Mag 07

Questo post è un “metapost”: oggi parliamo di come nascono i miei articoli e, per estensione, di come scrivere un articolo.

Normalmente tutto parte da un’idea singola, a volte una singola frase, addirittura da un sintagma che cattura la mia attenzione e mi porta a riflettere.

Per elaborare il concetto utilizzo una tecnica mentale di cui non sono nemmeno troppo conscio, tanto è radicata in me. Credo di averla ricavata da un libro di Bertrand Russell, in cui il filosofo gallese diceva che per pensare in profondità ad un concetto se lo ripeteva più volte la sera prima di addormentarsi, “ordinando” al suo cervello di rifletterci, e in questa maniera si trovava il lavoro pronto la mattina successiva.

La bozza viene poi spesso completata da link e citazioni: sia per dare forza alle mie parole, sia per dare maniera al lettore di verificare quello che sostengo.

Dal concepimento dell’idea alla pubblicazione lascio passare del tempo: nei casi estremi un giorno, ma in genere diversi giorni o anche settimane: questo mi permette di raffinare i concetti, eliminare gli articoli che reputo inutili e così via.

Infine: i primi post mi davano apprensione ma ora – essendomi imposto di scriverne quattro alla settimana, uno per ciascun blog che curo (senza contare gli articoli per le riviste, i post scritti come guest blogger eccetera) – tutto scorre naturalmente e senza problemi. E questo perché, come sostiene Seth Godin,

The hard part, as you can guess, is the first 2,500 posts. After that, momentum really starts to build.


2 commenti “Come scrivere un articolo”

  1. Lucia Caravita ha detto:

    Gianni ciao!

    “Dal concepimento dell’idea alla pubblicazione lascio passare del tempo: nei casi estremi un giorno, ma in genere diversi giorni o anche settimane”… Leggere l’ultima parte di questa tua affermazione mi ha davvero rincuorata!

    Nel giro di un due mesi, dopo la nostra ultima chiacchierata, sono riuscita a produrre solo 2 articoli!! (a dire il vero, per me già tantissimi) anche se non riesco ancora a collegare il secondo, che ho pubblicato ieri su FB e Linkedin, al blog del mio sito (prima o poi ci riuscirò).

    Insomma Gianni, me ne mancano ancora 2.498! non ce la farò mai a costruire un monumento (nemmeno in miniatura) con questo pseudo-ritmo!

    Ciononostante ci proverò comunque 🙂

    Un caro saluto 🙂
    Lucia

  2. giannidavico ha detto:

    Ma sai, Lucia, uno dei “trucchi” possibili è quello di non aspettare che sia tutto perfetto per cominciare (o “il buono è nemico dell’ottimo”, come si dice).

    Ci sono tantissimi articoli che avrei potuto scrivere meglio (o non scrivere del tutto, se ci avessi dedicato più tempo) ma in fondo preferisco che sia così: quel che facciamo è imperfetto per definizione e non è un male!

    Quindi tu hai già fatto la parte più difficile (cominciare), ora non ti resta che proseguire. Io faccio il tifo per te!

    Ciao
    Gianni

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