2010: un bilancio (e per il 2011…)

A stagione finita (analogamente a quanto fatto l’anno scorso), tiro le somme di quanto ho realizzato quest’anno e penso al prossimo. Prima i dati, poi le sensazioni e infine gli obiettivi.

I dati

L’handicap è sceso da 7,6 a 4,8 (mi ero dato un obiettivo di 5,5).

Ho registrato 41 giri completi, di cui 12 sotto gli 80 in 4 campi diversi; uno tra questi è stato in par lordo nel mio campo. Ecco le medie (tra parentesi i dati per il 2009):
– colpi: 82,8 (87)
– fairway: 53% (48%)
– green: 38% (32%)
– putt: 30,9, di cui 3-putt: 1,1 (32, di cui 3-putt: 1,9)
– birdie: 1 (1)
– par: 8,5 (7)
– bogey: 5,7 (7)
– doppi o peggio: 2,8 (3)

Le sensazioni

L’anno scorso ero cresciuto moltissimo quanto a sicurezza mentale. Questo è stato invece l’anno della tecnica: per esempio, ho imparato a usare con sicurezza e precisione il legno 3 – per anni, uno dei miei tanti talloni d’Achille.

Nel contempo, questi miglioramenti mi danno una misura più precisa di quelle due o trecento cose che ancora mi mancano per diventare un “vero” giocatore: un drive veramente affidabile, l’abilità di dare con sicurezza effetto alla palla quando necessario, una maggior precisione nel gioco dai 50 ai 20 metri dal green (ovvero la capacità di mettere la palla data nella maggior parte dei casi quando sono a quelle distanze), il rendere i 3-putt un fenomeno occasionale (una media di 1,1 3-putt a giro è tutto tranne che fenomenale).

In ogni caso, i miglioramenti sono tangibili e il bilancio è dunque molto positivo.

Gli obiettivi

Come ho detto qui, l’obiettivo generale è diventare professionista nel 2012.

Gli obiettivi specifici per l’anno veniente sono invece:

– handicap 3,5 per fine maggio e 3,0 per fine settembre;
– prendere parte alla gara delle Querce a ottobre, non con l’intento di passarla (che lasciamo per il 2012) ma per fare esperienza;
– vincere almeno una patrocinata (il lordo, ovviamente);
– vincere la gara di match play al mio circolo (pareggiato e, soprattutto, scratch).

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