I preventivi nel 2014

funnelling
Mi sono messo a pensare quanti preventivi posso aver preparato in questi vent’anni. Certamente sono migliaia, e negli ultimi mesi il numero medio a settimana è aumentato. È invece diminuita la percentuale di preventivi accettati, ovvero quelli che diventano ordini.

(A questo proposito mi piace pensare a un concetto che si esprime con una parola sola, funnelling, ovvero l’idea che un contatto passa attraverso fasi successive fino a divenire un ordine; anche se qui trattiamo solo dell’ultima fase, quando un preventivo diventa un ordine.)

Quando un preventivo non viene confermato né mi viene detto qualcosa in proposito, faccio sempre – via, spesso – seguito al contatto con una telefonata o una mail (senz’altro meglio una telefonata, ma dipende dal contesto) per cercare di capire il motivo.

Va da sé che il motivo principe è dalla notte dei tempi il prezzo, ma questo motivo è diventato – nella mia percezione almeno – di recente più importante. Ovvero: nella maggior parte dei casi, se un mio preventivo non viene accettato ciò dipende dal fatto che il cliente (potenziale, ma anche attuale) ha trovato […] continua a leggere »

Di nuovo in pista

Avevo passato un paio di mesi decisamente frustranti dal punto di vista lavorativo: pochissimi progetti, tempi morti, fatturato di conseguenza in calo pesante. Con la famiglia da mantenere, l’INPS da pagare, qualche attività che voglio seguire. Non è bello, a questa età, avere insicurezze del genere.

Poi, però, è arrivata la provvidenza. La provvidenza nel senso goethiano del termine:

Fino a che uno non si compromette c’è esitazione, possibilità di tornare indietro, e sempre inefficacia. Rispetto ad ogni atto di iniziativa c’è solo una verità elementare, l’ignorarla uccide innumerevoli idee e splendidi piani. Nel momento in cui uno si compromette definitivamente anche la provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare cose che altrimenti non sarebbero mai accadute. Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo. Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo. Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso.

Nota laterale: per quanto il concetto sia certamente goethiano, queste parole sono in realtà attribuite erroneamente a Goethe. Derivano da una traduzione in inglese molto libera dei […] continua a leggere »

Te la caverai

sta calm
Sono partito da una fotografia: un mio professore del liceo, ora in pensione terminati i suoi doveri pubblici, nutre la piccola nipote. Bene, questa immagine bellissima mi ha fatto pensare.

Questo professore, forse un po’ burbero ma senza dubbio corretto – una brava persona sotto tutti i punti di vista –, mi aveva fatto patire più di poco all’epoca (io ero bravino ma i suoi voti li sudavi, e come!).

Ebbene, c’è un’immagine potente che mi viene dalla lettura di un romanzo di Richard Bach (Uno, credo, ma potrei sbagliarmi) e che ho collegato a questa fotografia. Il protagonista, un aviatore (come il vero Richard Bach, cosa che gli è stata quasi fatale un paio di anni fa), parla con il sé giovane di tanti anni prima, per consigliarlo sulla strada da intraprendere (queste cose sono reali, sai? mai sentito parlare di angeli?).

Più volte nel tempo mi sono immaginato di parlare al me stesso di un tempo, soprattutto per avvertirmi – di fronte a un bivio importante – che […] continua a leggere »

CV e lettera di presentazione

Carducci
Abbiamo parlato di come scrivere un curriculum, giovedì.

Mi rendo conto che sono argomenti prosaici, molto terra terra; ma del resto le basi servono per costruire carriere solide (non ne sono ingrediente sufficiente, questo no).

Parlando in seminari come questi la mente mi va spesso al me stesso di vent’anni fa, quando mi trovavo in situazioni simili. Sarei stato un bravissimo editor, per dire; ma mi mancò il coraggio di presentarmi di persona a Giulio Einaudi, che mi avrebbe certamente accolto nella sua squadra.

Poi presi altre strade; sostanzialmente costruii quel lavoro che, allora come ora, scarseggiava. Fui fortunato, certo; e credo anche che le condizioni di oggi siano ben diverse da quelle di allora.

Io, ad ogni modo, sono partito da quello che abbiamo (che può anche non essere molto) e da lì ho cercato di costruire. Sono partito da regole base, che potrebbero apparire scontate ma non lo sono:

– ho ricordato ad esempio il fatto che Carducci ai suoi esami di letteratura italiana all’università di […] continua a leggere »

Traduttori si diventa

words
Be’, i commenti dei partecipanti al primo incontro di questo corso sono stati molto positivi. Questo è un primo risultato; naturalmente non basta, perché è importante che le informazioni che sono passate diventino poi pensiero in chi le ha recepite, e soprattutto, poi, azione. Pavese: essere e fare, potremmo dire con Italo Calvino.

Per me era la prima volta in cui tenevo un seminario a distanza – io, lo schermo davanti e laggiù, chissà dove, un gruppo numeroso di traduttori e aspiranti traduttori che attendevano suggerimenti. Ho avuto un po’ d’ansia prima di cominciare, ma una volta che il seminario ha avuto inizio non ho più pensato, ho semplicemente fatto quel che so fare bene.

Come amo ricordare in questi casi citando Tim Ferriss,

Io non sono l’esperto. Sono l’esploratore e la guida.

Il che significa che mi prendo la responsabilità delle affermazioni che faccio, che illustro dati e non solo opinioni; e nello stesso tempo che mi rendo conto che la materia è delicata perché i […] continua a leggere »

Domani

STL
Ho iniziato a lavorare (lavorare, via, condividere è più soddisfazione che lavoro) con Sabrina Tursi quasi quattro anni fa, e grazie a lei ho tenuto per STL diverse giornate di seminario in aula, in cui abbiamo parlato degli argomenti che conosco (il marketing per il traduttore, con tutto quel che gli sta intorno).

