Questo mio diario, nato sei anni fa per registrare le mie riflessioni sull’industria della traduzione e poi col tempo dilatatosi, modificatosi e cresciuto a contenere i miei pensieri in maniera più allargata – ho perso focus, questo è certo; ma io non voglio (né so) fare quello che mi conviene, voglio fare quello che mi va –, è anche lo specchio della mia ingenuità e del mio candore, che a volte sono un valore e a volte un difetto; ma sono sempre parte di me. Io non so mentire, e di conseguenza non so scrivere per finta.
Ora che Natale si avvicina – e Natale magari puoi non sopportarlo per lunghissimi periodi della vita per gli obblighi che comporta, ma quando hai bambini che gironzolano per casa è sempre un avvenimento magico, e non c’è da aggiungere altro –, questo post è sostanzialmente un augurio ai miei venticinque lettori.
A volte mi pare di smarrire gli obiettivi, di non sapere perché faccio le cose; tante volte i compiti che mi attendono mi paiono troppo difficili ma poi so, so che capita qualcosa che mi fare capire il perché di patimenti e tribolazioni che, a viverli, paiono troppo grandi e comunque […] continua a leggere »







