
L’ultimo numero di “Life Club” pubblica la mia recensione al volume di Jérôme Block Golf means Business, uno dei pochi libri che copre l’area del “business golf”.
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Golf means Business
Golf Links
Segnalo una nuova e, a prima vista, interessante rivista online sul golf, “Golf Links”.
Un difetto – forse non eliminabile in iniziative del genere – mi pare evidente: l’eccessiva presenza di pubblicità occulta. Tuttavia comprende una serie di articoli gradevoli.
La citazione migliore – autoironica e al contempo drammatica – è a pagina 53. Dice Doug Sanders, a proposito del putt mancato nel 1970 che gli avrebbe potuto dare la vittoria al British Open a St Andrews:
Do I still think about missing that putt after these years. Heck, no. Yesterday I went at least five minutes without it even crossing my mind.
John Updike, in memoriam

A 76 anni (era da tempo malato di cancro) è morto lo scrittore americano John Updike, vincitore di due Pulitzer.
Non troppo noto è il fatto che Updike fosse un fanatico del golf. Il golf fa capolino in vari suoi romanzi, ma soprattutto a questo sport aveva dedicato un bel libro, Sogni di golf.
Sono trenta racconti, scritti in un arco temporale lunghissimo (tra il 1958 e il 1995), divisi in tre sezioni che si intitolano “Imparare il gioco”, “Giocare il gioco” e “Amare il gioco”, che potrebbero essere intese come le tre fasi dell’approccio di un golfista a questa disciplina. Il libro è la testimonianza di una dedizione appassionata, testarda e lunga una vita dell’autore al gioco del golf.
La brevità dei racconti ne facilita la lettura. La narrazione unisce la leggerezza della scrittura alla conoscenza di questo sport: questo è il vero punto di forza del libro. Si ritrovano tutte le gioie, ma soprattutto le ansie e le frustrazioni tipiche di un golfista, sensazioni che qualunque golfista ha provato almeno una volta nella sua vita. Updike illustra infatti un concetto che per un […] continua a leggere »