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Management & Golf

Management & Golf
Da amante dei libri e del golf, sono naturalmente attratto da qualunque volume di questo soggetto; tanto più quanto l’argomento è insolito e in qualche maniera curioso.

È il caso di Management & Golf, opera pubblicata quest’anno da Lorenzo Oggero. Si tratta di un divertissement, di uno studio tra il serio e il faceto delle affinità che legano il golf alla gestione d’impresa, entrambi settori nei quali Oggero può dirsi esperto.

Lo stile è molto diretto, ma nello stesso tempo rigoroso: si riconoscono molte buone letture dietro le parole dell’autore. È insomma un libro gradevole e che scorre velocemente. Bravo Lorenzo!

(Piccolo aneddoto personale: quando gli mandai una mail per manifestargli il mio interesse, ricevetti una telefonata da lui – cosa che, in un mondo fin troppo digitale, mi fece un gran piacere.)

Lorenzo Oggero, Management & Golf, Novi Ligure, 2009, pp. 189, EUR 30.

GolfSupervisor


Andrea De Giorgio è il mio maestro (lo dico con una punta di malcelato orgoglio) da un anno, colui che ha contribuito a farmi fare un grosso miglioramento sia dal punto di vista tecnico che da quello mentale.

Lietamente annuncio che Tesi & testi è tra gli sponsor di GolfSupervisor, un nuovo software gratuito pensato per tenere online le proprie statistiche di gioco.

Da amico è chiaro che mi è difficile parlarne in maniera obiettiva. Tuttavia, in due parole dirò che il programma è stato concepito per poter inserire i propri dati di gioco ripercorrendo passo dopo passo i colpi giocati durante la gara. Per rendere l’inserimento dati più piacevole e dinamico, la grafica alterna le schermate a filmati correlati ai dati inseriti.

Tenere le proprie statistiche di gioco non è per tutti, perché comporta un lavoro dopo la gara non indifferente; e tuttavia è in prospettiva foriero di grandi soddisfazioni, perché aiuta senza dubbio a vedere con precisione le aree del proprio gioco meno solide, e dunque a migliorare. Non è un sostituto del campo pratica e della riflessione, […] continua a leggere »

Dai forma al tuo swing


Segnalo questo volume dedicato alla forma fisica nel golf, in libreria da qualche mese.

È un libro molto specialistico, quindi non destinato al pubblico indistinto dei golfisti. Tuttavia trovo interessante l’analisi dei vari aspetti legati alla forma fisica nel golf, effettuata anche comparando studi di diversi autori.

Nell’opera si parla di preparazione atletica, infortuni, alimentazione e
aspetti mentali del golf. Molte immagini illustrano e contribuiscono a spiegare meglio i concetti esposti.

Francesco Sartorio, Stefano Vercelli, Marisa Vitali, Dai forma al tuo swing. Manuale di prevenzione e cura degli infortuni, alimentazione, allenamento fisico e mentale, Roma, Aracne Editrice, 2008, pp. 194, EUR 33,00.

La magia del golf


Come accade a molte persone superati i cinquanta, anche il giornalista di “Repubblica” Giovanni Valentini è stato folgorato sulla via di Damasco dalla magia del golf, al punto da dedicargli un libro dal medesimo titolo, uscito presso Sperling & Kupfer a fine 2007.

Il volume è pensato come una raccolta di brevi testi – praticamente degli articoli –, ciascuno su un differente aspetto del golf, e tutti legati insieme dalla penna lieve e professionale di un giornalista esperto. Lettura veloce e amena dunque, ma non per questo non profonda a tratti.

Già, perché il golf non soltanto sconfina spesso nella filosofia, ma ci insegna anche molto su noi stessi, a patto che siamo disposti ad apprendere. E Valentini, da questo punto di vista, si rivela un ottimo allievo e maestro allo stesso tempo.

L’autore ha detto di aver scritto questo volume per tre ragioni:

Innanzitutto il divertimento di scrivere un testo per golfisti e non solo; in secondo luogo volevo fare un atto d’amore per uno sport cui spero di restituire […] continua a leggere »

Tales from Q School


Segnalo questo bel libro, ideale complemento di Paper Tiger di cui avevo parlato qui. Sono le storie dei partecipanti alla famigerata Q School, competizione che permette ai più abili (e fortunati) l’entrata nel PGA Tour dalla porta principale; oppure garantisce un posto nel Nationwide Tour, oppure qualche spot qui e là in questi due circuiti; oppure nulla.

