Tag: cambiamento

Di nuovo in pista

Avevo passato un paio di mesi decisamente frustranti dal punto di vista lavorativo: pochissimi progetti, tempi morti, fatturato di conseguenza in calo pesante. Con la famiglia da mantenere, l’INPS da pagare, qualche attività che voglio seguire. Non è bello, a questa età, avere insicurezze del genere.

Poi, però, è arrivata la provvidenza. La provvidenza nel senso goethiano del termine:

Fino a che uno non si compromette c’è esitazione, possibilità di tornare indietro, e sempre inefficacia. Rispetto ad ogni atto di iniziativa c’è solo una verità elementare, l’ignorarla uccide innumerevoli idee e splendidi piani. Nel momento in cui uno si compromette definitivamente anche la provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare cose che altrimenti non sarebbero mai accadute. Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo. Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo. Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso.

Nota laterale: per quanto il concetto sia certamente goethiano, queste parole sono in realtà attribuite erroneamente a Goethe. Derivano da una traduzione in inglese molto libera dei […] continua a leggere »

Per un Paese più giusto

Equitalia
Sono stato la settimana scorsa presso gli uffici Equitalia di Torino per un rimborso. Troppe cose non vanno, a seguire le mie impressioni.

I fatti: mi sono presentato per ricevere due rimborsi (EUR 28 per me ed EUR 18 per papà), dovuti alla tassa dei rifiuti. Prima considerazione: abbiamo pagato quel che ci era stato detto di pagare, perché se il comune incassa tramite banca non può pagare con lo stesso mezzo? Ma, prima ancora: perché non fa i calcoli giusti da subito, anziché correggere dopo? Oppure, visto che sbagliare è lecito: perché non trattiene quel denaro come acconto per il pagamento di quest’anno?

Ho fatto un’ora e rotti di coda e mezz’ora e passa allo sportello per ricevere questo denaro, più altri EUR 40 circa per non so che cosa. La signorina è stata molto gentile (non ha lesinato complimenti per la mia pazientissima figlia piccola), ma lei stessa non poteva non rendersi conto della kafkianità della cosa: mi diceva “e dire che siamo nell’era dei computer”, ed era costretta a compilare a mano ricevute infinite, si alzava ogni tanto […] continua a leggere »

La provvidenza secondo Goethe

[originariamente pubblicato su La vita 2.0 il 17 novembre 2011]

Avrebbe scritto Goethe:

Fino a che uno non si compromette c’è esitazione, possibilità di tornare indietro, e sempre inefficacia. Rispetto ad ogni atto di iniziativa c’è solo una verità elementare, l’ignorarla uccide innumerevoli idee e splendidi piani. Nel momento in cui uno si compromette definitivamente anche la provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare cose che altrimenti non sarebbero mai accadute. Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo. Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo. Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso.

Ho usato il condizionale perché, per quanto il concetto sia certamente goethiano, queste parole sono in realtà attribuite erroneamente a Goethe. Derivano da una traduzione in inglese molto libera dei versi 214-230 del Faust, ad opera di John Aster (Londra, Cassell, 1835, p. 20).

Ma al di là della filologia il concetto è questo: è importante seminare per il futuro. Guardare oltre gli ostacoli come se […] continua a leggere »

Dieci anni

Noi abbiamo un problema.

Ce l’abbiamo come società tutta, ma oggi lo esaminiamo dal punto di vista di un giovane che sta per entrare, sta entrando o è appena entrato sul mercato del lavoro. Un traduttore, per esempio.

Partiamo da questo post di Giovanna Cosenza, che pubblica lo sfogo di una lavoratrice dell’intelletto che è impiegata per due lire.

Sara Crimi, che con l’editoria ci lavora, sulla sua pagina Facebook sintetizza tutto quanto in maniera efficace:

Basta con i piagnistei, sul serio.
Tirare fuori gli attributi e smettere di menarsela col lavoro intellettuale.

Allora che cosa facciamo?

Prima considerazione: questa turbolenza che stiamo attraversando contiene già in sé, per forza e di necessità, la sua soluzione, solo che noi non la vediamo ora. Il fatto che non la vediamo non significa però che non esista. (Nassim Taleb docet; e non solo col suo Cigno nero, ma anche col suo Antifragile che sto leggendo da un mese – lettura difficile, lentissima, da digerire, affascinante, piena di significati.)

Nessuno ha (per ora) grandi risposte, dunque; ma questo non […] continua a leggere »

pecoranera

pecoranera
Avevo preso in biblioteca il suo libro – un approccio soft, come dire –, poi ho iniziato a leggerlo mi è piaciuto talmente tanto che mi sono vergognato: sono andato in libreria con un’amica, l’ho comprato e gliel’ho regalato seduta stante. (Da autore sono sicuro nell’affermare che i libri vanno comprati. Fine.)

Perché niente, io prima di morire voglio andare a conoscere Devis Bonanni, alias pecoranera. E voglio farlo perché scrive bene, perché è tosto, perché sa che cosa sta facendo e perché, perché ha dei dubbi ma anche dei punti saldi (quella capanna che liberò dai rovi, tanto per dire).

Voglio parlare con lui, spiegarmi, capire. Voglio sentirlo parlare, vederlo lavorare. Perché quella è una strada percorribile; ed è vero che io sono fortunato, lassù in montagna ho praticamente tutto pronto, ma chiunque può fare una cosa del genere. E “chiunque”, via tutte le balle, vuol dire chiunque.

