
Ho cominciato a giocare a golf da giovane adulto. Avevo 36 anni all’epoca, mi sono avvicinato a un mondo sconosciuto che mi ha stregato in un amen. Mi bruciava dentro la voglia di diventare più bravo, di capire le sottigliezze dello swing, degli approcci, del putt. Quante volte ho rivisto in sogno i miei colpi!
Poi sono passati 14 anni e ora sono a tutti gli effetti un senior.
Ho i capelli grigi, la vista che cala.
Ho meno voglia di un tempo di dedicarmi anima e corpo al golf, perché tante cose le ho già viste. Situazioni già vissute, non c’è molto nel golf che possa stupirmi oggi. Questo, del resto, l’ha detto magistralmente Leopardi:
Ahi ahi, ma conosciuto il mondo
non cresce, anzi si scema, e assai più vasto
l’etra sonante e l’alma terra e il mare
al fanciullin, che non al saggio, appare.
E credo che questo sia un sentire comune a tante persone nate negli anni Sessanta. (Anche perché vedo sempre meno persone della mia generazione alle gare della Federazione […] continua a leggere »
