Tag: racconti

Golf resurgente

Margara è un campo splendido.

Le condizioni atmosferiche erano ottimali.

Le partenze erano sufficientemente avanti.

I green erano discretamente veloci, ma pressoché perfetti.

Il primo giorno di questa gara sono partito bene, alla 8 ero +2, con due bogey evitabili ma accettabili. Dalla 9 ho cominciato a fare disastri, il par era un lusso; alla 18 ho messo la ciliegina sulla torta, con un quintuplo bogey. (La disaster hole, nel golf, è sempre dietro l’angolo ad aspettarti. Sta a te essere bravo a non farti trovare.) E come ho scritto a Roberto, che cercava in qualche maniera di consolarmi, nel golf non c’è molto di peggio di un quintuplo bogey, a parte un sestuplo bogey. Totale: 88 [sic].

Il secondo giorno mi è parso anche peggio, nelle prime otto buche (le seconde nove in realtà – partivo dalla 10) ho messo a segno sette bogey e un doppio. (Una sola volta ho preso il green, e da quattro metri e mezzo sono riuscito a fare tre putt, nella stessa buca dove qualche anno fa vidi Pippo Calì fare un comodo eagle imbucando da cinquanta centimetri – unici spettatori mia figlia e io.) Un paio di […] continua a leggere »

La magia di Sanremo

Il Trofeo Sanremo è da sempre, per me, di tutte le possibili la gara più bella. Questo mio diario pubblico è pieno di racconti e note relativi a questo evento. E quest’anno, finalmente, dopo un numero quasi eterno di anni in cui per ragioni di classifica non mi è stato possibile partecipare, complice il Covid sono finalmente riuscito a tornare in quello che, per me, è una sorta di tempio del golf italiano. Mi si dirà, ed è certamente vero, che per i criteri di oggi è un campo superato; ma l’atmosfera quella no, quella non è superabile.

Fonte: https://www.sanremonews.it/mobile/leggi-notizia/argomenti/dallalbum-di-alfredo/articolo/bozza.html

l mio gioco è stato zoppicante, ma non importa: mi sono goduto comunque un’infinità di piccoli particolari che rendono il luogo di grande significato.

Salutare persone che non vedevo da anni, ed essere da loro riconosciuto.

Fonte: https://www.facebook.com/Funivia.Sanremo.Mnte.Bignone

Il garrito dei gabbiani di prima mattina, sopra il putting green. (Il putting green stesso è già magico.)

L’atmosfera rarefatta e silenziosa propria di queste gare.

Ricordare Marco Mascardi, e i suoi racconti elargiti in pranzi memorabili.

Aldo Casera, naturalmente.

Essere ancora qui dopo tanti anni. Ecco, […] continua a leggere »

Le gare di golf in tempo di Covid

Innanzitutto: credo che di questi tempi poter prendere parte ad una gara di golf sia – a prescindere dal risultato – un grande privilegio. Questo è quello che mi è successo nel fine settimana del 20-21 marzo, oltretutto nel mio campo. Ne tratteggio qui qualche impressione.

Non ha molta importanza il mio risultato, anche perché si sa che nel golf you are your numbers e io ho fatto parecchi disastri. Ricordo un conoscente, tanti anni fa, che mi spiegava perché ne aveva tirati 83 e non 82, e mi raccontava una serie infinita di sue noiosissime buche e io non riuscivo più a sganciarmi. Ma tra un 82 e un 85, per dire, non c’è differenza alcuna: a livello dilettantistico la differenza può essere tra 79 e 80, e una differenza importante c’è tra un 72 e un 73, ma tutto il resto è solo fuffa che ci raccontiamo per darci delle giustificazioni.

