Tag: industria della traduzione

CV e lettera di presentazione

Carducci
Abbiamo parlato di come scrivere un curriculum, giovedì.

Mi rendo conto che sono argomenti prosaici, molto terra terra; ma del resto le basi servono per costruire carriere solide (non ne sono ingrediente sufficiente, questo no).

Parlando in seminari come questi la mente mi va spesso al me stesso di vent’anni fa, quando mi trovavo in situazioni simili. Sarei stato un bravissimo editor, per dire; ma mi mancò il coraggio di presentarmi di persona a Giulio Einaudi, che mi avrebbe certamente accolto nella sua squadra.

Poi presi altre strade; sostanzialmente costruii quel lavoro che, allora come ora, scarseggiava. Fui fortunato, certo; e credo anche che le condizioni di oggi siano ben diverse da quelle di allora.

Io, ad ogni modo, sono partito da quello che abbiamo (che può anche non essere molto) e da lì ho cercato di costruire. Sono partito da regole base, che potrebbero apparire scontate ma non lo sono:

– ho ricordato ad esempio il fatto che Carducci ai suoi esami di letteratura italiana all’università di Bologna […] continua a leggere »

Traduttori si diventa

words
Be’, i commenti dei partecipanti al primo incontro di questo corso sono stati molto positivi. Questo è un primo risultato; naturalmente non basta, perché è importante che le informazioni che sono passate diventino poi pensiero in chi le ha recepite, e soprattutto, poi, azione. Pavese: essere e fare, potremmo dire con Italo Calvino.

Per me era la prima volta in cui tenevo un seminario a distanza – io, lo schermo davanti e laggiù, chissà dove, un gruppo numeroso di traduttori e aspiranti traduttori che attendevano suggerimenti. Ho avuto un po’ d’ansia prima di cominciare, ma una volta che il seminario ha avuto inizio non ho più pensato, ho semplicemente fatto quel che so fare bene.

Come amo ricordare in questi casi citando Tim Ferriss,

Io non sono l’esperto. Sono l’esploratore e la guida.

Il che significa che mi prendo la responsabilità delle affermazioni che faccio, che illustro dati e non solo opinioni; e nello stesso tempo che mi rendo conto che la materia è delicata perché i […] continua a leggere »

Domani

STL
Ho iniziato a lavorare (lavorare, via, condividere è più soddisfazione che lavoro) con Sabrina Tursi quasi quattro anni fa, e grazie a lei ho tenuto per STL diverse giornate di seminario in aula, in cui abbiamo parlato degli argomenti che conosco (il marketing per il traduttore, con tutto quel che gli sta intorno).

Domani alziamo l’asticella, per così dire: sarà la mia prima giornata di corso a distanza. L’apprendimento a distanza ha diversi vantaggi e qualche svantaggio: è più economico ma meno “interattivo”, in estrema sintesi. Ma non per questo non è utile, anzi: la mia promessa con me stesso è che chiunque vi prenda parte ricavi dall’investimento un valore almeno dieci volte superiore – altrimenti se ne perde il senso.

L’intero programma è qui. E devo dire che è davvero completo, perché copre ad ampio spettro tantissimi temi che interessano i traduttori che fanno il loro ingresso sul mercato, e sono dunque desiderosi di apprendere qualche strumento in più.

L’appuntamento con me è […] continua a leggere »

C’è un mondo, là fuori

Ho seguito con interesse una discussione nata il 10 agosto sulla lista ATA Business Practices. L’input iniziale è venuto da Kevin Hendzel (del cui blog ho parlato qui), sempre attivissimo sui temi delle relazioni con i media per i traduttori.

L’articolo in sé non diceva nulla di particolare, ma ha scatenato una discussione lunghissima e decisamente stimolante. Riporto a seguire alcuni passi che mi hanno colpito, insieme a qualche seguito e qualche mio commento.

L’idea fondamentale è che l’industria, o più precisamente il mercato, delle traduzioni è ben più articolata di quanto si possa credere leggendo e studiando: e questo per almeno due motivi.

1. Si tratta di un mercato talmente frammentato che nessuno può coglierne in maniera esaustiva non solo le minime sfumature, ma anche larghi segmenti. O, per usare un’ottima metafora di Kevin Hendzel:

Imagine trying to get a handle on the size, growth and revenue of mom-and-pop dry cleaners in the US. You’d better be prepared to hitch a ride with the Google street maps cars for a year or two because that’s what you’re […] continua a leggere »

Un semplice raduno

Tanti anni fa – ero ragazzo – riuscii per un pomeriggio ad unire due mie grandi passioni: il calcetto e le Langhe. Aver giocato per una volta al mio sport preferito di allora in una terra che consideravo (e considero) pressoché sacra fu una gioia grandissima, mi diede la soddisfazione che deriva dal senso delle cose che si compiono.

Ieri, dentro di me, è successa una cosa simile: ho potuto mettere insieme il mio mestiere in senso lato – nella fattispecie l’appartenenza alla comunità langitiana – con il luogo che più d’ogni altro considero casa.

Era un avvenimento che ho sognato da quest’inverno nei dettagli, e che ora sono contento di aver contribuito a creare. Eravamo in pochi, ma l’atmosfera dei raduni è sempre gioiosa e rilassata e questo mi bastava. È stato qualcosa di molto semplice, semplice come le mie montagne.

Non abbiamo (non che sappia io almeno) foto di questo raduno. Pur nella civiltà dell’immagine, dove lo scatto domina dovunque e comunque, ho pensato alle parole di Italo Calvino (che cito a memoria, ma che un giorno scrisse ad uno scrittore amico ‘Come osi paragonare […] continua a leggere »

Un piccolo grazie

logo
Ho costruito una bella bòita, in questi anni. Mi guardo indietro e riconosco di esserne fiero. Ho dato lavoro a tante persone, ho servito tanti clienti (nelle migliaia, in un caso e nell’altro).

