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Storie di marketing per traduttori – Torino, 3 dicembre 2011


A volte dimentico che ho sempre amato il marketing – quello sano, quello che crea valore. Ma poi mi vengono in mente le parole di DeNiro in Prima di mezzanotte (“Eh… mi sento di nuovo sbirro”). E si ricomincia.

Io so di poter trasmettere valore. Anche se il mercato sta cambiando – ma quando mai non sta cambiando? –, anche se c’è la crisi, anche se il concetto stesso di traduzione (e, ancor più, di traduttore) muta il suo senso.

Sì, i traduttori in Italia sono troppi. È un fatto con cui dobbiamo convivere. Ma questo non significa che non ci sia lavoro per chi eccelle. E noi il 3 dicembre a Torino – qui il programma completo – parleremo di come utilizzare il marketing a proprio vantaggio.

Grazie, ovviamente, a Sabrina: è lei che rende tutto questo possibile.

Prerequisito (forse scontato, ma è bene ribadirlo): che si offra un servizio niente meno che eccellente. Il marketing non fa miracoli. Migliora le cose, ma non fa miracoli.

Per dirla con […] continua a leggere »

Guardare indietro per guardare avanti: Peter Eustace, traduttore


Peter Eustace è per me innanzitutto un amico. No, non l’ho mai visto di persona ma lavoriamo insieme da tanti anni, e ogni singola volta in cui ero in difficoltà lui mi ha offerto aiuto e risolto un problema. È una persona generosa, serena, tranquilla. È anche poeta: qui il suo ultimo libro, e qui una recensione. E anche un traduttore da tempo immemore: ha molta esperienza, e ho pensato che la sua storia sia interessante e utile per i lettori di Brainfood. Gli ho chiesto di raccontarla. Nelle sue parole:

Ci sono molti momenti nella vita – di studio, di lavoro, di amore – quando è necessario guardare indietro per poter guardare (e andare) avanti. Da ex giocatore di scacchi, so che è più facile e più piacevole rivedere le partite vinte che studiare quelle perse, ma i veri campioni delle 64 caselle hanno sempre detto che bisogna studiare gli errori propri o i colpi di genio altrui per […] continua a leggere »

DISC: tariffe

Non credo che, il tempo passando, le cose cambieranno.

Qualche settimana fa mi sono reiscritto a Langit, dopo un assenza di qualche mese che seguiva un periodo ininterrotto di tredici anni di frequentazione. Ho ritrovato che la maniera di rapportarsi ai clienti e in particolare ai prezzi è spessissime volte la medesima: “sentite che proposta indecente mi hanno fatto”, “quell’agenzia mi offre x centesimi a parola e io non accetterò mai” e così via.

Forse non dovrei essere stupito, ma lo sono.

Il problema – uno dei problemi, forse – è che il numero di traduttori è in aumento, l’esperienza media in diminuzione, la caccia al cliente sempre più garibaldina. Troppi traduttori non affrontano il mercato in maniera professionale.

Mi si taccerà di visione semplicistica, ma a parer mio le cose sono molto chiare: tu vedi quel che vuoi vedere. E tra l’altro ritengo che questa considerazione valga per qualunque settore.

Insomma è un mondo difficile se pensiamo che lo sia. Altrimenti è tutto lineare e limpido.

Another day in the office

L’altro giorno telefona un traduttore alle prime armi, molto candido per la verità. Mi dice che si è appena laureato e sta cercando di cominciare, per cui se abbiamo bisogno per traduzioni eccetera. Io gli dico che no, perché noi lavoriamo con traduttori professionisti, anche se mi rendo conto che da qualche parte bisognerà pur iniziare.

“Ma nemmeno per le revisioni?” “Eh no, le revisioni sono la stessa cosa, nel senso che vengono fatte comunque da traduttori e/o revisori professionisti”.

“Va bene, però allora se lei mi lascia un indirizzo mail nel caso in cui possa avere bisogno le mando il mio curriculum”.