Quindi non parlo del mio gioco, ma racconto qualche episodio. Sabato alle 7 sono al circolo, la temperatura è intorno allo zero. C’è quell’atmosfera di leggera tensione che si respira in questo genere di gare, acuita dal fatto che con il Covid non puoi […] continua a leggere »

Museo privato Bisagno, dieci anni dopo

La settimana scorsa ho fatto ammenda. Ho mantenuto una promessa fatta dieci anni fa. Credo che abbia a che fare col fatto che quando l’allievo è pronto il maestro, magicamente, compare. E raccontare questa storia magnifica è impegnativo, per me, perché tanti pensieri mi si accavallano alla mente nello stesso tempo, tutti desiderosi di venir fuori. Proverò ad andare con ordine.

Parto da qui, dove giusto dieci anni fa raccontai di questo splendido museo. Lo feci con passione, ma concentrandomi sull’incantevole libro che il deus ex machina del museo, l’avvocato Marco Bisagno, col supporto della moglie Iole (perché sarà scontato dirlo, ma come può esistere un grande uomo senza una grande donna al suo fianco?), pubblicò per raccontare della sua “creatura”: opera già in sé sublime, oggetto non venale e fuori commercio (e del resto le stesse considerazioni valgono per il museo: il museo non ha biglietti e orari, è una creazione privata con nulla di commerciale che lo riguardi). Mi concentrai sul libro dunque, e non – come forse sarebbe stato naturale – su una visita […] continua a leggere »

Un mattino di dicembre

Questa mattina c’erano tre gradi, e io ero alla Marghe a fare lezione. Temperatura al limite, ma notavo dentro di me come sia interessante lavorare sullo swing, perché tratti qualcosa di assolutamente vivo e cangiante nel tempo, sia per i pensieri che per la pratica che per il tempo che passa, oltre che per altri aspetti minori come il tempo atmosferico, ad esempio; e altri ancora meno visibili ma fondamentali come le sensazioni.

Oggi, comunque, non voglio parlare di me: questo è un breve racconto di sensazioni. Ho trovato che il luogo fosse discretamente popolato, per essere una fredda e grigia mattina di dicembre. Ed è così che un campo pratica dovrebbe essere sempre: popolato di persone seriamente interessate a migliorarsi.

È questo, comunque, un bel periodo per il golf. Dicembre e gennaio, che apparentemente sono mesi in netto contrasto con il golf, sono di fatto il periodo in cui si possono sperimentare cambiamenti che daranno i loro frutti nell’estate a venire; la pratica procede tranquilla perché non necessita di risultati immediati ma è sostenuta da una visione di respiro ampio.

Magari poi non si concluderà nulla, o magari sì; ma questo, in fondo, non è importante. Perché anche il […] continua a leggere »

Un giorno, tante sensazioni

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Ieri è stata una giornata dedicata quasi completamente a vari aspetti del golf. Più d’uno è ancora da digerire – che io sia lento lo so dalla notte dei tempi –, e questo post serve anche a mettere ordine nei pensieri.

Dopo tanto tempo sono ritornato a fare lezione col mio maestro “di sempre”, colui che è per me un amico prima ancora che un insegnante, colui che mi ha preso intorno al 9 e portato intorno al 3-4 (bravo a lui!). Le cose che ho sperimentato e sentito ieri le devo ancora digerire, ma insomma intanto sedimentano dentro di me.

Il giorno prima avevo preso in prova i nuovi ferri. Sono fuori produzione, perché il marketing ha le sue leggi ferree, ma la realtà è che non necessariamente serve il bastone di quest’anno (in tanti casi è l’indiano, più che la freccia). Comunque li trovo adatti a me, mi piacciono e soprattutto la palla parte almeno diritta quanto con i precedenti (che adoravo, ma erano consumati da cinque anni di pratica e giri). Visti, […] continua a leggere »

Storie di ordinari litigi

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Io sono una persona mite, i miei venticinque lettori lo sanno. Mercoledì pomeriggio ero da solo in campo al mio circolo. Quando sono solo ne approfitto per provare i vari colpi, pensare, studiare eccetera. Da sempre (ovvero sin da quando ero un neofita e non volevo giocare all’army golf né far ridere per la mia incapacità) faccio in maniera di non avere nessuno dietro. Ovvero, se ho qualcuno accelero oppure mi fermo e lo faccio passare.

