Mi sono trovato la settimana scorsa vittima dello “stress da consegna” – quel tipico lavoro lungo da fare in tempi brevissimi, che va per forza consegnato entro la tal ora del tal giorno (e naturalmente va fatto bene, ma questo è un datum e quindi non è da nominare). Il problema nasce dal fatto che io, in questo caso, ero “solo” il middleman, con poco potere di influire sul risultato finale.
Il traduttore per questo incarico è stato tough but fair – qualcuno con cui non è sempre facile andare d’accordo, però gran professionista, bravissimo.
Devo aggiungere che le scadenze pressanti cozzano un po’ – più di un po’, per la verità – col mio “sistema” di vita 2.0, che è fatto di tanti fattori, tra i quali la professione è importante ma non certo esclusiva in una giornata normale.
Il lavoro è stato eseguito a regola d’arte e consegnato nei tempi. Il project manager che è in me è stato soddisfatto.
Ma la parte filosofica del fatto mi interessa molto di più, perché è da essa che si possono ricavare lezioni utili per il futuro. E per questa parte ho pensato soprattutto a Nassim Taleb […] continua a leggere »