Per me una recensione – e […] continua a leggere »

Cambiare per star bene

Alla fine delle fini, cambiare non è difficile; solo, richiede metodo e applicazione, richiede costanza e capacità di sopportare le difficoltà inevitabili. Ecco perché la stragrande maggioranza delle persone non cambierà mai: si arrenderà un momento prima del cambiamento.

Alla fine delle fini, il mio 25×44 non è altro che buon senso applicato. Ho molto da dire, e soprattutto da scrivere, sul tema, ma a ben vedere penso anche che il tutto potrebbe riempire un paio di fogli A4, e sarebbe sufficiente.

(Cioè, insomma, come al solito la realtà è sfaccettata, e il medesimo concetto può avere significati differenti e anche opposti a seconda del destinatario: perché da un altro punto di vista servirebbe un La vita 2.1 di 400 pagine.)

Scrive Paula Radcliffe:

La maggior parte di noi ha la tendenza a concentrarsi su come stanno andando le cose al momento, reiterando nella mente sempre gli stessi pensieri, per tutta la vita. Così facendo perpetuiamo all’infinito le stesse situazioni, mantenendo immutata la nostra versione di “realtà”.

(Paula Radcliffe non è una filosofa di professione, anche se in effetti il suo mestiere – maratoneta – può per tanti […] continua a leggere »

Sensazioni sul SUSA


Be’, in una parola è stato bellissimo.

L’aria era tersa e limpida, venerdì alle 12,21 quando, la mano di mia figlia piccola da una parte, quella di una signora sconosciuta dall’altra, abbiamo formato una catena umana a dimostrare solidarietà con la natura. Tre semplicissimi, lunghissimi minuti.

È stato un evento imperfetto e bellissimo, sono felice di poter dire “io c ‘ero”. Nel blog del sito ci sono alcuni resoconti, qui tantissime foto. Nel tratto che avevo scelto – corso Francia, tra corso Racconigi e piazza Rivoli – eravamo in pochi ma questo non è stato importante. Importante è stato esserci.

I coordinatori sono stati gentili e quasi sopraffatti da quello che stava per capitare. Tra i passanti, c’è stato chi si è fermato e si è unito alla catena. L’atmosfera era magica.

Insomma, bello.

Sentiero Umano di Solidarietà Artistica / Ambientale


Questa è la settimana.

Il giorno è venerdì 21 dicembre, alle 12.21: per tre piccolissimi minuti un sentiero di mani si creerà – dico meglio: creeremo, non è qualcosa che viene dal cielo – per 54 chilometri, da Torino a Susa.

Tutti i dettagli sono qui.

Io credo che per un progetto del genere non servano tante descrizioni, ma piuttosto una citazione:

Aut insanit homo, aut versus facit.

Insomma, come dice Orazio, la poesia salva la vita. O, come scriveva Pavese nel suo diario il 22 febbraio 1940,

Verrà un tempo che la nostra fede comune nella poesia farà invidia.

Il sentiero di venerdì è una poesia, una sinfonia, una preghiera e un’opera d’arte al tempo stesso. Io ci sarò – e vi aspetto.

Viaggio nell’Italia che cambia


Oggi è il giorno. Adesso è l’ora.

Daniel Tarozzi, direttore de “il Cambiamento”, parte per un viaggio di cinque mesi con l’obiettivo di incontrare quelli che lui chiama “gli agenti del cambiamento”, ovvero coloro che hanno deciso che le condizioni di vita cui sono costretti non vanno bene. E quindi cambiano.

O meglio, hanno già cambiato. Sovviene Montale:

Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono più liberi di lui.

“Cambiamento”, che bella parola… Il cambiamento che può partire solo da dentro di noi, tutto il resto sono sciocchezze. Aria fritta.

Conobbi Daniel alla stazione di Grosseto, un giorno in cui in agenda c’era la creazione dell’ufficio di scollocamento. E ora lui è in viaggio. (L’intero percorso può essere seguito qui.) Abbiamo già un appuntamento, che non poteva che essere nel mio angolo di paradiso sui monti.

Bene, non vedo l’ora di scambiare qualche parola […] continua a leggere »

Blackberry, carriere ecc.

Ho conosciuto Emanuela tanti anni fa, per poco e per caso. Era all’epoca una studentessa universitaria (brava), era chiaro che avrebbe fatto carriera.

Poi gli anni sono passati, la carriera (la prima parte, almeno) l’ha fatta. E, di nuovo casualmente, la ritrovo nel suo blog, aperto per parlare di un malessere e di una speranza:

Tra pochi giorni partirò per il Senegal.

Lascio un’avviata (dodici anni di esperienza) carriera nel mondo della pubblicità. […] Un contratto a tempo indeterminato, di quelli che non si vedono più, di quelli che molti miei coetanei non hanno mai visto, un ruolo chiaro, riconosciuto, un posto di lavoro sicuro. Sicuro.

Ma.

Tra i miei ma ci sono un blackberry troppo invadente, praticamente l’unico vero compagno della mia vita, e l’ansia.

L’ansia del vedermi a 34 anni con la strada segnata, dritta, lineare, scritta.

Per troppi mesi ho sentito un ticchettio. Tic tac. Non quello in cui spererebbe mia madre. Quello di un altro orologio, quello che continua a fare solo tic tac. Tic tac. Tic tac.

E quindi eccomi qui.

Allora. Chi cambia la sua vita è mio amico a prescindere, perché ha coraggio, perché non si accontenta, perché vuole […] continua a leggere »