Un piccolo grazie

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Ho costruito una bella bòita, in questi anni. Mi guardo indietro e riconosco di esserne fiero. Ho dato lavoro a tante persone, ho servito tanti clienti (nelle migliaia, in un caso e nell’altro).

(Il tutto per caso, by the way.)

Ma da solo, da solo avrei potuto fare ben poco: io so organizzare persone e mezzi, motivare, gestire: sono bravo in questo, ma tradurre non è il mio mestiere. So scrivere, e anche in questo mi picco di essere bravo: ma non sono un traduttore.

Allora questo è un ringraziamento, pubblico e cumulativo, piccolo e sincero, per tutti quei – tanti, tantissimi – traduttori con cui sono entrato in contatto in questi diciotto anni di mestiere. Se ci trovassimo tutti insieme riempiremmo un palazzetto dello sport. Alcuni li incontrerò presto, altri li conosco bene, altri ancora non li ho mai conosciuti di persona ma insomma: vi considero parte fondamentale di questa avventura.

E la parte più bella della nostra storia dobbiamo ancora scriverla.

Il mio tempo è mio

tempo
Sto diventando sempre più geloso e protettivo verso il mio tempo, tendo a dire no molto più spesso. Non voglio più seguire i mille rivoli di quel che si vorrebbe da me, voglio essere l’arbitro del mio stesso destino.

Già, perché faccio comunque troppi errori, ci sono troppe cose che non riesco a cambiare e che devo accettare così come sono, storte e nodose e involte: e dunque il mio tempo non sarà mai veramente mio al 100%. Cionondimeno è prezioso, è di fatto quello che mi definisce e io non voglio buttarlo via.

Per esempio sul lavoro non so che cosa sia una riunione, salvo casi del tutto eccezionali. C’è un libro che mi fa da guida e ci sono due principi cui mi ispiro, il principio di Pareto e la legge di Parkinson – e non molto altro, davvero.

La mia ricchezza è questa, ed è foriera di infinite sensazioni che è complicato (ma affascinante) descrivere: il tempo che mi rimane mi servirà anche e principalmente a cercare di […] continua a leggere »

Una vita

cit
Ero un infante tra le braccia di mamma, un suo possesso.

Ero un bambino diligente e timidissimo.

Ero un ragazzino che stava piuttosto da solo, più perché le cose andavano così che per scelta.

Ero un ragazzo studioso.

Ero un giovane uomo con un sogno, e mi piaceva pensarmi un giovane dio.

Ero un uomo giovane con qualche disillusione e sbavatura, ma le cose che succedono hanno una loro logica.

Sono un uomo fatto, coi capelli grigi e tanti progetti e sogni.

Sarò un uomo maturo, e che cosa accadrà vedremo.

Sarò un anziano con le sue fisime e croci. (Nel mio cuore nessuna croce mancherà.)

Sarò un corpo senza vita, ma allora sarebbe proprio bello un ultimo sguardo a verificare questo: se nel momento in cui il mio corpo entrerà in quel piccolo luogo che da decenni è destinato a me tante persone verseranno lacrime, e magari si fermeranno per qualche minuto intontite, allora sarò stato una brava persona.

Raduno Langit (Montemale di Cuneo, 19-20 luglio)

Piatta
Langit è stata la mia prima “casa” per le traduzioni, luogo virtuale in cui dal 1996 – con periodi di interruzione anche lunghi – ho imparato tantissimo, espresso le mie idee, dato notizie, raccolto informazioni, litigato furiosamente, incontrato persone in gamba e così via.

Diciotto anni fa, non solo per me, le cose erano molto diverse. Allora mi è parsa una bella cosa organizzare un raduno – un tempo erano molto più frequenti – per i simpatizzanti di questa lista, ma aperto a tutti i traduttori e alle loro famiglie, nel mio rifugio tra i monti il 19 e 20 luglio prossimi.

L’incontro è pensato come un momento conviviale nello spirito che da sempre caratterizza Langit. (Non sono successe solo cose belle, in tutti questi anni; ma lo spirito di comunità esiste, e come.)

Programma e aggiornamenti sono in questo gruppo FB.

In parole semplici è un incontro tranquillo – […] continua a leggere »

Un minuto è poca cosa

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Ieri. Alla Turin Half Marathon. 2:02:05.

Niente di eclatante, per carità – quasi mille runner hanno fatto meglio di me –, ma è un risultato significativo per me, che ho abbassato di oltre 23 minuti il mio tempo (so che migliorarsi partendo da fondo classifica può non apparire difficile, ma vieni te a correre!).

Tuttavia, al di là dei numeri il sugo di tutta la storia è questo: un solo, semplice minuto. Ovvero, io sono partito con l’idea di correre al ritmo di 7 minuti al kilometro, velocità che sapevo mi avrebbe permesso di arrivare in fondo; però appena dopo la partenza ho incontrato un amico (una persona con un obiettivo importante, una maratona tra 110 giorni, che ha tutte le carte in regola per raggiungere in pieno – Propp lo chiamerebbe l’aiutante magico), il quale ha corso al mio passo anche quando avrebbe potuto andare decisamente più veloce. Insomma, quel 7 è diventato 6 e io sono stato incoraggiato a tenere quel ritmo per me elevato; e l’ho mantenuto per tutto il tempo, anzi […] continua a leggere »

La cesura

Lei – la cugina più cara che ho – mi dice:

È difficile abituarmi all’assenza dei miei genitori.

