti a tanti fenomeni.

Dal 1992 a oggi ho avuto una miriade di consulenti. Intendo qui questo termine nella sua accezione più ampia possibile, a includere notai, avvocati, commercialisti, informatici, meccanici e via dicendo: ovvero chiunque abbia utilizzato la sua esperienza professionale (vera o presunta) per consigliarmi sul da farsi rispetto a problemi specifici dell’attività.

Ebbene, di tutte queste persone che si sono avvicinate a Tesi & testi posso dire che la stragrande maggioranza è stata in buona fede. Solo in qualche caso c’è stata una sorta di dolo, materializzatasi nell’approfittare di uno stato di bisogno. Se chiudo gli occhi mi vengono in mente due casi eclatanti: una società di informatica che mi vendette come indispensabile un servizio di cui non avevamo assolutamente bisogno e che di fatto consisteva nel nulla, solo che fu brava a presentarlo come necessario (come non pensare alla macchina che fa “ping” di montypyphoniana memoria?); e uno studio di avvocati […] continua a leggere »