Domani alziamo l’asticella, per così dire: sarà la mia prima giornata di corso a distanza. L’apprendimento a distanza ha diversi vantaggi e qualche svantaggio: è più economico ma meno “interattivo”, in estrema sintesi. Ma non per questo non è utile, anzi: la mia promessa con me stesso è che chiunque vi prenda parte ricavi dall’investimento un valore almeno dieci volte superiore – altrimenti se ne perde il senso.

L’intero programma è qui. E devo dire che è davvero completo, perché copre ad ampio spettro tantissimi temi che interessano i traduttori che fanno il loro ingresso sul mercato, e sono dunque desiderosi di apprendere qualche strumento in più.

L’appuntamento con me è […] continua a leggere »

Escolo de Sancto Lucio de Coumboscuro

escolo
Allora: in una parola qui, in questo luogo magnifico e (apparentemente) solitario delle nostre valli, c’è bisogno di tutto. Ma facciamo un passo indietro.

L’avventura ebbe inizio circa sessant’anni fa, quando lou magistre, Sergio Arneodo, disse ai suoi allievi di allora che riempivano la piccola aula scolastica:

Da encuéi coumensé co a scrive ente la lengo que vous a moustrà vosto maire.
(Da oggi incominciate anche a scrivere nella lingua che vi ha insegnato a parlare vostra madre.)

L’Escolo di Sancto Lucìo de Coumboscuro è un’avventura straordinaria, che risalta la diversità (la società ci vorrebbe tutti omologati, tutti macdonaldizzati e perfettamente allineati ma non è detto che tutti si sia d’accordo con questa esigenza) e va avanti grazie all’impegno di persone che hanno capito (meglio, che sanno per istinto e conoscenza) che la montagna ha un valore.

Il futuro di questo progetto è difficile e incerto, ma il progetto è magnifico e va sostenuto. C’è bisogno di tutto ma c’è una maniera bellissima […] continua a leggere »

Cambio operatore

manhattan
Ho cambiato, nelle settimane scorse (mesi, più precisamente), fornitore di connettività Internet e telefonica. Le ragioni sono illustrate qui. Ne ho ricavate alcune lezioni per il futuro, che indico a seguire.

La maggior parte delle persone agisce in buona fede. Ho avuto a che fare, in questi mesi, con decine di persone differenti: commerciali, operatori di call center, tecnici e così via. La maggior parte di esse cerca di fare il massimo con gli strumenti che ha a disposizione. Le organizzazioni non esistono per fornire un servizio, ma per alimentare se stesse. Nulla di nuovo, per carità, ma mi è stato lampante in questi mesi che io sono solamente un numero per loro, un’infinitesima tessera in un mosaico molto più grande fatto di consumatori. Comunicare con tali organizzazioni è impossibile. Per il semplice fatto che esse non hanno nessun interesse ad ascoltare le tue esigenze: tu sei un numero, e una volta che si avvia un processo esso va avanti per forza di inerzia, ma senza alcuna passione intrinseca. Nella stragrande maggioranza dei casi nessuno, all’interno di […] continua a leggere »

C’è un mondo, là fuori

Ho seguito con interesse una discussione nata il 10 agosto sulla lista ATA Business Practices. L’input iniziale è venuto da Kevin Hendzel (del cui blog ho parlato qui), sempre attivissimo sui temi delle relazioni con i media per i traduttori.

L’articolo in sé non diceva nulla di particolare, ma ha scatenato una discussione lunghissima e decisamente stimolante. Riporto a seguire alcuni passi che mi hanno colpito, insieme a qualche seguito e qualche mio commento.

L’idea fondamentale è che l’industria, o più precisamente il mercato, delle traduzioni è ben più articolata di quanto si possa credere leggendo e studiando: e questo per almeno due motivi.

1. Si tratta di un mercato talmente frammentato che nessuno può coglierne in maniera esaustiva non solo le minime sfumature, ma anche larghi segmenti. O, per usare un’ottima metafora di Kevin Hendzel:

Imagine trying to get a handle on the size, growth and revenue of mom-and-pop dry cleaners in the US. You’d better be prepared to hitch a ride with the Google street maps cars for a year or two because that’s what you’re […] continua a leggere »

Famiglia

famiglia
(Rielaboro qui alcuni pensieri della settimana scorsa.)

A volte mancano le parole.

Io, pur essendo di fatto cresciuto nella famiglia di mamma, ho sempre avuto l’idea che la mia famiglia fosse quella di papà, forse perché poco o tanto mi vergognavo di quelle origini povere e campagnole.

Ma quella famiglia – la mia famiglia – ha radici profonde e salde, e i cui anelli tengono. Allora incontrarsi, come mi è successo mercoledì scorso, al funerale di una zia mi ha fatto, come una madeleine, tornare alla mente tanti episodi della famiglia, soprattutto di quando ero bambino e il mondo finiva più o meno a Tetti Lusso.

A volte mancano le parole ma se ci penso bene no, non è che manchino: è soltanto che noi facciamo tante cose, ci immaginiamo dei monti lontani, facciamo la guerra, facciamo il giro del mondo ma alla fine ci troviamo sempre sul sagrato di quella chiesa a ricordare chi non c’è più.

La famiglia è sangue, è terra, è vento e nebbia e fatica e travaille […] continua a leggere »