Tag: industria della traduzione

L’annoso problema dei (micro)pagamenti

Ricevere pagamenti da aziende – tipicamente di traduzione – al di fuori dell’Unione Europea è sempre stato un problema per i traduttori, ovviamente dovuto ai costi notevoli delle transazioni.

Qualche anno fa PayPal irruppe sul mercato e, per un po’, si ebbe la sensazione che la difficoltà fosse risolta. Tuttavia, con l’andare del tempo è apparso chiaro che la situazione è certamente migliorata, ma il problema rimane. (Considero i pagamenti che ricevo via PayPal da clienti americani quasi il corrispettivo per un favore, perché mettendo insieme differenza di cambio e commissioni viene fuori un quadro piuttosto scoraggiante.)

Ora Common Sense Advisory segnala Translator Pay, un sistema che potenzialmente potrebbe diventare l’Amazon dei pagamenti (nel senso che la piattaforma è di fatto il luogo in cui avviene il passaggio di denaro), di piccola entità ma non solo.

Hélène Pielmeier, l’autrice dell’articolo, appare positiva rispetto al servizio:

We expect freelancers to take to this new service because they’ll be able to get faster payments, favorable exchange rates, and no transfer fees would be deducted from their payment whatsoever. LSPs will like it because they can batch process vendor payments without […] continua a leggere »

Tariffe

DC
Il post di oggi è l’ideale complemento a quello della settimana scorsa, scritto dalla traduttrice Gabriella Gentile sul tema sempre caldo delle tariffe.

Che cosa succede se il cliente offre 5 centesimi a parola?

È semplice: una risata, grassa, sonora e liberatoria. Una risata li seppellirà. Senza tante parole o fronzoli: si ride e si passa oltre.

Dice Gabriella:

Le agenzie cattive sono molte di più di quelle buone, […] le tariffe da fame (inferiori rispetto agli anni precedenti) sembrano essere diventate uno standard di mercato.

Mi sono affacciato a questa professione intorno al 1996, e udivo allora precisamente gli stessi concetti. La storia è sempre uguale a se stessa e si ripete. È ovvio – e anche logico – che un compratore offra poco, offra comunque “di meno”; ma, altrettanto, è logico che il venditore rifiuti la proposta e passi oltre.

In questi anni ho aumentato in maniera regolare i prezzi, perché questo garantisce ai miei clienti che io sarò qui anche domani a servirli. Sì, negli ultimi due anni ho […] continua a leggere »

Gabriella Gentile, Il mercato delle traduzioni: crisi o declino?

Lo spunto per questo post, della traduttrice Gabriella Gentile, è nato da un suo recente commento ad un mio vecchio articolo.

Ma il tema delle tariffe, si sa, è annoso e imperituro; e poi tocca ovviamente chiunque lavori per proprio conto. Ho chiesto allora a Gabriella di elaborare il suo pensiero sul tema. Il risultato è qui a seguire.

Enter Gabriella.

Lettera d’incarico, impegno, ricerche terminologiche, finalmente la consegna e la fattura: “siamo spiacenti ma il cliente ha limitato ulteriormente il budget e possiamo offrirle soltanto 0,05 centesimi a parola”.

La professione del traduttore, perché di professione si tratta, è oggi persa nell’ambiguità di un mercato in cui le agenzie cattive sono molte di più di quelle buone, in cui le tariffe da fame (inferiori rispetto agli anni precedenti) sembrano essere diventate uno standard di mercato.

Pensandoci su, come può essere possibile che negli anni le tariffe si abbassino invece di aumentare? È evidente che qualcosa non va. Medici, ingegneri e avvocati, hanno adeguato le tariffe al costo della vita così come sono aumentati i prezzi di beni e servizi e tutti pagano senza storcere il muso. […] continua a leggere »

Minestre pronte


Questo post è dedicato a coloro che hanno in animo di intraprendere la professione di traduttore. È un suggerimento operativo che può avere valenza anche più estesa, nel senso che le considerazioni che farò valgono per tutte le professioni (i fondamenti sono sempre gli stessi).

Mi arrivano, ogni tanto (ma puntualmente), mail da studenti che mi chiedono informazioni di vario genere sul settore: prospettive sul mercato, informazioni sulla tal opera, domande sui CAT e compagnia cantando.

Sono di persone che stanno compiendo degli studi universitari, e che lavoreranno con la parola scritta. Dunque io mi aspetto alcune cose semplici: che il tono sia appropriato, che tutte (ho detto tutte, non quelle più elementari) ricerche siano state fatte e così via.

Ad esempio una mail indirizzata a me ma mandata all’indirizzo info e non al mio non va bene: il mio indirizzo si trova dappertutto sul web, non ci sono attenuanti.

Ad esempio che mi si chiami “signor Davico” non mi piace: o sono Gianni o sono dottore. (E so bene che occorre guardarsi dagli asini specie se dottori, ma lo dico […] continua a leggere »

Lei, professore…


Quando persone che hanno investito del denaro e del tempo per venire ad ascoltare le cose che hai da dire vanno via soddisfatte dopo una giornata di seminario, posso ragionevolmente affermare che l’obiettivo è stato raggiunto.

Certo, sabato è stato facile: da un lato Beppe Bonavia ha parlato per un paio d’ore di problematiche fiscali, di IRPEF e di INPS, di ricevute e di conteggi (non l’avevo mai sentito prima, ma ha indubbiamente il gran pregio di rendere interessante una materia che di per sé non avrebbe molto per catturare l’attenzione di un uditorio); dall’altro Sabrina Tursi è intervenuta spesso a offrire una prospettiva differente, competente e più ampia sugli argomenti di cui abbiamo parlato.

