L’industria della traduzione in croato


Un anno fa l’amica e collega Ivana Karanikić mi propose di tradurre il mio libro in croato. È stata per me una piacevole sorpresa, e ho acconsentito di buon grado: se le informazioni circolano è meglio, comunque, per tutti.

Ora quel progetto è concluso, e il libro è diventato realtà. Riceverne delle copie per posta è stata un’emozione (sebbene in questo caso io non abbia fatto proprio nulla).

Ho chiesto allora ad Ivana qualche parola di commento. Dice Ivana:

Nel momento in cui in Croazia i traduttori si educano soprattutto da soli, a parte alcuni seminari in cui si possono ascoltare alcune esperienze pratiche, io considero un libro come Prevoditeljska industrija u Italiji (L’industria della traduzione), scritto da un esperto di settore, un punto di partenza per tutti coloro che si occupano di traduzioni – o vorrebbero farlo. Non avendo scuole di formazione per traduttori e interpreti, spero che in futuro avremo almeno libri su questi temi, dai quali poter apprendere concetti importanti per il nostro mestiere.

Prima di […] continua a leggere »

Soluzioni e problemi

Il mio post della scorsa settimana, dove denunciavo una crisi di liquidità in cui sono passato nei mesi scorsi, ha portato ad una serie di commenti. Me lo aspettavo, sono temi su cui tutti siamo sensibili e su cui tutti abbiamo un’opinione.

Alcuni tra questi prospettavano la possibilità di cambiare mestiere, di cambiare settore, di cambiare forse anche vita. A mio modo di vedere però, in questo caso il cambiamento non è una soluzione. Voglio dire, io sono assolutamente a favore del cambiamento in sé – le nostre vite le conosciamo già, se non ci danno soddisfazione è proprio il caso che facciamo gli aggiustamenti e/o le rivoluzioni che sono necessari –, ma andiamo a scontrarci con un problema molto più ampio: il lavoro scarseggia dappertutto.

Ci sono troppi avvocati e ci sono troppi maestri di golf, proprio come ci sono troppi traduttori. La società liquida, nel bene e nel male. Possiamo forse sognare di fare il cassiere o la cassiera in un supermercato, ma anche riuscendoci non è detto che questo migliori la nostra condizione. Quante persone lavorano in un call center a 800 euro al mese?

Siamo alle soglie di un cambiamento epocale, […] continua a leggere »

Sono stati mesi difficili

Dal punto di vista della liquidità, l’anno 2011 è stato complicato per Tesi & testi. Ho dovuto combattere con fatturati in calo (sia pur lieve – ma questo rientra nel panorama corrente), con un cliente che premeditatamente ha chiuso una S.r.l. per aprirne un’altra per fare la medesima attività, lasciando quindi fornitori e – cosa peggiore: ma dove avete la dignità? – dipendenti senza ciò che spettava loro di diritto, con pagamenti ritardati di mesi senza fanfara (come se fosse cosa normale).

Conseguenza: ho dovuto posticipare io stesso dei pagamenti a traduttori, cosa che mi dà oltremodo fastidio, mi spiace nel profondo; ma non avevo scelta. (Sono indietro col mio stipendio di mesi e mesi, mi pare di essere ritornato a dieci anni fa – anche questa cosa non va bene.)

Il panorama è ora mutato. L’avvenire a breve/medio termine, per come posso vederlo io, è più roseo e tranquillo. Certo che quando ti trovi nel bel mezzo di una crisi di liquidità che si prolunga per mesi non è bello, non fa piacere. Non è bello da raccontare né da vivere. Hai un problema reale e molto tangibile.

Le cose stanno cambiando in meglio appunto; e questo è anche […] continua a leggere »

Tradurre

Segnalo Tradurre, il blog della divisione italiana dell’ATA.

Il blog, che festeggia oggi – è assolutamente un caso – il suo primo anno di vita, è opera di professionisti che in maniera volontaria e gratuita dedicano il loro tempo ad argomenti che stanno loro a cuore.

(Mi sovvengono le parole di Federico Bavagnoli:

Se non lo facciamo oggi non lo facciamo più; se non lo facciamo noi non lo fa nessuno.)

E insomma questo blog c’è. Ed è aggiornato con regolarità. E contiene molte notizie pratiche sul mondo della traduzione.

È da seguire anche per lo sguardo che attraversa l’oceano (Atlantico, ovviamente), nel senso che riporta sia le notizie di casa nostra che attività dell’ATA di interesse per i traduttori italiani.

Gabe Bokor e il Translation Journal


Il lavoro di certi uomini – calmo, paziente, preciso, ostinato, testardo, sereno – mi fa pensare che c’è ancora molta speranza. Non importa se perdiamo i riferimenti, abbiamo ancora le nostre mani che possiamo adoperare bene. Possiamo esprimere noi stessi al massimo delle nostre possibilità, possiamo lasciare un segno nel mondo.

Gabe Bokor è una tra queste persone. Un “monumento” della traduzione (sia detto con tutto il rispetto che ho per lui, come persona attiva – e come! e quanto! – nell’industria della traduzione). Oggi ne parlo perché ha pubblicato il numero di ottobre del suo “Translation Journal”.

Be’, al di là dei contenuti – sempre di tutto rispetto – la cosa meravigliosa è che questa pubblicazione è online dal 1997. È al suo quindicesimo anno (and counting).

Ho conosciuto Gabe di persona nel 2003, quando con la mia valigia di cartone mi avventurai in un viaggio di dieci giorni fatto di appuntamenti con colleghi per cercare di capire come si affrontasse il mestiere di là dall’oceano. (E la decisione di scrivere un continua a leggere »

Storie di marketing per traduttori – Torino, 3 dicembre 2011


A volte dimentico che ho sempre amato il marketing – quello sano, quello che crea valore. Ma poi mi vengono in mente le parole di DeNiro in Prima di mezzanotte (“Eh… mi sento di nuovo sbirro”). E si ricomincia.