Questo è l’episodio. Io questa scena l’ho già vissuta countless times e faccio qualche considerazione.

La prima è la “tenerezza” che mi fa questa persona, perché rivedo il me stesso di vent’anni fa o quasi. Quindi da questo punto di vista lo invidio.

La seconda è pratica, di lavoro: nessuno sta aspettando quella persona, o chicchessia, per aggiungere un nome al database dei traduttori. Dunque la priorità è sapersi presentare in maniera professionale e dimostrare che si può portare valore al cliente (anche parlando la sua lingua).

E in questa direzione specifica c’è molto da fare, […] continua a leggere »

Dopo Pisa

Lo so, è la vanità che mi fa parlare, ma la sensazione più bella l’ho provata a corso finito, quando ho ricevuto un applauso caloroso, molto più lungo di quel che mi sarei aspettato, tant’è che Pierangelo per togliermi dall’imbarazzo ha detto qualcosa come “Basta, altrimenti si commuove…”

A Pisa, sabato, è stata una giornata impegnativa. Mi ero preparato a lungo, e Sabrina aveva organizzato in maniera impeccabile il workshop; ad un certo punto l’evento è iniziato e c’ero io, ragazzo ex-timido, davanti a venticinque persone che avevano pagato dei soldi, investito del tempo e delle energie per venirmi a sentire, ovvero per portare via dalle mie parole dell’ispirazione e degli spunti pratici sul come fare marketing verso i loro clienti. Era una responsabilità, ma non mi spaventava: so che ho del valore che posso trasmettere.

Stando ai commenti ricevuti dopo, la giornata di formazione di sabato è stata recepita molto bene dal pubblico. E cosa dire delle richieste di dediche sui miei libri?

Bene, sono contento. Anzi, sono felice. Ma non basta. I commenti e le osservazioni su ciò che si può migliorare saranno un’occasione di crescita. E tutti coloro che erano in aula […] continua a leggere »

Marketing, ancora marketing

Sabato 26 marzo a Pisa parlerò di marketing per il traduttore professionista: analizzeremo i principali strumenti che abbiamo a disposizione per contattare in maniera creativa i nostri clienti potenziali.

E lo faremo nell’ottica della condivisione della conoscenza: mettere insieme quanto sappiamo per giungere ad un ordinamento di livello superiore. Nelo Risi:

Vorrei solo che dall’urto
nascesse una più energica morale.

Ecco, una più energica morale – si parva licet – per chi ci sarà quel giorno mi sembra un bel risultato. Una più energica morale nel senso di pensare al marketing come fonte di energia e creatività, come divertimento (il lavoro dovrebbe essere così, dopotutto – almeno secondo me). Il marketing 2.0, potremmo dire.

Ecco un florilegio di argomenti che toccheremo:

1. permission marketing vs. interruption marketing, ovvero l’empatia come chiave per il successo nelle relazioni d’affari;

2. chi sono io? Chi sono i miei clienti? Ovvero, occorre definire i propri servizi e la tipologia di cliente che si intende servire, analizzare i propri punti di forza e di debolezza (avere sempre in mente lo scopo per cui si intraprende una data azione, insomma);

3. strategie di prezzo, e come stilare un preventivo;

4. servizio al cliente come marketing […] continua a leggere »

L’industria della traduzione come punto di incontro tra il fornitore-traduttore e il cliente-agenzia

Ho ricordi molto piacevoli dell’ultima conferenza AITI (Bologna, 6-7 giugno 2008): clima festoso e collaborativo, organizzazione impeccabile, una sorta di grande festa del mondo della traduzione.

Ero stato invitato a parlare, e con Frauke Joris avevamo preparato un intervento sulle solite questioni “calde”: tariffe, rispetto.

Un tempo tremavo all’idea di parlare in pubblico, da qualche anno invece mi carica. Anche a Bologna è stato così. Mi sovviene – anche se il parallelismo è un po’ ardito – Luca Goldoni, che da persona assai timorosa all’idea di apparire in pubblico si è aperta con gli anni fino a diventare un affabulatore brillantissimo.

