Per come la vedo io, fino a un certo punto non c’è niente di difficile nel golf, nulla. Non vedo davvero alcun motivo per cui il golfista medio, se si applica con intelligenza, non debba giocare al di sotto degli 80 colpi – e intendo giocando il tipo di colpi che giocherebbe un buon golfista.
(Ben Hogan, Le cinque lezioni. I fondamentali moderni del golf)
Rispetto ai risultati di qualche anno fa, il mio gioco è molto peggiorato. L’handicap attuale è di 5.9 [sic], che ahimè è veritiero e preciso, ma che rispetto al 2.0 del 2021-22 è piuttosto grigio. Naturalmente ci sono dei motivi per questa risalita pressoché verticale: innanzitutto il fatto che il golf, che è sempre stato magico per me, ha perso nel corso degli anni lo smalto dei primi tempi – e questo soprattutto perché quando arrivi verso i tuoi limiti ti trovi in una zona molto critica: da una parte il fascino di poter andare oltre, dall’altra lo scoramento di non riuscirci (più). Poi il fatto che da un annetto il golf è diventato anche lavoro per me, e come ho avuto modo di sperimentare negli ultimi mesi giocare a golf non è […] continua a leggere »