Tag: the art of learning

Imparare a disimparare

Sono partito da un mio problema specifico.

Ma vorrei allargare il discorso a beneficio del lettore: perché si tratta di un problema proprio di qualunque golfista che giochi almeno da qualche tempo.

Il mio problema specifico è questo: non so fare draw col driver. Ma il problema generale è questo: quando giochiamo da un po’ di tempo (e a maggior ragione se giochiamo da tanto tempo, e a ragione ancora maggiore se pratichiamo tanto) si formano in noi degli automatismi di gioco, grazie ai quali non dobbiamo ogni volta pensare come si tira un bastone; ma semplicemente ripeschiamo in maniera automatica e inconsapevole le informazioni dalla memoria e le utilizziamo allo scopo. Chi più e chi meno a seconda del livello di abilità, ma questo vale per tutti.

Però… però quando abbiamo praticato a lungo un colpo specifico quello che sappiamo in maniera automatica può essere di grave intralcio, se non va nella direzione desiderata.

Nel mio caso il problema col driver mi è molto chiaro. Perché la teoria la so: fare draw col driver vuol dire allinearsi, per esempio, quattro gradi a destra rispetto all’obiettivo e avere la faccia del bastone che all’impatto punta due gradi a destra dell’obiettivo […] continua a leggere »

Embrace the pain

Questo è un post interlocutorio. L’obiettivo mio generale – ambiziosissimo, ma senza sogni grandi che cosa ci stiamo a fare in un campo da golf? – è quello di craccare il codice dell’imparare nel golf, ovvero di raggiungere veramente nel giro dei prossimi quattro-cinque anni il mio massimo potenziale golfistico, per il vero obiettivo ultimo: dimostrare a me stesso fin dove posso arrivare.

Fare questo è un affare molto complesso, che richiede delle competenze intellettive che vanno molto al di là, o quantomeno al di fuori, della mera tecnica golfistica. Nel senso che questo processo non prescinde, non può prescindere dall’affinare la tecnica, ma soprattutto il punto è quello che devo arrivare a migliorare la maniera di pensare. Pensare in maniera creativa, pensare a un livello superiore per ottenere dei risultati di un ordine di grandezza superiore.

Ovviamente questo è un progetto valido nel lungo termine, e comunque dai confini e dai risultati assolutamente incerti. Cionondimeno sono sicuro che valga la pena percorrerlo, perché da qualche parte laggiù c’è la fine dell’arcobaleno che aspetta di essere vista, sotto forma di cura e salvaguardia e tutela della rosa del Piccolo principe.

Una spinta notevole mi viene da questo […] continua a leggere »

Uno specchio della vita


Ho fatto una gara ieri, ne ho tirati 86 [sic].

Nel dopogara non ci stavo bene, ripassavo le buche, i miei errori, le ingenuità. Posso dire che non conoscevo bene il campo (l’ultima volta, e forse l’unica, ci ero stato oltre dieci anni fa), posso dire che ho avuto un paio di sbordate, posso trovare altre scuse ma questo non mi porterà da nessuna parte.

Allora ho pensato a uno splendido libro che ho terminato da poco, e ai concetti che esso porta. Questo sì è interessante, Questa sì è una chiave di lettura decente e gravida di significato.

Prima di tutto ieri ho giocato male e basta. È stata colpa mia. Ma il punto non è questo, le giornate storte al golf capitano, e come! Quel che devo fare – quel che, credo, ciascuno dovrebbe fare dopo una gara andata male, se veramente vuole migliorare, se veramente vuole diventare il golfista migliore che possa diventare – è analizzare davvero le cause. Lasciando da parte l’ego, mettendo da parte l’immagine di golfista che ho di me. Ovvero non proteggermi pensando […] continua a leggere »