(Il tutto per caso, by the way.)

Ma da solo, da solo avrei potuto fare ben poco: io so organizzare persone e mezzi, motivare, gestire: sono bravo in questo, ma tradurre non è il mio mestiere. So scrivere, e anche in questo mi picco di essere bravo: ma non sono un traduttore.

Allora questo è un ringraziamento, pubblico e cumulativo, piccolo e sincero, per tutti quei – tanti, tantissimi – traduttori con cui sono entrato in contatto in questi diciotto anni di mestiere. Se ci trovassimo tutti insieme riempiremmo un palazzetto dello sport. Alcuni li incontrerò presto, altri li conosco bene, altri ancora non li ho mai conosciuti di persona ma insomma: vi considero parte fondamentale di questa avventura.

E la parte più bella della nostra storia dobbiamo ancora scriverla.

Raduno Langit (Montemale di Cuneo, 19-20 luglio)

Piatta
Langit è stata la mia prima “casa” per le traduzioni, luogo virtuale in cui dal 1996 – con periodi di interruzione anche lunghi – ho imparato tantissimo, espresso le mie idee, dato notizie, raccolto informazioni, litigato furiosamente, incontrato persone in gamba e così via.

Diciotto anni fa, non solo per me, le cose erano molto diverse. Allora mi è parsa una bella cosa organizzare un raduno – un tempo erano molto più frequenti – per i simpatizzanti di questa lista, ma aperto a tutti i traduttori e alle loro famiglie, nel mio rifugio tra i monti il 19 e 20 luglio prossimi.

L’incontro è pensato come un momento conviviale nello spirito che da sempre caratterizza Langit. (Non sono successe solo cose belle, in tutti questi anni; ma lo spirito di comunità esiste, e come.)

Programma e aggiornamenti sono in questo gruppo FB.

In parole semplici è un incontro tranquillo – […] continua a leggere »

Traduzione assistita: percezione e vantaggi

Ho fatto di recente una ricerca di traduttori inglesi: è un’attività di cui mi occupo periodicamente, perché la combinazione IT>EN è sempre merce rara in questo settore. Infatti, come dice Marco Paolini parlando dei napoletani, metà del lavoro l’ha già fatto la mamma: di fatto un madrelingua inglese in Italia ha possibilità di lavoro più elevate rispetto a persone di altre lingue.

Comunque. Da alcune risposte ho avuto sentore che in tanti, troppi traduttori (sedicenti o meno – questo lo ignoro) c’è un pericolo: ovvero quello che la traduzione assistita possa essere confusa con la traduzione automatica. E questo è un rischio non da poco, se presente nella mente di chi traduce, perché fa passare l’idea che un conto è tradurre e un conto è “quella roba là”, Google Translate, Bing e via dicendo.

Un traduttore, ad esempio, mi diceva:

Sono specializzato nella traduzione/revisione testi di argomento biomedico, i quali si prestano difficilmente all’utilizzo di CAT o altri programmi automatici.

Ora, io sono giunto abbastanza tardi ai CAT (sono lento in tutto, questa è la mia natura e non credo di poterla cambiare – forse modificare un pochino, ma cambiare no di certo), anche perché la mia formazione umanistica, Pavese, […] continua a leggere »

Argo Blog Center

Segnalo questo blog dedicato al mondo della traduzione. Anche se non conosco i colleghi, trovo che sia un buon punto di partenza per un neofita – per un traduttore alle prime armi, per esempio; oppure per un cliente desideroso di capire di più di questo mondo (è un caso limite e insolito, certo) – per entrare meglio dentro a determinati meccanismi che, a seconda del punto di vista, possono apparire scontati oppure arzigogolati.

Nulla di trascendentale o mai visto, per carità; ma informazioni proposte con semplicità e chiarezza. (Del resto quel We keep it simple è una bella maniera di presentarsi ai clienti.)

Qui ad esempio si descrive in poche parole l’allineamento, che fa miracoli nel recuperare velocemente e con efficacia vecchie traduzioni in maniera da poterle immettere in una memoria e dunque riutilizzare per progetti correnti o futuri.

Qui si elogia la semplicità dei processi, che è necessaria per ottenere un risultato finale eccellente (mi sto trascinando dietro da settimane un progetto in cui un cliente continua ad aggiungere pezzettini – in un italiano scritto male, peraltro […] continua a leggere »

Lo 0 nei preventivi

Bla_Bla_Bla
Io ho sempre adorato preparare preventivi. A chi mi chiedesse suggerimenti ricorderei due punti fondamentali:

Primo: la qualità non è un argomento di vendita.

Già: si ottengono risultati molto superiori semplicemente non menzionandola. Quello che noi facciamo parla molto più forte di quello che diciamo; e il concetto di qualità è un argomento del tutto soggettivo.

Secondo: la stringatezza nelle comunicazioni scritte ha un valore inestimabile.

Il nostro cliente non ha tempo di sentire tutta la pappardella su quanto siamo bravi eccetera, ma vuole sapere quanto gli costa il progetto, e vuole essere sicuro che il lavoro sarà fatto a regola d’arte. Quando sei un professionista non servono tante parole.

E poi c’è un altro punto che ho scoperto di recente (almeno nella sua formulazione scritta) e che trovo fondamentale:

in un preventivo, ti è permesso di usare una sola volta lo 0. Una sola. Fine.

Lo spunto viene da questo interessante articolo (sito da tenere d’occhio, quello), segnalato qualche settimana fa su ATA Business Practices.

 

L’idea è […] continua a leggere »