Autore: giannidavico

La vita 2.0, venti mesi dopo


Ho fatto quel che ho voluto, e questo è ciò che conta davvero. Ho scritto questo libro per me soprattutto, perché dopo il secondo non volevo più che passassero tanti anni tra l’uno e l’altro, perché mi picco di essere scrittore (che lo sia davvero o meno non è importante, credo di esserlo e questo è sufficiente) e uno scrittore scrive, perché sentivo di avere cose da dire, informazioni da passare, volevo lasciare il segno.

Il libro ha venduto poco, ma non importa: ogni tanto mi arrivano messaggi di complimenti e allora mi rendo conto che è per momenti come quelli che scrivo. Ovviamente credo che meriterebbe molto di più ma questo lo pensa qualunque autore; i messaggi di chi l’ha letto e – soprattutto – messo in pratica mi bastano.

Io non sono tanto bravo a vendermi ma anche questo non importa: lì ci sono ricette pratiche, ricette che funzionano e per me è sufficiente. La mia vita è già 2.0 da anni ormai, alla fine è questo che conta. Il libro in sé piano piano si […] continua a leggere »

I miei primi 45 anni


Per la prima volta, quest’anno trascorrerò il mio genetliaco – ennesimo et imminente – nella mia patria seconda, la Corsica: tecnicamente è dunque un anniversariu.

Anche se io mi sento sempre un ragazzo, quarantacinque anni sono tanti. Ma i bilanci non mi interessano, perché quel che ho fatto non è importante: conta invece quel che sta davanti a me, conta soprattutto il momento presente.

E il momento presente è la maestosa e silente e sconfinata bellezza di questi luoghi. Non potrò mai più fare finta che la Balagna (“Balagna” e non “Balagne”, perché when in Rome do as Romans do – e la lingua non ufficiale ma del luogo qui non è certamente il francese ma il corso) sia un semplice tratto di cartina geografica, ormai mi è nel cervello e nel cuore come la Corsica tutta – la mia patria seconda appunto.

Attraverso queste terre, percorro tratti lunghissimi di una terra assolutamente disabitata, arida, magnifica, e ogni tanto incontro minuscoli paesini, quali rari nantes in gurgite vasto. La sensazione è quasi di non sapere dove ti trovi, […] continua a leggere »

Blackberry, carriere ecc.

Ho conosciuto Emanuela tanti anni fa, per poco e per caso. Era all’epoca una studentessa universitaria (brava), era chiaro che avrebbe fatto carriera.

Poi gli anni sono passati, la carriera (la prima parte, almeno) l’ha fatta. E, di nuovo casualmente, la ritrovo nel suo blog, aperto per parlare di un malessere e di una speranza:

Tra pochi giorni partirò per il Senegal.

Lascio un’avviata (dodici anni di esperienza) carriera nel mondo della pubblicità. […] Un contratto a tempo indeterminato, di quelli che non si vedono più, di quelli che molti miei coetanei non hanno mai visto, un ruolo chiaro, riconosciuto, un posto di lavoro sicuro. Sicuro.

Ma.

Tra i miei ma ci sono un blackberry troppo invadente, praticamente l’unico vero compagno della mia vita, e l’ansia.

L’ansia del vedermi a 34 anni con la strada segnata, dritta, lineare, scritta.

Per troppi mesi ho sentito un ticchettio. Tic tac. Non quello in cui spererebbe mia madre. Quello di un altro orologio, quello che continua a fare solo tic tac. Tic tac. Tic tac.

E quindi eccomi qui.

Allora. Chi cambia la sua vita è mio amico a prescindere, perché ha coraggio, perché non si accontenta, perché vuole […] continua a leggere »

Massimo Gramellini, Fai bei sogni

Questo è un libro bellissimo, che merita pienamente il successo che sta avendo.

Conoscevo Gramellini solo molto tangenzialmente e distrattamente, ma il consiglio di un’amica mi ha spinto verso questo romanzo – questa storia, come la definisce l’autore – e l’ho trovato meraviglioso.

È un libro che parla dell’importanza del perdono, del lasciare andare le colpe come mezzo verso il crescere, verso il diventare tutto quello che possiamo diventare. Il tutto con una scrittura ariosa e leggera.

Una citazione:

Se alzi il velo sui tuoi tormenti più intimi, ti esponi alle critiche di chi trova insopportabile la sincerità perché ne teme il contagio.

E poi ce ne sarebbero tante altre, ma il libro mi ha rapito e ho preferito arrivare al fondo della storia anziché soffermarmi sui dettagli. Ora lo rileggerò con calma, cercherò di digerirlo. Ci vorrà tempo. Ma il succo, in due parole, è chiaro già da ora: perdona e passa oltre. A Gramellini sono occorsi quarant’anni ma ci è arrivato, questo è importante. Lo dice anche Antonio Albanese in continua a leggere »

Avere una rosa è importante


Avevo una serie di pensieri che non riuscivo a sistemare. Non preoccupazioni grandi, ma fastidi – tanti e diversi. Li pensavo, uno per uno, ma non riuscivo a dare un senso, un ordine. In questi casi il mio mondo non funziona, so che devo fare qualcosa per equilibrarlo.

Per fortuna ero diretto verso il mio rifugio tra i monti. È importante mantenersi sempre una via di fuga. La mia è una casa senza pretese in mezzo al bosco, ma non è questo il punto: è una metafora, conta che sia un luogo dell’anima, un rifugio per quei momenti dispari della vita.

