Giu 03


Domenica scorsa, Valcurone. Sono in ultima partenza alla patrocinata, primo in classifica e con cinque colpi di vantaggio sul secondo.

Il giorno prima avevo fatto una gran gara, una di quelle in cui ti entra tutto (un paio di putt imbucati da otto-dieci metri e un approccio da cinquanta metri che nemmeno se lo riprovo altre cento volte), per un 76 finale e l’handicap sceso a 4.0.

La domenica però ho commesso un grosso errore, ovvero fare la gara su quello che presupponevo essere il mio avversario (colui che alla fine ha vinto). Anziché pensare al mio gioco mi sono messo in difesa, col risultato di tirarne 82 e perdere per un colpo.

(Ricordo un particolare con molta vividezza: sul green della 10 avevo un putt da 6 metri, e anziché concentrarmi sulla buca ho guardato un paio di volte di troppo il marchino dell’avversario. Risultato: tre putt.)

Secondo classificato a una patrocinata non è un cattivo risultato, tutt’altro. Però soprattutto mi resta la lezione imparata, ovvero che bisogna sempre giocare all’attacco e – in una gara a colpi – fare solo il proprio gioco, ovvero giocare contro il campo e non contro un avversario.

Non importa, ho imparato la lezione. Sto giocando tanto in questi giorni, è inevitabile che faccia errori ma prendo appunti, questo conta.


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