Tag: industria della traduzione

Luigi Muzii, Thomas Gresham, John Maynard Keynes e il presente dell’industria della traduzione


Prendo spunto da questa intervista fatta a Luigi Muzii per esprimere qualche pensiero sull’industria della traduzione.

L’intervistatore, Paul Sulzberger, cita questo post di Don DePalma per sostenere che, anche se la domanda di traduzioni è in aumento,

prices appear to be dropping or at least are stagnant.

Desidero stabilire un primo punto generale qui. Abbassare il prezzo di un servizio che si offre stabilmente in un qualunque mercato è un suicidio professionale. Piuttosto, allora, meglio perdere il cliente o i clienti – decisamente meglio. Questa regola vale per chiunque in qualunque mercato. Insomma abbassare il proprio prezzo unitario è sintomo di una malattia che non può che peggiorare.

Seconda considerazione, questa specifica: chi dice che i prezzi siano in discesa? È, leopardianamente, una fòla. I prezzi dei servizi professionali – qualunque servizio professionale – non sono mai in discesa, per il semplice fatto che i servizi professionali servono al mercato. Il cliente ha bisogno […] continua a leggere »

L’industria della traduzione e la Inc. 5000


Io un po’ l’ho presa dagli americani, questa mania di numeri e statistiche. O meglio, la loro ossessione per le classifiche ben si sposa col mio amore per i numeri. Ora Inc. pubblica come tutti gli anni Inc. 5000, l’elenco delle aziende americane a crescita più rapida, e io un po’ mi sento a casa.

Anche perché quest’anno sono venti le aziende del nostro settore a far parte della lista, come ci fa sapere Common Sense Advisory. Ed è una sorta di ritorno a casa perché per me un elenco del genere è prima di tutto un’enumerazione di amici conosciuti negli anni a varie conferenze negli Stati Uniti e altrove. Dunque un ritorno al passato, in un certo senso, o una sorta di conferenza virtuale.

Tre anni fa notavo la medesima cosa. Insomma è un fenomeno che si ripete.

Mi fa piacere vedere che persone con cui ho conversato, pranzato, passato del tempo sono alla guida di aziende sane, che crescono, che creano lavoro. Insomma […] continua a leggere »

Eliminare il lavoro sporco


Segnalo questo articolo di Don DePalma, perché concerne una frontiera che dovrà per forza essere superata nella gestione dei progetti di traduzione.

In due parole, l’idea è di incaricare il sistema di fare buona parte del lavoro sporco, mentre il PM interviene solo quando ci sono eccezioni.

È una barriera di cui da anni tanti gli operatori del settore sono consci, perché i PM si scontrano continuamente con la ripetitività di compiti che potrebbero essere automatizzati. Ricordo che nel mio primo viaggio “d’affari” negli Stati Uniti, la mia valigia di cartone e io, uno degli incontri fu con un collega il quale mi parlò di un sistema che stava elaborando proprio con questo fine: forse era un precursore, probabilmente era troppo avanti con i tempi, poi i tempi andarono più avanti di lui e il progetto non divenne realtà; ma l’idea era proprio quella di togliere l’elemento umano dal processo ogniqualvolta ciò fosse pensabile.

Ricordo tutto questo con vividezza, ricordo il panorama che si godeva dal suo ufficio, […] continua a leggere »

Scenari futuri, i CAT, la MT ecc.

Perché i traduttori in Italia sono troppi ma i traduttori qualificati, quelli che costituiscono il cosiddetto premium market, non sono abbastanza?

(Storia vecchia, peraltro. È una sorta di segreto di Pulcinella, e in due parole dice che chi fa bene viene premiato. Condisci la storia come vuoi, ma alla fine è tutta lì.)

In generale, la domanda di traduzione è in aumento. Secondo IBM, il 90% dei dati esistenti oggi è stato creato negli ultimi due anni.

In un mercato da 31,4 miliardi di dollari (di cui – stima mia – un miliardo di euro imputabile all’Italia) le opportunità abbondano, e come sempre sopravvive chi meglio si adatta al cambiamento.

Che cosa significa questo, per un singolo traduttore? I CAT sono diventati talmente onnipresenti e necessari da essere scontati. Idealmente un traduttore dovrebbe conoscere – e fattivamente usare – i principali.

Marco Cevoli aveva preparato un documento interessante, una tavola di comparazione tra i vari CAT. Ovviamente questi dati invecchiano in fretta: per esempio in questo file, che risale a sei mesi fa, memoQ è dato a 149 euro, mentre il prezzo corrente […] continua a leggere »

Dopo Milano


Dopo Milano, a corso terminato, la mia domanda a me stesso è stata: “Avrò consegnato abbastanza valore a chi ha speso dei soldi e del tempo per venirmi a sentire?” A giudicare dai feedback la risposta è positiva, ma rimane sempre qualcosa che si sarebbe potuto fare meglio, qualche dettaglio da aggiustare eccetera.

Qualche giorno fa ho sentito, non ricordo più da chi, un concetto del tipo “chi insegna ad un bravo allievo impara due volte”. Sì, alla fine l’essenza del trasmettere la conoscenza sta tutta nella conoscenza che di rimando se ne deriva.

Abbiamo parlato di marketing, naturalmente, di CAT, di fatture e quant’altro. Ho cercato di fare una panoramica il più possibile completa sulla professione. Già, perché l’idea fondante non è che il traduttore è bravissimo a tradurre e basta: no, il traduttore è bravissimo a tradurre e (almeno) bravo – molto bravo è meglio – a fare le fatture, negoziare, vendere e così via.

