Prendo spunto da un commento che la collega María José Iglesias ha lasciato sulla mia pagina FB:
Che bello il tuo blog, Gianni. È sempre molto piacevole leggerti e nelle tue parole trovo sempre nascosto qualcosa di quello che per me è essere imprenditore, che coincide pienamente con l’essere persona, con un cervello e un cuore. Sei un uomo fortunato 🙂 Anch’io sono fortunata.
(“Ragazzo” e non “uomo”, mi sono permesso di correggerla io; anche se il primo pensiero – o forse sensazione che precede il pensiero – è stato la gratificazione che immediatamente il mio essere vanitoso come un gatto ne riceveva.)
Ho aggiunto che, come dice Luigi Muzii, proprio perché siamo ragazzi fortunati dobbiamo (abbiamo il dovere morale di) restituire parte di questa fortuna agli altri. Ed è su questo punto che mi sono trovato, in questi due giorni di Verdon (quello che per me è uno dei luoghi più belli dell’orbe terracqueo che conosco), di silenzio, montagne, orridi, panorami mozzafiato e laggiù, piccolissimo e pacifico, il fiume, a riflettere.
Parlo per me, inizio da me. Da me, perché, come dice Federico Bavagnoli,
Se non lo facciamo oggi non lo facciamo più; se non lo facciamo noi non lo fa nessuno.
Quindi: poiché il caso / la vita / la sorte / la fortuna / Dio (casella da riempire a scelta, e sono possibili risposte multiple) mi ha dato delle doti, è giusto (ovviamente) che ne benefici, ma è altrettanto giusto che trasmetta questo beneficio a chi ha voglia di starmi a sentire.
È una lezione che ho imparato da Chris Guillebeau: il merito va a lui. (E il suo libro esce tra 14 giorni. Meno male: io ne ho bisogno.) A Luigi va il merito di avermelo ricordato – repetita iuvant, si sa –, a Maria José il merito (tutt’altro che piccolo) di aver dato l’abbrivio a questa riflessione. “Grazia à tutti / è l’amichi”, direbbero i miei amici Svegliu d’Isula.
Per me, questo vuol dire, tra le altre cose, il mio libro: l’ho riletto proprio in questi giorni, e l’ho trovato degno d’attenzione e utile: indipendentemente dal fatto che l’abbia scritto io, e nonostante il fatto che potrà non interessare a molti. Ma non è importante che venga ignorato dai più, è importante che il messaggio arrivi alle persone giuste, a chi avrà voglia di starmi a sentire per avere benefici per sé. (Entro fine anno sarà pubblicato, è una promessa solenne: deve uscire, perché io voglio andare oltre, pavesianamente mangiarmi una collina ecc.)
Vuol dire questo blog, questi blog, che sono ormai uno dei miei quattro mestieri.
Vuol dire che più doni offro al mondo e più, in realtà, sono io a beneficiarne. Aver capito questo è stato un passo avanti immenso nel mio personalissimo percorso di conoscenza.
E per te? Che cosa puoi offrire di veramente speciale al mondo? E come?