Già, probabilmente per me è molto più facile (ora), che a pochi metri da me ho due vecchietti che si fanno compagnia, lui molto malfermo sulle gambe e lei amorosa nelle cure, in una casa tranquilla in un giorno qualunque, questo.
Centosessantaquattro anni in due, sono i miei genitori.

Ma se apri quella porta e trovi il vuoto, che cosa trovi? Che cosa pensi? Che cosa senti?

Storia vecchia. Alla fine è solo l’esempio che resta, tutto il resto passa come acqua fresca. Alla fine svuoti le tasche e ti rimane sono quello che hai dato, nulla di quello che hai preso ti rimane. Curioso, no?

Questo mio diario pubblico

Questo mio diario pubblico è lo specchio sostanzialmente fedele dei miei pensieri connessi alla professione e, più in generale, al tempo che mi rimane.

I commenti più fastidiosi sono quelli che mettono in dubbio la mia buona fede, come accaduto qualche giorno fa. Che mi si tacci tra le righe di ipocrisia. Perché ho dei grossi buchi di ignoranza – questo lo so, né lo nascondo -, ma quel che ho nel cuore ho nella penna, ovvero qui.

Ho cominciato qui, a novembre di sei anni fa, 273 articoli fa, a dire la mia sul mondo della traduzione: ovvero riguardo all’unico mestiere di cui, sebbene assolutamente per caso, io mi sia mai occupato. Poi col tempo la visione si è allargata, ho cominciato a scorgere, a immaginare, la fine del mio tempo, e quindi a dare importanza a fatti minimi della vita.

Già, perché alla fine questi pensieri non sono per nulla originali. Li espresse per esempio Rocco Scotellaro, tanti anni fa:

Ho capito fin troppo gli anni e i giorni e le ore
gl’intrecci degli uomini, chi ride e chi urla
giura che Cristo poteva morire a vent’anni
le gru sono passate, le rondini ritorneranno.
[…] continua a leggere »

Traduzione assistita: percezione e vantaggi

Ho fatto di recente una ricerca di traduttori inglesi: è un’attività di cui mi occupo periodicamente, perché la combinazione IT>EN è sempre merce rara in questo settore. Infatti, come dice Marco Paolini parlando dei napoletani, metà del lavoro l’ha già fatto la mamma: di fatto un madrelingua inglese in Italia ha possibilità di lavoro più elevate rispetto a persone di altre lingue.

Comunque. Da alcune risposte ho avuto sentore che in tanti, troppi traduttori (sedicenti o meno – questo lo ignoro) c’è un pericolo: ovvero quello che la traduzione assistita possa essere confusa con la traduzione automatica. E questo è un rischio non da poco, se presente nella mente di chi traduce, perché fa passare l’idea che un conto è tradurre e un conto è “quella roba là”, Google Translate, Bing e via dicendo.

Un traduttore, ad esempio, mi diceva:

Sono specializzato nella traduzione/revisione testi di argomento biomedico, i quali si prestano difficilmente all’utilizzo di CAT o altri programmi automatici.

Ora, io sono giunto abbastanza tardi ai CAT (sono lento in tutto, questa è la mia natura e non credo di poterla cambiare – forse modificare un pochino, ma cambiare no di certo), anche perché la mia formazione umanistica, Pavese, […] continua a leggere »

Quattro ore alla settimana

4 ore alla settimana
Non ho mai scritto una recensione vera e propria di questo libro.

Di fatto, però, se ripenso alle trasformazioni avvenute dentro di me negli ultimi anni, riconosco che ne è stata la benzina principale. (Tutto partì, credo, da qui, ma poi Ferriss mi diede gli strumenti per elaborare il mio pensiero.)

Ne ho comprate, nel tempo, diverse copie, in lingue e formati diversi. L’ho letto, riletto e ancora oggi lo consulto ogni tanto: mi serve a ricordare qual è la direzione.

Trovo abbastanza ironico che non si trovi nemmeno più a volerlo comprare, o che comunque sia un atto molto difficoltoso. È un mondo che brucia in fretta i suoi miti, si sa; comunque mi appare una cosa poco logica, date le informazioni che contiene.

Ne regalai una copia a Simone Perotti il giorno che lo conobbi. Fu un atto casuale, ma per come conosco il pensiero di entrambi mi sembrano decisamente allineati; anche se Ferriss è più “americano”, pratico e diretto al punto, mentre Perotti è più “filosofico”, europeo e […] continua a leggere »

Che cos’è la ricchezza?

Oggi partiamo da questo post dell’amico Fabian Kruse, il quale dice:

I’m not necessarily wealthy in terms of dollars, but I’m quite wealthy in terms of freely available hours.

Nel mio libro dicevo:

La vera ricchezza è data dal tempo che hai a disposizione, non dai soldi.

Aggiungo ora che enunciare questi “principi” è un conto, metterli davvero in pratica non è necessariamente la stessa cosa. Ancora Fabian:

The good thing: I feel that merely being conscious about it is already making a difference.

Tim Ferriss lo dice bene:

I am not the expert. I’m the guide and explorer.

Ovvero: qui – qui in questo luogo specifico, ma anche qui nel senso amplissimo delle nostre vite intere – si prova e si riprova, si sbaglia e si risbaglia per cercare di dare ordine ai nostri pensieri. Forse, alla fine e in buona sostanza, è questo che facciamo davvero, tutto il giorno e tutti i giorni.

L’obiettivo è dunque e comunque il tempo liberato. Liberato da fastidi inutili e da riempire di significato: sia per sé che aiutando gli altri. Naturalmente non tempo da buttare dalla finestra oziando, ma tempo da […] continua a leggere »