
Ho appena finito di leggere – ma dovrei dire meglio: gustare – questo bel libro di John Richardson. È la storia di un golfista della domenica che, a dispetto dei tantissimi pareri contrari, decide di imbarcarsi in un’avventura decisamente fuori dagli schemi: girare in par lordo nel suo campo nel giro di 12 mesi.
Mi ha compito molto e ne parlo volentieri per due ragioni:
– perché mi immedesimo decisamente nell’autore: e questo perché il mio progetto – partecipare alla gara che può dare il “passaporto” da professionista entro il 2012, passare il taglio e poi decidere se perseguire quella carriera oppure no (ma, punto estremamente importante per me, solo dopo aver passato il taglio) – ha molti tratti in comune con quanto Richardson ha realizzato;
– perché uno dei capisaldi dell’autore è la convinzione che i detrattori saranno sempre pronti a svalutare un progetto al di fuori dei canoni comuni, non tanto perché non vorrebbero il tuo successo, ma soprattutto perché esso confermerebbe la loro mediocrità – e questo sarebbe decisamente troppo da sopportare.
Ecco alcuni passi che mi hanno colpito più di altri:
My heroes have always been those people who insist on doing things their own way, in face of all opposition, with flamboyance and perhaps an element of ‘screw you’ (p. 94).
[parla la figlioletta di 7 anni] ‘And that’s why you did that stupid and embarrassing swinging when we were in Tesco and the lady in the queue looked at you like you were a bit mad?’ (p. 122)
And be sure to ignore anyone who say it isn’t possible. Just go for it. (p. 184)
In una parola è una lettura piacevole, e non solo da un punto di vista golfistico.
John Richardson, Dream on: One Hack Golfer’s Challenge to Break Par in a Year, Skyhorse Publishing, 2010, pp. 192, EUR 21,96.
Lascia un commento