Tag: luoghi

Un semplice raduno

Tanti anni fa – ero ragazzo – riuscii per un pomeriggio ad unire due mie grandi passioni: il calcetto e le Langhe. Aver giocato per una volta al mio sport preferito di allora in una terra che consideravo (e considero) pressoché sacra fu una gioia grandissima, mi diede la soddisfazione che deriva dal senso delle cose che si compiono.

Ieri, dentro di me, è successa una cosa simile: ho potuto mettere insieme il mio mestiere in senso lato – nella fattispecie l’appartenenza alla comunità langitiana – con il luogo che più d’ogni altro considero casa.

Era un avvenimento che ho sognato da quest’inverno nei dettagli, e che ora sono contento di aver contribuito a creare. Eravamo in pochi, ma l’atmosfera dei raduni è sempre gioiosa e rilassata e questo mi bastava. È stato qualcosa di molto semplice, semplice come le mie montagne.

Non abbiamo (non che sappia io almeno) foto di questo raduno. Pur nella civiltà dell’immagine, dove lo scatto domina dovunque e comunque, ho pensato alle parole di Italo Calvino (che cito a memoria, ma che un giorno scrisse ad uno scrittore amico ‘Come osi paragonare […] continua a leggere »

Raduno Langit (Montemale di Cuneo, 19-20 luglio)

Piatta
Langit è stata la mia prima “casa” per le traduzioni, luogo virtuale in cui dal 1996 – con periodi di interruzione anche lunghi – ho imparato tantissimo, espresso le mie idee, dato notizie, raccolto informazioni, litigato furiosamente, incontrato persone in gamba e così via.

Diciotto anni fa, non solo per me, le cose erano molto diverse. Allora mi è parsa una bella cosa organizzare un raduno – un tempo erano molto più frequenti – per i simpatizzanti di questa lista, ma aperto a tutti i traduttori e alle loro famiglie, nel mio rifugio tra i monti il 19 e 20 luglio prossimi.

L’incontro è pensato come un momento conviviale nello spirito che da sempre caratterizza Langit. (Non sono successe solo cose belle, in tutti questi anni; ma lo spirito di comunità esiste, e come.)

Programma e aggiornamenti sono in questo gruppo FB.

In parole semplici è un incontro tranquillo – tranquillo […] continua a leggere »

I luoghi dell’anima

neve alla Piatta
Sono stato nel mio rifugio tra i monti, qualche giorno fa. Una toccata e fuga – di fatto una notte –, ma significativa per più d’un motivo.

L’occasione l’hanno fatta due conferenze – questa e questa –, e mi è venuto bene unirci una notte a casa mia.

Sono state ore molto intense, dentro di me (e rasserenanti, ça va sans dire), a partire dalla vista della linea delle Alpi Marittime che incorona la piana di Cuneo. Sia detto incidentalmente, per parte di mamma provengo da una famiglia povera di pianura, fatta di terra e nebbia e fango, ma la mia natura mi porta inevitabilmente verso quelle montagne – povere anche loro: quindi andare verso le montagne, in un pomeriggio di un giovedì qualunque, è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio in luoghi stranieri.

È stato particolare vedere la Bisalta “ingrossata” e pienotta per la neve, mentre l’immagine che […] continua a leggere »

Corsica blues

C’è una cosa che io so che devo fare il giorno prima di lasciare quella terra benedetta: prendere l’auto e guidare piano verso i piccoli paesi dell’interno, camminarvi lentamente, sedermi qua e là per osservare i panorami o anche semplicemente le cose.

Sabato era quel giorno, e così ho fatto. Io preferirei andare a piedi, ma per questa specifica attività – che ha un nome preciso: Corsica blues – l’auto è necessaria o mi parrebbe sempre di avere troppo da vedere davanti a me.

Sabato sono stato in piccoli paesi della Balagna. Ho passato prima quelli più classici (Curbara, Sant’Antuninu, Pigna); però la bellezza troppo vicino al mare è finta, perché fatta a bella posta per il turista che ha poco tempo da dedicare alle visite, vuole stare sulla spiaggia. (Non è che a me la spiaggia non piaccia, ma la “mia” Corsica è la montagna in mezzo al mare: ovvero è prima di tutto terra e dopo, solo dopo, mare.)

Su un muretto mi sono seduto a guardare. La vista spaziava da Calinzana, là dove parte il sentiero più famoso d’Europa, fino a capu d’Occi, proprio sopra continua a leggere »

46 (per davvero)

Porto Pollo
C’è un luogo – i miei venticinque lettori lo sanno – che più di altri io chiamo casa in questo territorio immenso e disabitato, splendido e solitario che è la Corsica, ed è un piccolo paese che chiude a nord il golfo del Valinco, lieu dit Porto Pollo.

Ieri – ehm – era il mio genetliaco numero quarantasei (queste cose accadono e non puoi farci nulla, sorry). Da qui, dalla Balagna a laggiù è una sorta di viaggio della speranza – una delle caratteristiche della Corsica, positiva oppure negativa a seconda di come la si vede, è che nessun luogo è lontano e nessun luogo è vicino -, ma seguendo una tradizione iniziata l’anno scorso ho scelto, come regalo, una gita in quei luoghi per me magici.

