Apr 14

La riflessione di oggi nasce dal voltarmi indietro (non che la cosa mi piaccia o mi stimoli, il presente mi interessa molto di più, ma più passa il tempo e più mi viene naturale fare dei paragoni con colui che ero ieri). Ho pensato ai miei primissimi mesi di lavoro, quando andai a bottega a imparare il mestiere di editore; e rimasi pochissimo perché non c’erano soldi, ma questa è un’altra storia.

In quell’ambiente eravamo in diversi, tutti sostanzialmente giovani: a parte il “capo” io, coi miei ventisette anni, ero decisamente il più anziano. Ho imparato molto in quel breve periodo; non tanto del mestiere, che nessuno di fatto mi insegnò (ma appresi, perché ero pronto), ma del rapporto di collaborazione, del seguire dei progetti con altri, del lavorare insieme.

E questo crescere insieme mi è stato soprattutto evidente quando Tesi & testi ha assunto delle dimensioni “interessanti”. Tutto è relativo, si capisce, ma per alcuni anni siamo stati in cinque a lavorare fianco a fianco. Ciascuno davanti al suo computer ma con tantissimi momenti di interazione e confronto: per preparare dei preventivi complessi, per esempio; per confrontarsi su questioni spinose; per seguire da vicino dei progetti creativi.

Poi quel gruppo, complice la difficile situazione economica e anche il mio personale percorso di crescita, in breve tempo si è sciolto. Non credo che per me si ripresenterà in futuro una situazione simile, anche per le condizioni lavorative generali che oggi sono del tutto differenti.

Non credo che tornerò a creare un gruppo paragonabile a quello di quegli anni; ma ho avuto il privilegio di lavorare fianco a fianco con professionisti eccellenti, e questa è stata una grande fonte sia di crescita professionale che di gioia – quella gioia assoluta che ti viene dal creare qualcosa di tuo in collaborazione con qualcun’altro che stimi.

Insomma in quegli anni sono stato spesso in cima alla piramide di Maslow, ho creato e contribuito a creare, forse ho dato anche spunti a colleghi e traduttori. È stato tutto molto interessante e stimolante, e oggi ricordo quel periodo con molta tenerezza – ero molto più ingenuo e incantato -, ma anche come fonte di felicità professionale.


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