Io c’ero

La buca 4 del percorso delle Querce di Castelconturbia è un par 3 non particolarmente lungo – 119 metri dai tee arretrati -, ma complicato dal fatto che il green non è visibile dal tee, con molte ondulazioni (come praticamente tutti i green del campo) e con pendenza verso sinistra. Un pitch è un ferro adatto alla bisogna.

Ieri pomeriggio ero lì con il mio maestro/amico Andrea De Giorgio, che era arrivato a quella buca con questa sequenza: doppio – bogey – doppio, dunque un po’ contrariato dai risultati ottenuti fino a quel momento (per quel che potevano valere – era un semplice giro tra amici).

Il suo pitch è partito bene: bel suono, solo leggermente a destra rispetto alla bandiera; poi è sparito, inghiottito dal green che – appunto – è invisibile dai tee. Arrivati al green troviamo il suo pitch ma non la palla. “Sta a vedere che è uscita dal green”, è stato il suo commento.

Invece lei era lì, depositata in fondo alla buca. Maestosa e silente, quasi a contraddire ciò che l’aveva preceduta. Magnifica.

E io c’ero. Grande Andrea!

Lascia un commento