
Come segno di auspicio per la nuova stagione di gare che sta prendendo l’abbrivio – dalla finestra del mio studiolo vedo da pochissimo peschi ed albicocchi in fiore – oggi non parlo io, ma parla un libro che in teoria parla di tutt’altro ma in pratica parla della stessa cosa: a che cosa pensiamo quando mettiamo l’asticella solo un po’ più su.
Le nostre vite giravano intorno alle gare. Dormivamo e mangiavamo il giusto per poterci allenare e ci allenavamo al massimo per poter gareggiare e cercare di ottenere i migliori risultati possibili. Tutte le nostre entrate […] erano destinate al pagamento dell’appartamento e all’acquisto del miglior materiale. […] Il punto culminante fu a marzo, quando, senza luce nel monolocale, poiché la ritenevamo meno importante di un buon paio di bastoncini di carbonio, un mercoledì, insieme ad Àlvaro, il compagno di appartamento e di corse, sul pavimento della camera, con i duecento euro di affitto di quel mese sparsi sulla moquette, discutevamo se fosse più importante darli a Madame Levy, la proprietaria, o partire quella sera stessa per Arêches-Beaufort, che […] continua a leggere »