Mercoledì comincio dalla 10, e quando arrivo nei pressi del primo green mi accorgo che dietro di me c’è una signora. Uff. Accelero un pochino, ma la cosa mi mette ansia appunto perché non mi permette di studiare i colpi con il tempo che ritengo necessario. La signora sul tee della 14 (non prima) aspetta perché ho riprovato il secondo colpo al green. Mi guarda, le mani ai fianchi; la guardo di rimando. Sul tee della 15 tiro tre tee shot (il primo agganciato, il secondo agganciato, il terzo agganciato – e d’accordo, ciò è questionabile da un punto di […] continua a leggere »

Trofeo Sanremo – c’è il sette senza l’otto

Comincia oggi un appuntamento cui avrei tenuto molto a partecipare, il Trofeo Sanremo. Una gara cui ho preso parte ininterrottamente negli ultimi sette anni almeno (degli anni precedenti non ricordo). Quindi è una sorta di epitome della competizione golfistica, per me: potrei quasi dire che Sanremo esiste da che io ho contezza del golf.

Purtroppo un lutto familiare recentissimo e il fatto di essere in lista d’attesa mi impediscono di partecipare. Il lutto in sé mette tante cose in prospettiva. Il golf non è poi così importante, dopotutto.

Oggi mi fa comunque piacere scrivere due righe su questo evento, che è pieno per me di ricordi magnifici, di gioie e colori e profumi e atmosfere che sono proprie solo di quel luogo. Sanremo contiene della magia per me, per tanti motivi che ho descritto negli anni e per altre cose che non so nemmeno mettere in parole.

Volevo ricordarlo, ecco.

Roberto Guarnieri, Una settimana da caddie

Roberto Guarnieri aveva parlato qui di alimentazione e fitness. (Personalmente trovo semplicissima e geniale l’idea di alimentarsi con le mele durante una gara; e grazie al suo suggerimento l’ho sperimentata con soddisfazione.) Qui a seguire racconta oggi di una sua esperienza in qualità di caddie in una gara del Challenge Tour.

Quante volte ci è capitato, guardando la TV, di pensare magari con un pizzico di invidia quanto sarebbe bello fare il giocatore professionista, sia per il livello di gioco, assolutamente invidiabile, che per la vita che immaginiamo conducano.
Probabilmente dovremmo correggere il tiro e invidiare solo i primi cinquanta del ranking; per gli altri la vita non è poi così semplice come sembra.

Qualche tempo fa ho avuto la fortuna di fare da caddie a un amico che gioca sul Challenge Tour; il giocatore cui faccio riferimento quando parlo di mele e programma di allenamento, per coloro che hanno letto il mio precedente post su fitness e alimentazione.
La cosa è nata per caso. Da tempo mi ero ripromesso di seguirlo da vicino in qualche open come spettatore ma a un certo punto è arrivata la proposta “perché non mi fai da […] continua a leggere »

Leggero


Il post di oggi è quasi impalpabile. È un semplice racconto di sensazioni.

Negli ultimi cinque giorni mi è successo per tre volte di andare in campo solo per la gioia di giocare.

Domenica pomeriggio alla Margherita è stata la prima delle tre, e anche la più lieve. Ero lì per il solito allenamento, ma mi sentivo leggero, pronto anche a perdere tempo (quando per me, hoganianamente, golf is serious business). Ho incontrato una golfista che conosco da qualche tempo. Abbiamo fatto cinque buche insieme. Ho giocato soltanto per la gioia del giocare. Voglio dire, c’era il sole, si chiacchierava dei figli, di tante cose, e io non pensavo. Ovvero per una volta non era importante dove un tiro andasse a finire, se un putt entrasse o meno. È stata una passeggiata. Sensazioni estranee ma piacevoli.

Poi di nuovo mercoledì. E di nuovo ieri. Ieri verso il tramonto ho provato un’incantagione dei sensi: il campo deserto, solo io e l’amico a giocarci una birra e sfotterci per i brutti colpi, a dirci quanto è bello giocare a golf quando vien […] continua a leggere »