Racconti drammatici, come la storia di Peter Tomasulo, che – in pieno controllo della situazione, 12 sotto il par – almeno uno, o forse anche due colpi all’interno del taglio – nella sesta e ultima giornata della quarta e ultima fase della Q School, il Final Stage, trova il suo secondo colpo al par 5 della 10, un lay up in centro fairway, sopra una zolla di un divot che qualcuno prima di lui non aveva rimesso a posto. Non sa che fare, e un possibile birdie o, alla peggio, un facile par diventa un imperdonabile bogey. Ovviamente questo fatto lo scuote, gli riempie la testa di dubbi; e ciò, combinato al fatto che al tee successivo al suo gruppo tocca aspettare parecchio (ci si gioca una stagione […] continua a leggere »

Ci.ti.elle golf

In un mondo asfittico (nonostante le apparenze) come quello del golf italiano capita, a volte, di incontrare lampi di semplicità che non possono non riconciliarti con l’idea che si può avere di questo sport (amicizia, divertimento e competizione, non solo sfoggio dell’ultima moda).

Giuseppe – Beppe, per gli amici – Lazzarotto è uno di questi fenomeni. Persona semplice, affabile e alla mano, è titolare di un’azienda che sponsorizza un circuito che si snoda lungo dodici tappe tra Piemonte e Liguria.

Gare con bei premi, e alla fine persino la sautissa offerta agli amici con bel deuit tutto piemontese (anche se forse lui piemontese non è, e dovrò fare ammenda).

Da pochissimi giorni è online il sito, pulito e ben fatto, che narra le gesta di questa sua fatica golfistica. Migliorabile, certo; ma si sa che ars longa vita brevis.

Bravo Beppe, sei un grande. Il golf italiano ha bisogno di tante persone come te. Sapere che organizzi manifestazioni del genere ti fa onore, e rende un gran servizio al nostro sport.

Museo privato Bisagno: collezionismo e passione


C’è un’opera di estremo interesse per ogni golfista sinceramente innamorato di questo sport che nasce da un fatto tragico avvenuto nel 1999: la morte di Davide Bisagno, ragazzo strappato alla vita nel fiore degli anni. Il padre Marco, per onorarne la memoria, ha dato vita nella sua città – Verona – ad un museo unico nel suo genere. È infatti l’unico museo privato di golf esistente al mondo, e contiene migliaia di palline logate (è stata questa raccolta, nello specifico, che ha dato l’abbrivio al museo), migliaia di bastoni (alcuni di fine Ottocento, alcuni adoperati da Jack Nicklaus) e numerosi oggetti di varia natura legati al golf.

Tale museo è dunque, innanzitutto, un’opera d’arte. Sono stati necessari otto anni di lavoro per raccogliere i materiali, restaurarli, catalogarli e sistemarli. Questo perché i pezzi, soprattutto quelli più antichi, a volte vengono identificati da segni piccolissimi: è quindi necessaria una pazienza certosina, unita a una conoscenza specifica nel clubmaking, per definire con precisione un bastone.

Il museo è ora anche un libro, edito da Cierre grafica con carta Fedrigoni, che ha richiesto quattro anni di lavoro e rappresenta una sorta di […] continua a leggere »

Paper Tiger


Sarà perché mi identifico parecchio con l’autore, ma questo è il libro di golf più bello che abbia letto quest’anno – e io ne leggo uno a settimana.

È la storia, narrata in prima persona, del tentativo di un golfista non professionista, con un handicap intorno al 10, di entrare nella mitica Q-school. Trecento e passa pagine di emozioni, patimenti, errori, miglioramenti, delusioni e speranze.

Il risultato finale è – credo – abbastanza scontato; ma non è nel risultato il punto di forza di questo romanzo. Lo snodo del libro è infatti nei progressi che l’autore fa rispetto al suo swing, nei maestri che incontra, nei pensieri che lo accompagnano: nel suo viaggio alla ricerca del suo personalissimo Santo Graal.

Golf means Business

GMB
L’ultimo numero di “Life Club” pubblica la mia recensione al volume di Jérôme Block Golf means Business, uno dei pochi libri che copre l’area del “business golf”.

Golf Links

Segnalo una nuova e, a prima vista, interessante rivista online sul golf, “Golf Links”.

Un difetto – forse non eliminabile in iniziative del genere – mi pare evidente: l’eccessiva presenza di pubblicità occulta. Tuttavia comprende una serie di articoli gradevoli.

La citazione migliore – autoironica e al contempo drammatica – è a pagina 53. Dice Doug Sanders, a proposito del putt mancato nel 1970 che gli avrebbe potuto dare la vittoria al British Open a St Andrews:

Do I still think about missing that putt after these years. Heck, no. Yesterday I went at least five minutes without it even crossing my mind.