Un professionista è un professionista a tutto tondo, insomma. Questo […] continua a leggere »

Il laboratorio milanese

Ho finito di preparare – fatica e gioia si intrecciano, in questo mettere insieme parole e immagini – la giornata milanese del 14 aprile, in cui parleremo delle basi per la professione di traduttore: come entrare sul mercato, come farsi conoscere, come stabilire i propri prezzi e così via.

In più, parteciperanno anche Giuseppe Bonavia, commercialista esperto in materia di problematiche fiscali per traduttori, e Sandra Bertolini, presidentessa AITI. Personalmente adoro questi incontri in cui si condivide la conoscenza per ricavare delle indicazioni pratiche su che cosa fare, a partire dal momento preciso in cui l’incontro finisce, per lavorare non tanto dentro la propria attività ma sopra, nel senso di fare le mosse di marketing giuste, impiegare gli strumenti più utili ai propri scopi e così via.

Certo, poi ciascuno il lavoro proprio dovrà farlo da sé, e questa è la parte più difficile di tutte; ma capire bene prima che cosa occorre fare è meglio per risparmiare tanto tempo dopo.

Motivare, spingere all’azione è il mio compito principale in questi casi (“io non sono l’esperto, sono l’esploratore e la guida”, per dirla con Tim Ferriss). Dopo tanti anni […] continua a leggere »

La fuffa del marketing

Sono nel settore delle traduzioni per aziende da quasi vent’anni ormai. Ho partecipato a conferenze, ho avuto a che fare con migliaia [sic] di traduttori e di clienti, ho scritto libri e articoli, tengo questo blog da anni eccetera. Ciò significa che due o tre cose dell’industria della traduzione – non sarà superfluo ricordare qui che sono stato io, di pirsona pirsonalmente, a introdurre questo sintagma nella lingua italiana – le conosco; e allo stesso modo sono conosciuto in questo ambiente.

Lunedì scorso esce questo post non firmato, che attacca il workshop del 14 aprile prossimo in cui parleremo di marketing per traduttori agli esordi della professione. L’ignoto autore dice in sostanza che la formazione è fuffa, sono trucchi per spillare soldi ai traduttori, mentre “il futuro invece è qui: Da traduttori per traduttori”.

Un tempo attacchi del genere, che sfiorano il personale pur essendo di fatto anonimi, mi facevano arrabbiare (gli archivi di Langit sono pieni delle mie filippiche); ora mi fanno al più sorridere.

Ho inserito un commento, in cui dicevo che la critica è legittima, ma la […] continua a leggere »

Nel laboratorio di un traduttore


E via, si riparte.

A Milano il 14 aprile parleremo di marketing per i traduttori. “Di nuovo?” Sì, e con qualcosa in più: questo incontro è dedicato ai traduttori che hanno da poco iniziato il mestiere e agli studenti degli ultimi due anni delle scuole di traduzione che hanno in animo di intraprendere questa carriera.

(Con l’immodesto proposito di contribuire a colmare una grossa lacuna che ho sempre visto nelle scuole di traduzione: il collegamento tra il mestiere e il mercato.)

Gli argomenti non mancano. Il marketing in primis, ovviamente: il marketing è la chiave di tutto. (Finché qualcuno non fa una proposta nulla accade nel mondo.) E il marketing vuol dire avere un sito ben fatto, scrivere un résumé efficace, sapersi presentare nei vari social network (e di persona ai clienti potenziali, si capisce) eccetera.

Ma oltre a questo parleremo anche di contabilità: come compilare una fattura, come tenere la contabilità e così via. “Parleremo” è un plurale maiestatis: è più esatto dire che ne parlerà Giuseppe Bonavia, commercialista e […] continua a leggere »

L’industria della traduzione in Italia. Prospettive di lavoro e opportunità


Il titolo di questo post riprende il mio intervento di martedì scorso presso l’agenzia formativa Tuttoeuropa. Qui voglio fare qualche considerazione a margine.

Il pubblico, ragazzi che – ahimè – potrebbero quasi essere miei figli (note to self: Gianni, senti per caso il peso del tempo che passa?), era molto attento. L’impressione è che si siano trovati un po’ spiazzati a sentire parlare di marketing e informatica e non di lingua o traduzione. Ho cercato di instillare più volte in loro l’idea della vendita di un prodotto o servizio, del fatto che il marketing è alla base di tutto nel mondo del lavoro, del fatto che “qualità” è una parola vuota di significato eccetera.

Perché la vostra, ragazzi, è la generazione del troppo di tutto: ma voi avete i mezzi per farvi valere. Fatevi valere.

Come sempre, conto di aver parlato per i felici pochi; ma credo che […] continua a leggere »

Dicono le agenzie

L’8% del mio fatturato di quest’anno è andato in crediti che non verranno mai più riscossi. (Requiescant in pace.) Qualche altro punto percentuale è di clienti che ci marciano.

(Per me non sono perdite, preferisco considerarli soldi spesi nella mia formazione.)

Dicono le agenzie.

Un traduttore un giorno mi ha detto che avrei dovuto fare un fido per pagare le fatture in sospeso. Dal punto di vista etico-morale il ragionamento non fa una grinza. Allora io però dovrei dire la stessa cosa al mio cliente. E lui che fa? Ride. (Vallo a contattare, chi ci marcia: è in perenne riunione, un dinosauro nell’era digitale.) E io che faccio? (Certo, ho già abbandonato quel cliente ma intanto la fiducia c’era, il lavoro è stato fatto eccetera.)

Agenzie maledette.

Se le agenzie non avessero senso economico non esisterebbero. Ho superato i quindici anni di questo mestiere, mi sento quasi un veterano e sento sempre gli stessi discorsi. Ma alla fine mi sembra che tutto si risolva in poche parole: se sei un traduttore hai un’impresa, per quanto piccola, dunque accetti il rischio e il fatto che a volte le cose possano non andare come pianificato.

Puoi cambiare il […] continua a leggere »