Che cosa c’è di sensato nel passare tante ore in auto pur di vedere per una volta ancora un luogo che ti rende felice? Be’, apparentemente nulla se non – e non è poco, almeno per me non è punto poco – la felicità insita in quell’osservare. Passeggiare per quei luoghi, ricordarsi […] continua a leggere »

Camminare, camminare

desertu di l'Agriate
Sabato sono partito da una citazione. Dice infatti Cesare Pavese ne Il diavolo sulle colline:

Mi tornò in mente nel buio quel progetto di traversare le colline, sacco in spalla, con Pieretto. Non invidiavo le automobili. Sapevo che in automobile si traversa, non si conosce una terra.

Ecco, da anni ho quest’idea che le terre che amo – e io amo questa santa terra corsa, la amo struggentemente e totalmente – vanno attraversate a piedi. Le voglio percorrere in lungo e in largo per cercare di scalfirne l’essenza.

Sabato ho camminato per oltre otto ore senza interruzione per il desertu di l’Agriate, parte sul sentier littoral e parte sul sentier des douaniers. La felicità era nelle gambe, nei passi, nei piedi più che nella testa. Andare per andare insomma, viaggiare senza nessuno scopo o motivo che non sia quello intrinseco al viaggio stesso. Abbracciare una terra, cercare di comprenderla.

Gli sparuti viandanti incontrati lungo il cammino erano rari nantes in gurgite vasto, compagni di scoperta e di avventura. Ogni tanto incontravo qualche pagliaghju, […] continua a leggere »

Le valli dell’anima

Pigna
Il luogo che considero casa sta in mezzo ai boschi, quasi sul crinale che divide la valle Grana dalla valle Maira. È fatto di silenzio, di verde, di mattini chiari, di gente semplice e di lunghe camminate. È un luogo molto preciso, poco esteso. Quando ci penso – spesso – mi viene in mente un verso di Erri De Luca:

Considero valore quello che domani non varrà più niente, e quello che oggi vale ancora poco.

(Perché il valore di quel luogo è per me intrinseco, non dipende dal giudizio del mercato o di chicchessia.)

La mia patria seconda è invece un luogo molto più esteso. Sì, prende vita da un piccolo villaggio che chiude a nord il golfo del Valinco, Lieu dit Porto Pollo, ma si allarga ad abbracciare quella terra tutta, in tutte le sue sfumature e variazioni.

Poiché arrivo da tanto tempo passato nel primo luogo, e mi trovo ora per qualche settimana nel secondo, ho pensato in questi giorni alle similarità che […] continua a leggere »

Finis terrae

2013-05-18 20.31.12
Chissà, forse sono io ad essere disadattato al mondo ma è un fatto che i luoghi solitari, là dove la natura è padrona assoluta, sono quelli in cui mi trovo in pace con me. Il mio rifugio tra i monti è uno di questi; il Delta del Po ne è un altro esempio.

Ti trovi in questi luoghi dove non puoi che perderti, prima di tutto perché non c’è un abbozzo minimo di collina – e dunque non esiste prospettiva –, e il pensiero lascia il posto alle sensazioni.

Ma un pensiero l’ho avuto: che in un luogo come questo, là dove l’acqua è padrona e non sai dove finisce il fiume – il grande fiume, il padre Po – e dove inizia il mare, mi piacerebbe vivere. (In effetti mi piacerebbe vivere in tanti posti, ma vedo che sono accomunati dal silenzio e dal tempo rallentato.)

E le sensazioni! Di meraviglia, soprattutto. E di impotenza: arrivare all’estremo lembo di terra calpestabile solo per scoprire quello che già sai, […] continua a leggere »

pecoranera

pecoranera
Avevo preso in biblioteca il suo libro – un approccio soft, come dire –, poi ho iniziato a leggerlo mi è piaciuto talmente tanto che mi sono vergognato: sono andato in libreria con un’amica, l’ho comprato e gliel’ho regalato seduta stante. (Da autore sono sicuro nell’affermare che i libri vanno comprati. Fine.)

Perché niente, io prima di morire voglio andare a conoscere Devis Bonanni, alias pecoranera. E voglio farlo perché scrive bene, perché è tosto, perché sa che cosa sta facendo e perché, perché ha dei dubbi ma anche dei punti saldi (quella capanna che liberò dai rovi, tanto per dire).

Voglio parlare con lui, spiegarmi, capire. Voglio sentirlo parlare, vederlo lavorare. Perché quella è una strada percorribile; ed è vero che io sono fortunato, lassù in montagna ho praticamente tutto pronto, ma chiunque può fare una cosa del genere. E “chiunque”, via tutte le balle, vuol dire chiunque.

Per me una recensione – e […] continua a leggere »

I miei primi 45 anni


Per la prima volta, quest’anno trascorrerò il mio genetliaco – ennesimo et imminente – nella mia patria seconda, la Corsica: tecnicamente è dunque un anniversariu.

Anche se io mi sento sempre un ragazzo, quarantacinque anni sono tanti. Ma i bilanci non mi interessano, perché quel che ho fatto non è importante: conta invece quel che sta davanti a me, conta soprattutto il momento presente.

E il momento presente è la maestosa e silente e sconfinata bellezza di questi luoghi. Non potrò mai più fare finta che la Balagna (“Balagna” e non “Balagne”, perché when in Rome do as Romans do – e la lingua non ufficiale ma del luogo qui non è certamente il francese ma il corso) sia un semplice tratto di cartina geografica, ormai mi è nel cervello e nel cuore come la Corsica tutta – la mia patria seconda appunto.

Attraverso queste terre, percorro tratti lunghissimi di una terra assolutamente disabitata, arida, magnifica, e ogni tanto incontro minuscoli paesini, quali rari nantes in gurgite vasto. La sensazione è quasi di non sapere dove ti trovi, […] continua a leggere »