A distanza di due anni dal suo ultimo articolo, ecco a seguire un altro bel pezzo di Isabella Data sul recente Open d’Italia: che è sia un resoconto da persona esperta del settore sia un’analisi valida per il futuro del movimento golfistico italiano.
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Il tempo
Il Comitato di Gara ombra (quello Celeste) si deve essere riunito lassù e ha stabilito: “Quest’anno, l’Italian Open, famolo strano”. Fino al giorno prima, abbiamo avuto giorni estivi di monocorde continuità: caldosecco-caldosecco-caldosecco. Il primo giorno di Open si è affacciato l’autunno. Due interruzioni con pioggia abbondante e pericolo lampi, nel primo pomeriggio dovevano ancora finire di giocare quelli del turno mattutino. Così è stata, sin da subito, una rincorsa contro il tempo. Venerdì siamo andati tranquilli per poco: alle 14 in allarme, poco dopo inizia una pioggia violenta, tropicale. Sospensione, due tentativi di ripresa, abbandono. Orario partenze nuovamente sballato, round due insegue round uno. Meno male che l’European Tour ha un uomo meteo come quelli della Formula Uno. Sarà perché siamo a Monza, a un passo dall’autodromo, qui c’è un canale diretto con l’Onnipotente. Uomo-meteo e Comitato di Gara Celeste vengono a patti. Si riusciranno a giocare tutti i quattro giri programmati, […] continua a leggere »