Io so di poter trasmettere valore. Anche se il mercato sta cambiando – ma quando mai non sta cambiando? –, anche se c’è la crisi, anche se il concetto stesso di traduzione (e, ancor più, di traduttore) muta il suo senso.

Sì, i traduttori in Italia sono troppi. È un fatto con cui dobbiamo convivere. Ma questo non significa che non ci sia lavoro per chi eccelle. E noi il 3 dicembre a Torino – qui il programma completo – parleremo di come utilizzare il marketing a proprio vantaggio.

Grazie, ovviamente, a Sabrina: è lei che rende tutto questo possibile.

Prerequisito (forse scontato, ma è bene ribadirlo): che si offra un servizio niente meno che eccellente. Il marketing non fa miracoli. Migliora le cose, ma non fa miracoli.

Per dirla […] continua a leggere »

Frauke: In ferie ad oltranza


Frauke è ormai una sorta di istituzione presso i traduttori italiani: le sue riflessioni lucide, precise e disincantate accompagnano da anni questo mondo. Ma al di là della difesa della categoria, che ho sempre apprezzato, mi piace in lei la sua vita piena, la sua visione che va al di là del lavoro. Le ho chiesto di scrivere qualcosa sul suo downshifting: ecco qui le sue considerazioni.

Verso metà estate ho avuto uno di quei malori che ti dicono: “O ti fermi, o io ti mando all’ospedale a rallentare”. L’indomani ho iniziato a rispondere a tutte le richieste di lavoro che ero in ferie fino a una data ancora da stabilire.

Ho dormito, soprattutto. E mi si sono chiarite le idee. Voglio lavorare, vivere, sentendomi in ferie, come se non avessi bisogno di soldi, pur sapendo che ne ho bisogno. Quindi, nel paradosso.

Di conseguenza, sono in ferie ad oltranza. Scrivo dei racconti per Italia Magia, un sito per chi si vuole saziare di viste microscopiche sulla realtà italiana e su quella […] continua a leggere »

Guardare indietro per guardare avanti: Peter Eustace, traduttore


Peter Eustace è per me innanzitutto un amico. No, non l’ho mai visto di persona ma lavoriamo insieme da tanti anni, e ogni singola volta in cui ero in difficoltà lui mi ha offerto aiuto e risolto un problema. È una persona generosa, serena, tranquilla. È anche poeta: qui il suo ultimo libro, e qui una recensione. E anche un traduttore da tempo immemore: ha molta esperienza, e ho pensato che la sua storia sia interessante e utile per i lettori di Brainfood. Gli ho chiesto di raccontarla. Nelle sue parole:

Ci sono molti momenti nella vita – di studio, di lavoro, di amore – quando è necessario guardare indietro per poter guardare (e andare) avanti. Da ex giocatore di scacchi, so che è più facile e più piacevole rivedere le partite vinte che studiare quelle perse, ma i veri campioni delle 64 caselle hanno sempre detto che bisogna studiare gli errori propri o i colpi di genio altrui per […] continua a leggere »

Retour au bercail

Venerdì sera, arrivato alla Piatta dopo un paio di giorni di assenza, a sole tramontato mi sono reso conto che la stagione stava cambiando. “Ci si sveglia un mattino che è morta l’estate”, scriveva Pavese. Insomma l’aria era frizzantina, il che mi fa pensare anche a quel che dice Luca Goldoni, che è questo il periodo dell’anno in cui ci si accorge di avere un anno in più, tra rientri dalle vacanze, inizio del lavoro, della scuola dei figli eccetera.

Ora, naturalmente le vite di oggi sono certamente meno regolate e incanalate – soprattutto per quanto riguarda il lavoro – rispetto agli anni Ottanta quando quella frase è stata scritta; ma l’intuizione è corretta. In più, poiché per accidente – essendo nato quando l’estate finisce – le due cose per me coincidono, mi sono messo a pensare a quel che voglio fare ancora. (Non a ciò che ho già fatto, perché non mi interessa molto.)

Mi godo i miei ultimi giorni da quarantatreenne e questi giorni di estate. Tornerò presto a parlare qui di traduzioni e di marketing. La vita si ristrutturerà a breve tra sveglie, bambine a scuola, ufficio eccetera. Strutturare il tempo di veglia è importante per chiunque, […] continua a leggere »

La passione secondo Gianni Davico

Le tecniche si imparano. A lavorare di meno e meglio si impara (volendolo). Tim Ferriss c’è, e con pochi euro si può comprare il suo libro. Seguirlo su Twitter o sul suo blog è peraltro gratuito.

E lui è “solo” uno dei tanti “guru” – risorse del genere sono vastissime. Libere, immediate, gratuite, a disposizione di tutti.

Ma quel che non si può imparare, né tantomeno insegnare, è la passione. La passione. Passione, che parola magica! La passione, ovvero il desiderio bruciante di fare determinate cose solo perché sì, e per nessun altro motivo.

Solo perché sì, solo perché l’hai deciso. Solo per esprimere al massimo il tuo potenziale.

Non ci sarà mai una risposta esauriente e definitiva alla domanda (fondamentale) “che cosa ci faccio qui?”; ma ciononostante le nostre passioni saranno un tentativo di risposta – imperfetto, umano e bellissimo – nella maniera più ampia, precisa e accurata possibile.

La passione che ti guida verso attività autoteliche, ovvero che trovano in se stesse lo scopo del loro esistere, e per questo motivo ti danno benessere, gioia, felicità.

Quindi: quali sono le […] continua a leggere »