Set 22

Cynthia C. Currie, presidente della STC, ha inviato a inizio settembre una mail ai membri in cui chiede, tra l’altro, soldi ai vari chapter per far fronte al difficile momento finanziario e dove dice, en passant, che le quote per il 2010 aumenteranno.

Dall’esterno è difficile capire esattamente che cosa succede; io però mi sono fatto l’idea che questa famigerata “crisi” (che – ed è certamente un limite mio – non so capire) sia troppe volte il pretesto per coprire degli errori. E quindi trovo questa comunicazione fuori tono rispetto al rigore e allo stile che, a mio modo di vedere, ha sempre contraddistinto la STC; anche perché non vedo nulla di male nel fare errori, a patto che si abbia l’umiltà (ma vorrei dire l’orgoglio) di imparare da essi.

Di conseguenza, non mi sento più tutelato come vorrei da questa associazione che ho sempre ammirato, e non sono sicuro di voler continuare a farne parte: è facile fare i grandiosi quando tutto va bene, però da troppi mesi il dibattito sulla crisi finanziaria interna alla STC prosegue, ma senza posizioni chiare.

Forse coincidentalmente, proprio in questi giorni ho buttato via, con una certa apprensione (“E se poi domani mi servisse un articolo?”) ma anche con un senso notevole di liberazione, annate intere delle due riviste della STC, “Technical Communication” e “Intercom”, a sottolineare il passaggio magari malinconico ma ineluttabile del mondo da cartaceo/analogico a digitale.

E ricordo Scrolling Forward, libro denso e problematico sulla trasformazione del concetto di documento.

Il mondo cambia, il concetto di redattore tecnico muta, le opportunità abbondano. Che tu possa vivere in tempi interessanti.


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