In questi giorni, a chiusura di quel cerchio, ho ricevuto gli atti. Ecco qui il sunto dell’intervento mio e di Frauke che quegli atti contengono.

Una nuova primavera

La veniente primavera romana sarà gravida di eventi per quanto riguarda le conferenze nel nostro settore:

Luspio Translation Automation Conference (5-6 aprile);
6th EUATC International Conference (8-9 aprile);
1st ProZ.com Europe International Conference (21-22 maggio).

Sono bei segnali di iniziative che si prendono, cose che si fanno, figure – nel senso auerbachiano del termine – che non si aspetta che qualcosa succeda; o, per dirla alla Simone Perotti,

Ecco gente che mi piace. Gente che prende e va, che non si limita a dire, che non si accontenta di far sapere da che parte sta, ma dimostra, agisce, colpisce dove serve.

I risultati li valuteremo poi. Ma non sono un problema: partecipare ad una conferenza è, dal mio punto di vista, positivo a prescindere. E la scelta qui è ampia, e i nomi dei relatori garanzia di cose fatte per bene e del fatto che si apprenderanno dei concetti interessanti e utili.

Gli ambiti sono naturalmente diversi, ma tutti a modo loro significativi.

Nel caso della LTAC (dove – fatto non secondario – la partecipazione è gratuita), si parlerà di tecnologia applicata alla traduzione e alla […] continua a leggere »

Il marketing per il traduttore professionista. Strategie e modalità operative

Che cos’è il marketing? Per me, è quell’insieme di attività che portano il tuo servizio da te al cliente, ovvero il processo attraverso il quale si inducono i potenziali clienti a dare valore al tuo servizio. Quindi, ciò che tu quotidianamente fai per far sì che i tuoi clienti apprezzino i tuoi servizi, e scelgano te in caso di bisogno.

Ne parlerò sabato 26 marzo a Pisa, in una giornata dedicata al marketing per il traduttore: metterò a disposizione di chi avrà la pazienza di ascoltarmi un pezzetto della mia esperienza. Il tutto con un taglio pratico e diretto (le cose teoriche non le ho mai capite bene, è un mio grande limite): dirò la mia su che cosa è opportuno fare per avere e mantenere più clienti.

Questa giornata è resa possibile grazie all’energia di Sabrina Tursi, traduttrice che organizza da tempo corsi dedicati ai traduttori su temi di interesse per la professione (sua è anche l’organizzazione di Gli adempimenti fiscali del traduttore/interprete professionale, che ha già avuto diverse edizioni – l’ultima a Milano la settimana scorsa). Qui il programma completo e le modalità di iscrizione.

Dagli albori di Tesi & testi, e anche prima, il marketing […] continua a leggere »

De aestimationibus

Nei giorni scorsi mi sono capitati due fatti molto simili tra di loro. Avevo preparato due preventivi (di qualche migliaio di dollari e di euro rispettivamente), che poi non si sono tramutati in ordini perché le offerte concorrenti erano più basse del 60 [sic] e del 40%.

Ora, io faccio questo mestiere da quindici [di nuovo, sic] anni e sono convinto di aver già assistito a tutte le situazioni possibili in questo campo. Anche questa non mi è nuova. Forse i clienti torneranno dopo che i loro clienti che leggeranno quei testi avranno riso (dal punto della teoria economica non è sensato che un prodotto costi il 60% in meno di un altro simile, a meno che io non sappia più fare i calcoli o che l’altra offerta sia priva di sostanza), o forse no.

Tutto sommato non lo ritengo importante. Non cambia la percezione che ho di me. Non è importante il fatto di non aver preso i lavori – i clienti vanno e vengono –, è invece fondamentale l’interpretazione che noi diamo ai fatti.

E la mia interpretazione è stata questa: ci ho rimuginato su per mezz’ora, poi mi sono detto che avevo fatto le cose per bene, […] continua a leggere »