Ho pensato alle parole del Piccolo principe:

È il tempo che hai dedicato alla tua rosa che ha reso la tua rosa così importante,

e in quelle parole, pensate in quel luogo, ho trovato una sistemazione a quei fastidi. Avere una rosa è importante, può fare la differenza tra un giorno dispari e uno pari.

Luoghi del futuro


A Piatta Soprana, frazione del comune di Montemale di Cuneo che fino agli anni Cinquanta gli abitanti li contava nelle centinaia, abitano oggi due persone, due vecchini che ti fanno tenerezza solo a guardarli, due custodi imperterriti del tempo che passa.

Piatta Soprana è oggi di fatto una borgata deserta; ma contiene in sé i segni del cambiamento.

Il sentiero che da qui parte per arrivare a Pradleves, il provenzale prato delle acque (tre ore di cammino a leggere i cartelli, ma di fatto poco più di due ore di buon passo), è stato recentissimamente sistemato.

Qui non c’è (non ora, almeno, se escludiamo il primo lunedì di agosto in cui la tradizionale festa della borgata impedisce l’accesso se non a chi arriva mooolto per tempo) vita sociale ma è tutto pronto per un rinascimento prossimo venturo: ci sono le case, in gran parte integre (e, cosa non da poco, economiche all’acquisto), ci sono tutte le utenze, c’è la strada (prontamente sgombrata d’inverno dalla neve).

La rivoluzione informatica prima e la crisi globale poi hanno reso le città […] continua a leggere »

Piovaschi


Ieri sera mi sono seduto di fronte a queste montagne che han fatto il mio corpo, imbruniva e io guardavo piovere.

Quel che succede all’esterno, quel che succede laggiù, in città, non ha molta importanza. Non è molto più di un rumore di fondo quel che arriva quassù.

Quel che succede dentro di me sì.

La mia realtà è fatta di cose minime, probabilmente insignificanti ad un occhio esterno. Tutto questo non vuol dire molto. Più passa il tempo e più mi accorgo di come la realtà e la mia realtà sono due entità assolutamente distinte. A volte si toccano, più spesso no – e va bene così.

Il tempo non è più un problema, il tempo è liberato e quindi libero. Le cose che contano sono ormai poche: ad esempio pensare, esplorare, guardare piovere.

Un po’ più in là


Di te non scriverò,
io sono tutta scritta di te.
Non c’è al di là del mio margine ombroso
pagina chiara che ti possa accogliere.
(Elena Clementelli)

L’anno scorso ero io ad andare oltre; adesso è lei, la mia primogenita.

Mi trovo proiettato in lei, in lei che approda in territori sconosciuti (sia della mente che nello spazio) e se la cava. E io la vedo imparare divertendosi. Ha un’opportunità fantastica e la sta cogliendo.

Roberta è consapevole del fatto che, andando oltre i propri limiti (e prendere un aereo da sola, attraversare l’Atlantico e giungere in un luogo sconosciuto dove parlano una lingua che capisci poco è, sotto tutti i punti di vista, andare oltre i proprio limiti – lo era per me, e avevo trentacinque anni, figuriamoci per i suoi dodici), qualcosa può andare storto. Ma ciò che conta veramente, il sugo di tutta la storia, è imparare divertendosi, è crescere. Andare un po’ più in là.

Il sugo di tutta la storia è andare oltre.

Roberta sa che […] continua a leggere »

Del partire e di altri accadimenti


Questo post avrebbe dovuto essere una lettera d’amore alla mia primogenita, che oggi avrebbe dovuto lasciare il nido per andare a conoscere un po’ di mondo al di là dell’oceano.

(Leopardi:

Ahi ahi, ma conosciuto il mondo
non cresce, anzi si scema, e assai più vasto
l’etra sonante e l’alma terra e il mare
al fanciullin, che non al saggio, appare.)

Lasciatala, avrei pensato a Giorgio Caproni:

Addio e addio e a Dio.
Soltanto chi non partiva (io)
partiva in quel rimescolio.

Poi è successo che il viaggio è stato rimandato di due giorni. Due giorni non sono nulla, in confronto al tempo e a tutto il bello che sono ancora da venire, ma sono un’eternità nella mente di una dodicenne già proiettata alla meta, con iPod, magliette, e un mondo nuovo tutto da scoprire.

All’accettazione, questa mattina molto presto, c’eravamo noi, un’assistente di volo inflessibile (com’è giusto che sia) e la delusione della piccola.

Ma le cose non accadono per caso e – a saperlo vedere – c’è […] continua a leggere »

Io non torno indietro

[originariamente pubblicato su La vita 2.0 il 16 giugno 2011]

Ho fatto due conti. Non di soldi, ma di tempo, di anni, l’unica risorsa critica.

Ho pensato che la mia vita mi piace così. Anche con tutte le magagne che contiene. Anche con le sconfitte, le liti eccetera. Mi va bene così. Ci sto bene.

E poi voglio guardare avanti. Io non torno indietro. Ci ho messo tutti questi anni per arrivare – per caso – ad un risultato che mi soddisfa. Ora posso solo andare avanti posso solo migliorare.

E mi rendo anche conto che la felicità degli altri può dare fastidio. “Ma come? Io lavoro come un matto e quello pratica il 25×44 ed è pure felice?” Di domani ignoro, ma in questi tre anni sono stato sempre molto felice (di una felicità che Rita Levi-Montalcini definirebbe probabilmente da bambini, ma tant’è), ho mantenuto la mia famiglia, ho coltivato dei sogni per me grandi. Non è una ricetta e non è una garanzia, ma è – semplicemente è.

Ogni […] continua a leggere »