Insomma del valore s’è dato (e questa è la mia preoccupazione prima, e sostanzialmente l’unica). Certo, il tutto nell’ottica di un ambito lavorativo difficile, di un mondo della traduzione che cambia in fretta e così via. Ma il quadro generale è chiaro a tutti: il punto è […] continua a leggere »

memoQfest USA 2013


Certo, parlare da qui di una conferenza molto specialistica che si terrà dall’altra parte dell’Atlantico (mooolto al di là) appare forse un po’ pretenzioso. Eppure memoQ è un ottimo strumento, potente e moderno, che ha tutti i requisiti per giocare un ruolo di primo piano nel campo dei software che assistono il traduttore nel suo lavoro.

Quindi San Antonio, Texas, 31 gennaio – 2 febbraio 2013.

Tra gli interventi meritano un cenno almeno quello di Mike Dillinger, vicepresidente dell’AMTA (Making MT Work – Four Scenarios), e di Gábor Ugray, che è a capo dello sviluppo di Kilgray (Zen and the art of memoQ maintenance).

Già, che ci piaccia o no la traduzione automatica è qui per rimanere, e può essere un alleato potente del traduttore. Il mercato cambia, come’è logico e inevitabile che sia (anche il mio meccanico me lo immagino con la chiave inglese e le mani sporche d’olio, ma lui utilizza dei computerini che mi fanno impressione); e negli scenari che mutano le […] continua a leggere »

Articoli di marketing per traduttori

DC
Sto preparando l’ormai prossimo seminario sul marketing per i traduttori che si stanno avviando a questa carriera, e questo per me significa prima di tutto studio e ripasso, per offrire a chi ci sarà contenuti freschi, aggiornati, di peso.

E lo studio, va da sé, si basa innanzitutto su articoli pescati in rete. Ecco qui a seguire un florilegio commentato di articoli in tema di marketing per i freelance: chi sarà presente può prepararsi anche partendo da qui, e chi non ci sarà potrà comunque trovare degli spunti interessanti per il mestiere.

Sono semplici suggerimenti sul come entrare nel mercato (da una porticina laterale, perché quella principale è quasi sempre chiusa).

Full disclosure: nelle mie ricerche ho un pusher di fiducia, cui va il mio grazie – sto parlando, ovviamente, di Sabrina Tursi, le cui imbeccate sono state preziose per arrivare a materiali come questi.

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ATA, ALC e compagnia cantando

Quando sono entrato in questo settore ero un ignorante completo, nel senso etimologico del termine: non avevo nessuna conoscenza di prezzi, colleghi, strumenti, associazioni eccetera.

Col tempo, poi, ho scoperto Federcentri e in seguito financo l’America: ATA, ALC e STC.

Ora ho deciso che non rinnoverò più la mia iscrizione all’ATA: dopo dieci anni ho capito che è il momento per me di passare oltre. Mi sovviene Pavese (Il mestiere di vivere, 16 agosto 1950):

La mia parte pubblica l’ho fatta – ciò che potevo. Ho lavorato, ho dato poesia agli uomini, ho condiviso le pene di molti.

Anche vedendo le foto della recente conferenza (dell’Italian Language Division, e dunque di una parte che dovrebbe essermi familiare) trovo tanti volti sconosciuti in mezzo a pochi che conosco. E anche l’America per motivi vari è uscita dal focus dei miei clienti: è rimasto qualcosa, ma negli anni mi sono di fatto ri-concentrato in Italia (ho fatto il giro del mondo per tornare più o meno al punto di partenza – e questo, per quanto controintuitivo, ha certamente le sembianze del crescere).

Però questi dieci anni di […] continua a leggere »

Tradurre file di Autocad


C’è un problema che, sporadicamente ma puntualmente, si è presentato nella mia carriera di PM: come tradurre i file di Autocad in maniera rapida ed economica. Poiché penso alle quantità di tempo e di denaro che abbiamo investito in passato per trovare una soluzione, mi piace oggi segnalare questo software, ZTrad.

L’applicativo serve a estrarre i testi di disegni Autocad in maniera che possano essere tradotti (in Word, per esempio), e poi re-importati nel disegno stesso. Il tutto in pochi e semplici passaggi.

Questo software dà un aiuto molto specifico e probabilmente piccolo nel contesto della traduzione tecnica, ma – come chiunque abbia dovuto tradurre decine di file Autocad sa – si tratta di una questione che quando sorge ha bisogno di una soluzione veloce: è un prodotto che accogliamo dunque volentieri nel ventaglio delle nostre possibilità.

Nel laboratorio di un traduttore – Pisa, 1 dicembre 2012

Fino a che qualcuno non muove un passo, nulla nel mondo cambia.

Se io lavoro per conto mio non devo solo essere bravo (no, bravissimo) a tradurre, ma anche bravo (no, più che bravissimo) a promuovere i miei servizi, a vendere, a far di conto, a fare le fatture, a usare i social e così via.

Di questo, in poche parole, parleremo a Pisa il 1 dicembre. Non dimenticando che il traduttore non è un dipendente, quindi deve assumersi i suoi rischi (come ciascuno nel mondo del lavoro di oggi e di domani). Alla fine trovare il proprio posto nel mondo non è complicato, ma ha le sue regole. Regole che vanno seguite e applicate.

Già, perché aveva ragione Gramsci, quando nelle Lettere dal carcere parlava del concetto di difficile (o, ciò che è lo stesso, di facile): difficile rispetto a che cosa? È l’impegno che fa la differenza. Sono le regole del gioco.

La prima edizione milanese di questo workshop è stata un successo. Questo a testimonianza del fatto che il problema è sentito, che c’è necessità di sapere che cosa fare.

Ma un punto […] continua a leggere »